George Clancy dice basta: dopo 17 anni di carriera, il fischietto si ritira

Il direttore di gara irlandese chiude un lungo percorso fatto di tante partite domestiche, continentali e internazionali

George Clancy

George Clancy mentre si consulta col TMO – Ph. Sebastiano Pessina

Così come per i giocatori, arriva un momento anche per gli arbitri di ritirarsi. E’ il caso di George Clancy che oggi, dopo 17 anni di carriera, ha deciso di smettere.

“E’ stato un incredibile viaggio – ha fatto sapere il fischietto irlandese – non credo di poter riassumere tutte le mie sensazioni in un solo pensiero. Se mi guardo indietro, vedo tutte le possibilità che questa carriera mi ha dato e le esperienze che ho vissuto: sono stato coinvolto in tanti dei più grandi eventi sportivi planetari conoscendo amici, viaggiando per il mondo e tenendomi sempre in forma”.

Le cifre del curriculum di George Clancy
Come detto nel suo curriculum ci 17 anni di militanza da direttore di gara, e anche assistente, ai massimi livelli composti da oltre 125 partite in Pro14, 75 match di Champions Cup e 46 match internazionali: “Essere inserito due volte nel panel arbitrale della Rugby World Cup è stato un grande onore. Nel 2011 avere l’opportunità di dirigere la partita di apertura del Mondiale fra Nuova Zelanda e Tonga è stato emozionante: sai di avere tutti gli occhi addosso e che in quel momento stai segnando una linea di demarcazione per lo standard arbitrale di tutto il torneo”.

I momenti più emozionanti della carriera
“Oltre alla Coppa del Mondo – prosegue l’arbitro classe 1977 – i match più intensi e belli da arbitrare sono stati quelli che hanno riguardato gli incroci fra Inghilterra e Francia al Sei Nazioni (Le Crunch, ndr) e Nuova Zelanda e Sudafrica al Rugby Championship: sono incontri incredibili di cui è bellissimo farne parte”.

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La scuola arbitrale irlandese
Allain Rolland, Alan Lewis e John Lacey questi sono i nomi più importanti dei colleghi connazionali di George Clancy che in questi anni e in quelli precedenti si sono distinti per il loro modo di arbitrare: “Non c’è dubbio – dice il nativo di Limerick – che quando sei su un campo da gioco rappresenti la tua federazione e il tuo paese. Abbiamo una tradizione arbitrale notevole e questo è merito dalla IRFU che ci mette sempre nelle migliori condizioni per lavorare sul nostro ruolo sotto tutti i punti di vista”.

Il futuro
“Nel mio domani – conclude – spero di rimanere coinvolto nel mondo dell’arbitraggio, magari contribuendo allo sviluppo del gioco domestico”. Dopo questo ultimo pensiero, a prendere la parola è stato però Dudley Phillips, il capo degli arbitri della IRFU che ha detto: “George è stato uno dei membri della nostra “squadra” per molto tempo mostrando professionalità e dedizione: non vedo l’ora di poter continuare a lavorare con lui”.

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