Sei Nazioni 2021: Azzurri alla prova Twickenham

La preview di Inghilterra-Italia: quali prospettive per gli Azzurri nel gelo di Londra? Match in diretta DMAX ore 15:15 e pre-partita sui canali Fir e OnRugby dalle 14:00

Sei Nazioni 2021 Italia Inghilterra preview

Se Nazioni 2021: la preview di Inghilterra-Italia – ph. Sebastiano Pessina

La seconda giornata del Sei Nazioni 2021 si apre con Inghilterra-Italia. La sfida di Twickenham è una gara tra universi paralleli: da una parte il gigante ferito chiamato all’immediata riscossa dopo la defaillance della prima giornata; dall’altra dall’altra la squadra storicamente più debole del Torneo, in un momento di particolare difficoltà dovuto al ricambio generazionale e alle assenze dei suoi interpreti migliori.

Un po’ di numeri danno il contesto della disparità della contesa: l’Inghilterra, che si presenta con una formazione costituita dai pretoriani di Eddie Jones, conta 810 caps nel solo primo XV, a cui si aggiungono i 128 della panchina; l’Italia ne ha 224 in campo, 159 in panchina.

Il fattore esperienza viene spesso evocato come un’entità paranormale, una forza intangibile dalle caratteristiche misteriose, ma è molto più reale e concreta dell’apparenza: è ciò che ti insegna che cosa funziona e cosa no in determinate situazioni quando ti ci trovi di fronte, sia nel dettaglio che nel generale; è quella cosa che ti convince che la comunicazione in campo sia determinante, che ti fa innalzare il livello del collettivo al di sopra della somma delle sue parti.

Dal 2016 ad oggi il computo totale degli incontri fra Inghilterra e Italia è 250-58. L’Italia è stata una volta in vantaggio a fine primo tempo (2017) perdendo sempre con almeno 21 punti di scarto alla fine. Se nel primo tempo gli Azzurri rimangono aggrappati alla partita (entro i 7 punti di scarto per 5 delle ultime 6 gare),  patiscono poi la ripresa, com’è noto: in sei partite hanno segnato 17 punti nel corso dei secondi quaranta minuti.

Se giudicare il risultato del secondo turno del Sei Nazioni 2021 di Inghilterra-Italia rischia di riassumersi in una riga di testo, giudicare gli Azzurri di Franco Smith ha bisogno di un approfondimento ulteriore, perché il discorso non si esaurisce al mero risultato sul tabellone (che comunque, in fondo, è ciò che poi rimane e, come canta Elettra Lamborghini, il resto scompare).

Gli Azzurri hanno bisogno di dimostrare sin da subito un miglioramento in difesa. Non tanto nel funzionamento del sistema, ma soprattutto nei fondamentali: 28 placcaggi sbagliati e il 76% di efficacia sono cifre che non sono accettabili a questo livello e che non appartengono nemmeno alle recenti prestazioni della fase difensiva italiana. Senza contare il fatto che nelle statistiche finiscono i placcaggi sbagliati, e non quelli non portati (ricordate il break di Teddy Thomas per la prima meta francese?).

Tanto dipenderà anche dalla filosofia di gioco impostata da Eddie Jones: nonostante i proclami della vigilia, sembra difficile che il volpone australiano stravolga completamente il gameplan affidando ai suoi tre playmaker (Ford, Farrell, Slade) il compito di giocare tutto, di provare a far montare la marea bianca fino a travolgere gli Azzurri: un approccio che presenta forse più rischi che opportunità.

Ci potranno essere, questo sì, delle scelte più propositive, come ad esempio un taglio netto dei box kicks di Ben Youngs dai propri 10 metri o dalla linea di metà campo.

L’Inghilterra avrebbe comunque tutto da guadagnare nel continuare a contare su un approccio fortemente incentrato sull’uso tattico del piede, lavorando però meglio di quanto fatto la settimana scorsa: con gli Azzurri che non hanno il triangolo allargato della Scozia e con i padroni di casa che dovranno portare una pressione più ordinata e soffocante, la partita potrebbe lentamente volgere a favore del XV della Rosa, un po’ come accaduto a ottobre.

Sarà difficile provare a contenere la fisicità dei primi otto uomini avversari: è nello scontro fisico che gli inglesi si vorranno imporre, sia in attacco che in difesa. Per gli Azzurri diventa fondamentale non andare sotto nel punto d’incontro, mantenere i propri possessi sicuri e il gioco meno rotto possibile: è lì che la difesa italiana va in particolare sofferenza, ed è lì che Itoje e compagnia puntano a far male.

Non sarà una bella partita: sono previsti 0 gradi alle 15:00 a Londra, con un vento non insignificante, il che incoraggerà ancor di più un rugby vecchio stampo, di battaglia dura fra i due pack. Sarà ancora una volta una sofferenza per i colori azzurri, ma se i ragazzi di Smith riusciranno a fare un passo in avanti rispetto alla settimana scorsa nonostante la forza dell’avversario, la trasferta e il contesto, sarà una piccola iniezione di fiducia per dirigersi verso la parte di Torneo dove l’Italia spera di poter davvero recitare una parte.

Lorenzo Calamai

Inghilterra: 15 Elliot Daly, 14 Anthony Watson, 13 Henry Slade, 12 Owen Farrell (c), 11 Jonny May, 10 George Ford, 9 Ben Youngs, 8 Billy Vunipola, 7 Tom Curry, 6 Courtney Lawes, 5 Jonny Hill, 4 Maro Itoje, 3 Kyle Sinckler, 2 Luke Cowan-Dickie, 1 Mako Vunipola
A disposizione: 16 Jamie George, 17 Ellis Genge, 18 Will Stuart, 19 Charlie Ewels, 20 Ben Earl, 21 Jack Willis, 22 Dan Robson, 23 Max Malins

Italia: 15 Jacopo Trulla, 14 Luca Sperandio, 13 Juan Ignacio Brex, 12 Carlo Canna, 11 Montanna Ioane, 10 Paolo Garbisi, 9 Stephen Varney, 8 Michele Lamaro, 7 Johan Meyer, 6 Sebastian Negri, 5 David Sisi, 4 Marco Lazzaroni, 3 Marco Riccioni, 2 Luca Bigi, 1 Andrea Lovotti
A disposizione: 16 Gianmarco Lucchesi, 17 Danilo Fischetti, 18 Giosuè Zilocchi, 19 Niccolò Cannone, 20 Federico Ruzza, 21 Guglielmo Palazzani, 22 Tommaso Allan, 23 Federico Mori

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