Sei Nazioni 2020: l’Inghilterra vince 34-5 contro un’Italia sterile ma dignitosa. Il trofeo, però, è a rischio

All’Irlanda basterà vincere con 7 punti in Francia per diventare campione

Sei Nazioni 2020 - Inghilterra v Italia

Sei Nazioni 2020 – Inghilterra v Italia ph. Sebastiano Pessina

In uno Stadio Olimpico di Roma privo di spettatori, Italia ed Inghilterra chiudono il loro Sei Nazioni 2020, con una sfida oltremodo importante per entrambe le compagini: gli azzurri vogliono battere un colpo dopo il pesante k.o. di Dublino, gli inglesi, invece, vanno a caccia di vittoria con bonus (con maggior margine di vantaggio possibile) per restare in corsa in ottica titolo, in attesa di Francia v Irlanda, in programma subito dopo (ore 21.05, diretta DMAX e streaming anche su OnRugby.it).

Sul primo pallone della gara, Minozzi raccoglie il calcio d’avvio e accelera sull’out di destra, bruciando un paio di avversari, ma perdendo il pallone in avanti nel tentativo di eseguire un grubber lungo linea. Sulla chiusa che si genera, gli inglesi sono subito aggressivi e guadagnano un calcio di punizione che permette loro di risalire il campo.

Al 3′, Steyn si isola in zona pericolosa, in mezzo al rettangolo di gioco nella nostra metà di campo, l’Inghilterra batte velocemente ma pecca d’imperizia, con una palla persa in avanti che vanifica l’offensiva bianca. Gli ospiti testano i ricevitori italiani con diverse palle alte insidiose, ma il triangolo allargato azzurro regge la sfida.

La difesa azzurra, tuttavia, capitola poco dopo, al 5′, con Youngs che festeggia la 100esima presenza con tanto di marcatura pesante: Vunipola, all’altezza della metà campo, allarga su Farrell che punisce la salita di Violi e si infila nel buco che si crea a tutta velocità, giocando con semplicità ed efficacia il due contro uno, premiando la perfetta linea di corsa a sostegno del suo numero 9. Farrell trasforma, ed al 7′ è 7-0. L’inerzia della sfida è tutta inglese, con l’Italia che patisce il colpo e che – sotto la pressione furiosa della linea inglese – commette alcuni errori gestuali dettati dalla frenesia che costano possesso e territorio.

Al 12′, l’Inghilterra allunga sul 10-0: touche ospite dentro i 22, dopo un paio di cariche centrali, ottimo placcaggio di Lazzaroni su Vunipola, con Steyn che prova a cacciare l’ovale, ma non resta sugli appoggi e concede un penalty semplice a Farrell.

Sembra un colpo da k.o. terminale, ma l’Italia si scuote, e al 18′ accorcia le distanze con Jake Polledri, uno dei migliori in campo. Sincklair passa una palla complessa a Vunipola – poco oltre la metà di campo, con l’ovale che finisce per terra. Canna legge il tutto, si fionda sul pallone e accelera, assistendo poi Polledri a sostegno, che raddrizza la corsa sull’out di sinistra, accelera e va oltre alla bandierina.

Sul calcio di riavvio, Underhill placca e non rilascia un azzurro, regalando una punizione che riportal’Italia nella metà di campo avversario. Gli azzurri, nella seconda metà di tempo, anche per la superiorità numerica alla luce del giallo a Hill (22′) per la pulizia al collo su Padovani (costretto a lasciare il campo), tengono botta sia in termini di possesso che di territorio, ma non riescono mai realmente a rendersi pericolosi, anche a causa di alcuni pessimi lanci in rimessa laterale dentro i 22, che vanificano lo sforzo azzurro, impedendo la possibilità di generare ottime piattaforme di partenza per l’attacco in zona rossa.

Nel finale, poi, gli azzurri prima riuscirebbero anche ad andare oltre con il carrettino – dopo un ottimo lavoro in touche di Lazzaroni – ma vengono tenuti alti dalla difesa inglese, eccezionale grazie soprattutto alle mani di Itoje, che si infila con tempi formidabili tra le maglie locali, e poirestano in 14 per 10′, per ingresso laterale di Polledri su una maul inglese sui 5 metri. Alla pausa, comunque, si va sul 5-10, con l’Italia in buona serata, che sfiora anche la meta del pareggio con Mori, sventata dall’annullamento di May, sul contrattacco di Mori sull’out di destra.

