Il dopo Sudafrica-Italia: la freddezza e l’onestà di Brunel e Parisse

Il ct e il capitano della nazionale analizzano la sconfitta di Durban. Senza nascondersi o senza cercare alibi

ph. Sebastiano Pessina

Un primo tempo da dimenticare in cui non abbiamo fatto nulla o quasi di quello che avremmo dovuto. Nonostante questo siamo andati a riposo sul 20-0, dopo un avvio davvero difficile, rischiando anche di segnare una meta senza aver costruito niente”.
Jacques Brunel legge con grande freddezza e onestà il primo tempo di Durban, uno dei peggiori della sua gestione. Poi prosegue: “La mischia ha giocato piuttosto bene, in rimessa laterale siamo riusciti a competere contro una delle touche meglio organizzate a livello mondiale ed è indubbio che per i primi venti-venticinque minuti della seconda parte abbiamo giocato un buon rugby, imposto qualcosa sugli Springboks come volevamo. Troppo poco però. Il gioco al piede è stato estremamente deficitario da parte nostra e lo abbiamo pagato a caro prezzo. Sono deluso dal risultato, non lo nascondo ha detto il tecnico della Nazionale in conferenza stampa.

 

Parole non diverse quelle che vengono pronunciate dal capitano azzurro, Sergio Parisse: “Abbiamo giocato per venticinque minuti una partita che ne dura ottanta e soprattutto nel primo tempo non siamo riusciti minimamente ad esprimerci. Sicuramente ci sono dei meriti da parte di una grande squadra come quella sudafricana ma non possiamo essere soddisfatti. Dispiace anche per le tre mete concesse nel finale, hanno reso il passivo molto pesante” .
La partita di questa sera – ha aggiunto il numero otto e capitano dell’Italia – dovrà servirci a preparare al meglio la sfida di sabato prossimo a Nelspruit contro Samoa. Hanno battuto la Scozia, che ci ha battuto nel 6 Nazioni, e sarà un nuovo impegno di alto livello per noi”.

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