Sei Nazioni, l’Italia secondo Smith: “È dura per tutti, ma per imparare a camminare dobbiamo prima gattonare”

La conferenza stampa del CT azzurro dopo la sconfitta dell’Olimpico contro l’Irlanda

Franco Smith conferenza stampa italia Inghilterra Sei Nazioni 2021

Franco Smith dopo Inghilterra-Italia – ph. Sebastiano Pessina

Franco Smith è apparso come di consueto in conferenza stampa al termine dell’incontro fra Italia e Irlanda, dopo l”undicesima sconfitta consecutiva della Nazionale durante il suo mandato da CT.

“Siamo delusi dal risultato, quello sul tabellone soprattutto. Anche se siamo stati battuti, l’unico modo per continuare a fare passi in avanti e passare anche attraverso queste esperienze” ha detto l’allenatore sudafricano.

“Credo che un punto focale della partita sia stato il punto d’incontro. Sapevamo già da prima che Francia e Inghilterra non si dedicano così tanto a cercare di forzare i turnovers nel punto d’incontro quanto fanno le squadre celtiche. Non è quindi una sorpresa che l’Irlanda ci abbia messo sotto pressione lì, ma purtroppo è lì che abbiamo subito comunque.”

“Nel primo tempo l’Irlanda è stata nel campo nostro in quattro occasioni e ha marcato in tutte e quattro le occasioni, mentre noi, che abbiamo costruito lo stesso numero di occasioni, non siamo riusciti a sfruttarle perché gli avversari hanno rallentato il nostro gioco o rubato il possesso.”

“È giusto guardare ciò che noi possiamo fare meglio, ma è altrettanto giusto dare credito dove c’è credito – dice Smith, strappando una pagina da una tipica espressione anglosassone che corrisponde al nostro dare a Cesare ciò che è di Cesare – l’Irlanda era sotto pressione dopo le due sconfitte, sono venuti qua con una motivazione extra. Dobbiamo ricordarci che abbiamo affrontato una squadra che è world class.

“Le parti soddisfacenti del nostro gioco sono state la difesa da maul, dove loro sono veramente forti, e il fatto che abbiamo creato un buon numero di opportunità e fisicamente non credo potessimo chiedere di più ai ragazzi. Certo, abbiamo fatto errori, ma lavoriamo quotidianamente per migliorare in difesa.”

Lo sguardo di Smith si sposta poi dal singolo incontro al lungo periodo: “Quello che possiamo trarre è che siamo ancora una partita più vicini al raggiungere la vittoria. Abbiamo accumulato l’esperienza di un’altra partita.”

“A questo gruppo è facile chiedere di rialzarsi dopo una sconfitta così: sono una squadra fiera e orgogliosa che riprenderà immediatamente a giocare duro. Ogni settimana, nonostante tutto, guadagniamo qualcosa. Paolo Garbisi migliora a vista d’occhio. Jacopo Trulla si confronta tutti i weekend con un livello altissimo. L’esperienza è l’unica cosa che non posso trasmettere a questi ragazzi, ma la stanno facendo sulla loro pelle.”

“Anche se ogni settimana sentiamo tutta Italia che ci chiama alla vittoria, e ci siamo preparati meglio che mai per riuscirci, affrontiamo per l’ennesima volta una squadra migliore di noi che ha dimostrato sul campo di esserlo. Per adesso l’Irlanda è migliore di noi, cosa posso dire di più? Non siamo al pari dell’Irlanda, oggi. Ma stiamo facendo di tutto per diventarlo.”

“Queste sconfitte bruciano. Non ci passano semplicemente addosso. Bruciano, e bruciano anche per la nostra famiglia, per chi ci segue e ci sostiene. È dura, ma abbiamo bisogno del sostegno di tutti per compiere il prossimo passo e andare avanti. È dura, anche per me come allenatore, per lo staff, per i fisioterapisti, i medici, per tutti. Ma prima di imparare a camminare, dobbiamo gattonare.”

“È difficile perché lavoriamo contemporaneamente per migliorare i nostri giocatori e per preparare le partite di ogni fine settimana. Abbiamo meno di 300 minuti di allenamento alla settimana perché vogliamo mettere in campo dei giocatori freschi, ma allo stesso tempo dobbiamo lavorare sui lanci del gioco, quindi sull’organizzazione generale,  rifinire i dettagli, eccetera.”

“Siamo consapevoli delle nostre carenze. Sappiamo che la nostra rimessa laterale nei 22 metri avversari non ci ha portato a niente, ad esempio. E poi dobbiamo essere consapevoli di cosa succede quando una squadra gioca contro di noi: io so cosa è successo quando il Sudafrica ha perso contro l’Italia. Chi perde contro di noi non va a fare la Rugby World Cup. Dobbiamo capire, quindi, che contro di noi le squadre arrivano molto preparate e determinate: hanno sempre una marcia in più.”

Infine, una chiusa su Stephen Varney, che ha dovuto ritirarsi dalla partita a pochi minuti dal fischio d’inizio per un infortunio nel riscaldamento:  “Varney si è lussato un dito della mano durante il riscaldamento e non riusciva più a tenere il pallone in mano, abbiamo preso la decisione di sostituirlo. Speriamo non sia grave e che possa ritornare disponibile al più presto.”

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