Selezione e crescita nel rugby professionistico: l’X-Factor del modello anglosassone

Secondo articolo curato da Francesco Dimundo Strength & Conditioning Coach per Worcester Warriors

Francesco Dimundo Strength & Conditioning Coach per Worcester Warriors RFC

Francesco Dimundo Strength & Conditioning Coach per Worcester Warriors RFC

Secondo appuntamento con Francesco Dimundo Strength & Conditioning Coach per Worcester Warriors RFC e ricercatore (PhD) per la Birmingham City University (UK) che, dopo l’articolo della scorsa settimana dove ha analizzato il primo fattore (peso/altezza) per l’identificazione, la selezione e il processo crescita del talento nel rugby, in questa nuova puntata ci parla dei fattori 2 (forza, potenza, resistenza e velocità) e 3 (l’esposizione al gioco, l’allenamento della tecnica e della tattica nel rugby e il tempo passato a praticare altre attività sportive).

Selezione e crescita: “l’X-Factor” del modello anglosassone – Parte2/3

Fattore 2 – Fortius, citius, firmius…

Il rugby è uno sport di squadra e d’intermittenza dove l’attività di contatto a massima intensità è alternata da fasi di medio effort fisico. Se nel precedente articolo altezza e peso erano al centro della nostra discussione, nelle prossime righe leggeremo di forza, potenza, resistenza e velocità collegate alla selezione del talento rugbistico. Al Worcester Warriors rugby club riteniamo che la performance fisica sia uno dei parametri fondamentali per la formazione di future promesse rugbistiche. Inoltre è filosofia del club credere che un corpo forte e resistente (a) prevenga gli infortuni (b) dia una carriera più longeva al giocatore (c) migliori la prestazione atletica portando il gioco ad altri livelli.

Per questo motivo la gestione dei dati prestativi è affidata al performance coach, il manager di tutti i preparatori atletici, sport scientist, data analyst, fisioterapisti e nutrizionisti che collaborano sotto direttive chiare e precise revisionate sul campo almeno una volta a settimana. Nella nostra academy, manager e strength and conditioning coach, insieme ai docenti universitari, collaborano utilizzando i risultati delle scoperte scientifiche più recenti nel settore dello sport science applicate al settore giovanile. Questa sinergia d’equipe migliora l’aspetto più importante che rende i club di rugby inglesi unici: il sistema a lungo termine del talent identification and talent development. Ne consegue che il monitoraggio dei parametri di performance atletica è estremamente importante poiché fornisce elementi chiave di screening del processo a lungo termine di sviluppo del giocatore. Varie caratteristiche di forza, potenza, resistenza, velocità, agilità e cambio di direzione, sono i parametri fisici che, insieme a quelli antropometrici, hanno caratterizzato da sempre le scelte di selezione dei giocatori fin dalla giovane età in diversi club rugbistici.

Ma la vera domanda che tartassa i manager delle grandi academy è: “esiste l’X-factor che rende determinante la selezione nel rugby”? La risposta è “SI!”. Nei nostri recenti studi effettuati in collaborazione con la Birmingham City University, abbiamo dimostrato che alcuni parametri fisici sono più importanti di altri nella selezione degli atleti: ad esempio particolari caratteristiche della forza e velocità correlati a fattori antropometrici, psicologici, maturazionali, sociali. (Per saperne di più leggi la recente pubblicazione: Talent Identification and Development in Male Rugby Union: A Systematic Review (Dimundo et al.2021) o guarda l’abstract del 2019).

Questi parametri differiscono per fasce d’età e assumono valore diverso in base ai ruoli (forward o backs). Tuttavia nel nostro club crediamo fermamente che la selezione delle giovani promesse non si possa basare esclusivamente sui fattori fisici ed antropometrici. Per questo motivo il club incentiva la collaborazione con università ed enti di ricerca che, insieme alla England RFU, creano un ambiente di crescita controllata basata su dati scientifici utili per la formazione ottimale dei giocatori di rugby professionistici.

Fattore 3 – Cresciuti sul campo

Dopo aver lavorato in Scozia, negli Stati Uniti e in Inghilterra, ho percepito le differenze tra la cultura sportiva di questi paesi e quella di altre realtà europee. È risaputo che nei paesi anglosassoni il rugby è uno sport praticato a livello nazionale tanto quanto il calcio in Italia. Il passaggio chiave che andrò ad elaborare nelle prossime righe è che l’elevato numero di ore di esposizione al gioco, all’allenamento della tecnica e della tattica nel rugby e il tempo passato a praticare altre attività sportive ricopre un’importanza fondamentale, soprattutto in certe fasce d’età. Certo, il rugby è stato categorizzato dalla letteratura scientifica internazionale come uno sport che segue le regole del modello della “late specialization” (Côté et al. 2014) ed è anche per questo che le direttive della England RFU sono molto chiare sul processo di sviluppo dei giovani giocatori definiti “talenti”, cioè “giocatori con la potenzialità di eccellere ad un certo punto della loro carriera rugbistica”.

College, scuole ed università allenano gli stessi giocatori che vengono selezionati nelle academy dei club professionistici: ma come è possibile? Ovvio! Le direttive sulla performance atletica, tecnico-tattica e di gioco sono inquadrate tutte nell’ambito di una cooperazione tra club professionistici e strutture accademiche e si basano su circa più di 10 ore settimanali. L’obiettivo è quello di “remare tutti nella stessa direzione” affinché si possa fornire chance concrete ai giocatori. Impressionante è anche il fatto che, i rugbisti inglesi, siano abituati sin da piccoli a giocare in condizioni simili al mondo professionistico (es. utilizzo di campi in erba, costante uso di palestre per performance, esposizione a due partite settimanali, ore di contatto con personale con esperienza internazionale nella performance sportiva, coinvolgimento di staff dallo standard elevato nella gestione sportiva-accademica settimanale/giornaliera).

In quest’ottica, i criteri utilizzati dai responsabili della selezione dei giocatori si basano su parametri tecnico-tattici (e non solo) testati fin dai primi raduni U15 e utilizzati per monitorare la crescita di giovani promesse (per saperne di più confronta la letteratura: Talent Identification and Development in Male Rugby Union: A Systematic Review (Dimundo et al.2021) o guarda l’abstract del 2019).

Francesco Dimundo

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