Il Seven, un ricchissimo fantasma che si aggira per l’Italia ovale

Antonio Raimondi ci porta nel mondo del rugby a 7, in fortissimo sviluppo ovunque. Ma non da noi

COMMENTI DEI LETTORI
  1. Rabbidaniel 18 Ottobre 2012, 13:51

    Il 7 è spesso avvertito come un “fastidio” da noi. Nella mia piccola e umile esperienza, quando mi mandavano a fare un torneo di seven sbuffavo.
    Il punto è che non possiamo mandare una nazionale di 7 in giro fatta per lo più di giocatori a 15 convertiti al momento.
    Come sottolinea Raimondi, il 7 è un veicolo di arruolamento straordinario, per parte mia aggiungo che sarebbe perfetto nei progetti scuola. Meno ragazzi necessari per fare una squadra, meno “complicazioni” rispetto al 15, maggior contatto col pallone per tutti i giocatori.
    Sulle Olimpiadi di Rio mettiamoci una bella pietra sopra, abbiamo troppo squadre superiori a noi in Europa, Spagna e Portogallo compresi.

  2. M. 18 Ottobre 2012, 14:43

    Ma visto che in molte regioni non si riesce a gicoare stabilmente le partite delle giovanili perché si arriva a 10-12 giocatori da mettere in campo, non avrebbe più senso dove non ci sono i numeri darsi al seven?

    • frank 18 Ottobre 2012, 15:08

      secondo me non è che puoi “dare” una giovanile al seven solo perchè non raggiungi i fatidici 15. innanzitutto una società di Union deve avere un settore giovanile completo (di rugby a 15), dal minirugby all’ U20, e poi potrebbe avere una rappresentativa di seven che però deve essere formata appositamente per quel tipo di gioco.

      • Rabbidaniel 18 Ottobre 2012, 15:31

        Esatto, non bisogna convertirsi al 7 tout court. Anche perché le nazioni forti in 7 o non sono molto forti in 15 (Spagna, Portogallo, Kenya) e perciò il 7 è un veicolo più semplice da guidare e più agile, o sono Union con molti tessarati e tradizione da vendere (NZ, Francia, Inghilterra), o Union con predisposizione al 7 come filosofia di gioco (Fiji).
        Non è facile mettere in piedi un progetto per il 7 in convivenza col 15, ma è fattibile scegliendo i canali giusti (mi ripeto, ma la scuola mi pare il terreno adatto). Vedasi l’esempio dell’Irlanda che a 7 sta messa come noi. Forse sul caso-Irlanda Stefo ci può fornire un raffronto interessante.

        • Stefo 18 Ottobre 2012, 18:06

          @ Rabbi

          il iscorso Irlanda e’ che non esisteva un rogetto vero e proprio, non esisteva un campionato di 7s vero e proprio ed anche adesso non esiste veramente, viene giocato alla fine della sagione del domestic rugby da giocatori delle squadre del domestic rugby (mi sembra che per rappresentare un cub nei tornei 7s devi essere tesserato ed aver giocato un minimo di partite nella stagione nella squadra a XV).
          Il progetto e’ proprio agli inizi tanto che se non ricordo male-ma posso sbagliare- l’Irlanda maschile non ha partecipato al torneo di qualificazione in Algarve dei Mondiali 2013.

          Femminile va un po’ megio ma non sono sicuo di cme sia struttuato ma le ragazze s son quaificate per il Mondiale.

      • mauro-pv 18 Ottobre 2012, 15:33

        invece dove non ci sono i numeri “passare” al seven, soprattutto nelle categorie più giovani, potrebbe essere interessante visto le capacità che sviluppa il seven rispetto all’union: più corsa negli spazi, più placcaggi in campo aperto, ecc… forse per più giovani è l’ideale per avvicinarsi al 15

        • M. 18 Ottobre 2012, 17:04

          Aggiungo a quanto dice Mauro che prima ancora di sviluppare certe doti di gioco permetterebbe banalmente di… giocare! Siamo in una situazione di strutture/tesserati/campionati deprimente, dove non esiste possibilità di scontrarsi a 15 per evidenti carenze di organici iniziamo a permettere ai ragazzi (ma anche alle nuove squadre che non riescono ad avere i numeri per il campioanto ecc.) di giocare a 7). A me pare buon senso, poi ok il discorso tecnico e le diversità ma intanto badiamo alla cosa più importante: tenere la gente al campo.

  3. malpensante 18 Ottobre 2012, 16:07

    Premesso che non mi appassiona, credo anch’io che sia un eccellente veicolo per un progetto scuola, tanto più che è sport olimpico. Soprattutto per i territori meno ovali, e al femminile, potrebbe attrarre: intimidisce meno del 15 ed è più agile da organizzare. E fa bene alle mani e alle linee di corsa 🙂

  4. Katmandu 18 Ottobre 2012, 18:53

    Ma perchè non si organizza un campionato italiano? Ora non dovrebbe essere così complicato

  5. Hrothepert 18 Ottobre 2012, 19:00

    Il fartto che sia sport olimpico dice poco, con il massimo rispetto per tutti, alle olimpiadi ci sono anche degli sport assurdi!! Il seven sta al XV come il calcetto al football, come lo spinning bike al ciclismo o il tapis roulant al podismo; rispetto al XV il seven se si è buoni è un altro sport se si è meno buoni e un surrogato, se si vul essre cattivi…….!!

    • Rabbidaniel 18 Ottobre 2012, 19:56

      Anch’io non sono un “appassionato” per usare un eufemismo. Non mi è mai piaciuto giocarlo (per troppa abitudine al XV e al ruolo, ma l’ho giocato poco e male) e non mi entusiasma guardarlo. Ma può essere un buon volano per il movimento, soprattutto alla base.