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In avvio di ripresa, sul primo pallone dopo il restart. calcio stoppato – da Hill – a Violi, con la palla che resta a disposizione degli inglesi sui 22, con Youngs che dopo un multifase, vede l’assenza di guardia vicino al raggruppamento, attacca e va oltre. Farrell trasforma al 42′, e fissa il 17-5. Curry arriva in ritardo su Bellini che sta calciando, regalando una punizione agli azzurri, che risalgono oltre la metà di campo.

Al 46′, Minozzi deve uscire dopo una testata involontaria di May. Dopo un lunghissimo multifase inglese a ridosso dei 22, gli azzurri difendono con buona attitudine, fino ad un  ingresso laterale di Ferrari, che porta alla penal’touche sui 5 metri: driving maul debordante e George firma il 22-5. Farrell trasforma per il 24-5 al 52′.

Al 55′, rimessa laterale azzurra con lancio sul fondo della touche per Polledri, con Earl che entra di spalla: penalty in favore degli azzurri che risalgono sino a metà campo.

Dopo uun lungo ping pong tattico, May contrattacca con foga, ma portato a terra subisce il grillotalpa di Cannone: penalty e rimessa laterale azzurra dentro i 22. Driving maul, ma subito turnover forzato dagli inglesi. Gli azzurri, complice l’indisciplina inglese in zona rossa, hanno almeno tre rimesse laterali dentro i 22 ospiti, sulle quali mantengono il possesso in qualche modo, ma sui multifase che si sviluppano da tali piattaforme, anche per l’asfissiante pressione della linea britannica…

Il punto bonus offensivo arriva al 67′, con Tom Curry: driving maul avanzante, George attacca alla chiusa e viene fermato a ridosso dei 5 metri. Curry legge l’assenza della guardia e va oltre alla bandierina. Farrell centra il palo e si resta sul 5-29. Al 72′, gli inglesi allungano ulteriormente, a caccia di punti preziosi per la differenza punti in ottica titolo, marcano ancora: calcio di Farrell per l’accorrente Earl, portato a terra in extremis da Mori, ma in grado di giocare un offload prezioso per Slade, che sigla il 5-34. Farrell, tuttavia, centro un altro palo, che, assieme all’ottima difesa azzurra nel finale, tiene pienamente in corsa anche l’Irlanda, senza la necessità di andare a caccia del punto di bonus (basterà vincere con 7 punti di vantaggio a Parigi, ai verdi).

Il tabellino di Italia v Inghilterra – Sei Nazioni 2020

Italia: 15 Matteo Minozzi, 14 Edoardo Padovani, 13 Luca Morisi, 12 Carlo Canna, 11 Mattia Bellini, 10 Paolo Garbisi, 9 Marcello Violi, 8 Jake Polledri, 7 Braam Steyn, 6 Sebastian Negri, 5 Niccolò Cannone, 4 Marco Lazzaroni, 3 Giosuè Zilocchi, 2 Luca Bigi (c), 1 Danilo Fischetti
A disposizione: 16 Gianmarco Lucchesi, 17 Simone Ferrari, 18 Pietro Ceccarelli, 19 David Sisi, 20 Johan Meyer, 21 Maxime Mbanda, 22 Guglielmo Palazzani, 23 Federico Mori

Marcatori Italia

mete: Polledri (19′)
trasformazioni:
punizioni:

Inghilterra: 15 George Furbank, 14 Anthony Watson, 13 Jonathan Joseph, 12 Henry Slade, 11 Jonny May, 10 Owen Farrell (c), 9 Ben Youngs, 8 Billy Vunipola, 7 Sam Underhill, 6 Tom Curry, 5 Jonny Hill, 4 Maro Itoje, 3 Kyle Sinckler, 2 Jamie George, 1 Mako Vunipola
A disposizione: 16 Tom Dunn, 17 Ellis Genge, 18 Will Stuart, 19 Charlie Ewels, 20 Ben Earl, 21 Dan Robson, 22 Ollie Lawrence, 23 Ollie Thorley

Marcatori Inghilterra

mete: Youngs (6′, 42′), George (52′), Curry (67′)
trasformazioni: Farrell (7′, 43′, 53′)
punizioni: Farrell

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