    • gian 18 Ottobre 2012, 21:18

      calma, che sia diverso, per carità, ma confrontarlo con uno sport da palestra quale lo spinning, rispetto al ciclismo, mi sembra un’offesa ad uno sport nobile; poi se mi dici che il seven è come il ciclismo su pista rispetto a quello su strada posso essere d’accordo, ma non consideriamolo piccolo e sfortunato perchè un babbione di 130kg per 1,90mt non può giocare all’autoscontro perchè non placca, dai ragazzi non limitiamoci a poche idee ma confufuse

      • Rabbidaniel 18 Ottobre 2012, 21:39

        Be’ che sia una disciplina con tutti i crismi non ci piove. La mia è una considerazione puramente personale. Preferisco il XV al 7, ma anche al League, che ho provato a guardare e che non mi dispiace, ma non mi ha mai conquistato del tutto. Questione appunto di gusto e di storia personale.
        Però il 7 è un bel treno per il movimento, soprattutto nelle aree meno rugbistiche.

      • Hrothepert 18 Ottobre 2012, 23:14

        Si il tuo paragone tra pistards e stradisti è più calzante, comunque a me il VII non piace, come il XIII del resto, e ti assicuro che, quando ero in attività, non sono mai andato oltre i 1,75 cm. x 78 Kg. (purtroppo nell’ invecchiare i cm. sono rimasti gli stessi i kg….invece no!!).

  6. Hrothepert 18 Ottobre 2012, 19:04

    Beh, riguardando la foto se c’ è tutta quel “ben di natura” un po’ del mio giudizio cambia!!

  7. BRCK 18 Ottobre 2012, 20:24

    A me come gioco piace anche, ma quello che trovo assurdo sono le dimensioni del campo: l’ideale sarebbe giocare “per traverso” sul campo e usare come linee laterali quelle dei 22. Renderlo la versione su erba del Beach Rugby, magari implementando calci e pali, insomma. Ora come ora si riduce tutto al prendere la palla e correre il più forte possibile in meta.

  8. BRCK 18 Ottobre 2012, 20:26

    Parlando del campionato invece, andrebbe organizzato qualcosa e in fretta.
    Magari delle “Italian Series” estive, 6/7 tappe in zone ad altà densità turistica…

  9. M. 19 Ottobre 2012, 08:59

    Ma anche nelle finestre internazionali ora che non abbiamo un campionato al posto della coppa Italia una torneo tra club a sette compresi i tanti celtici non utilizzati. Ok sono sport diversi e da specializzare autonomamente ma tra il nulla e qualche cosa forse almeno iniziare dal qualche cosa non sarebbe male…

  10. GiuB85 25 Ottobre 2012, 11:54

    spezzo una lancia a favore del Seven…quando andavo alle superiori a Treviso organizzavano un torneo inter scolastico tra le scuole della provincia…si giocava in ghirada e c’era anche lo zampino di Benetton, in alcune partite sono stato arbitrato da Gonzalo Canale… e vedere così tanti studenti appassionati a giocare era proprio un bel vedere ( scusate la ripetizione). Il Seven se proposto fin da ragazzi e strutturato bene può sicuramente migliorare molte abilità che con il 15 non sono così automatiche…negli ultimi anni molte squadre si affidano a giocatori e allenatori che arrivano dal XIII e dal 7 appunto per portare queste abilità anche nel nostro amato XV. Quindi ben venga il Seven e tutto ciò che di buono può portare al nostro movimento. (anche nel 15 lo scopo è correre avanti con la palla e fare meta…e Lomu mi sembra lo sapesse fare molto bene). buon Rugby a tutti in qualsiasi forma!

Lascia un commento

item-thumbnail

“Fattore Pollard”, mischia Pumas e crisi wallabies: un torneo ai raggi X

Antonio Raimondi rilegge pregi e difetti delle quattro protagoniste del Rugby Championship secondo quello che ha detto il campo

8 Ottobre 2014 I nostri esperti / Giù il gettone
item-thumbnail

Dai piccoli inglesi ai grandi All Blacks, fino a Brunel: cosa ci dice il mese di giugno

Antonio Raimondi rilegge i risultati di un lungo mese di test-match, senza dimenticare i Mondiali Junires di Nuova Zelanda

27 Giugno 2014 I nostri esperti / Giù il gettone
item-thumbnail

1996-2014: gioielli, gioie e delusioni dell’Heineken Cup che chiude lo scrigno

A Cardiff l'ultima finale di un coppa che poi andrà in soffitta. Antonio Raimondi ne ripercorre la storia e ne traccia un bilancio

23 Maggio 2014 I nostri esperti / Giù il gettone
item-thumbnail

Tecnica, visione di gioco, capacità di corsa: la fantastica solitudine dell’estremo

Antonio Raimondi ci porta alla scoperta di un ruolo di cui si parla poco e che sempre di più può "schierare" degli autentici fuoriclasse

21 Marzo 2014 I nostri esperti / Giù il gettone
item-thumbnail

Dati e statistiche del Sei Nazioni 2013 per capire il torneo 2014

Antonio Raimondi prende i numeri del torneo di un anno fa e ci racconta quello che le cifre dicono. E quello che nascondono

24 Gennaio 2014 I nostri esperti / Giù il gettone
item-thumbnail

Tecnica, spazi e maestri vecchi e nuovi: il ritorno della nuova/vecchia mischia ordinata

Antonio Raimondi ci spiega tutti i vantaggi delle nuove regole che caratterizzano la fase più importante del rugby

20 Dicembre 2013 I nostri esperti / Giù il gettone