Italia, Tommaso Allan: “Nessuno ha il posto assicurato. Bisogna lavorare per la titolarità”

L’apertura azzurra ha parlato in conferenza stampa dal raduno azzurro di Parma

Tommaso allan Italia sudafrica

ph. Sebastiano Pessina

Nel corso del secondo giorno di raduno a Parma dell’Italrugby di Franco Smith, il protagonista dell’appuntamento con la stampa è stato l’ormai veterano azzurro Tommaso Allan, apertura del Benetton Rugby e titolare con il numero 10 nell’ultimo triennio internazionale della Nazionale italiana.

“Abbiamo un gruppo con giocatori di esperienza ma anche tanti giovani interessanti che si sono messi in mostra con la Nazionale Under 20”, ha esordito, caratterizzando il nucleo di atleti presenti in questi giorni alla Cittadella di Parma, mai così ricco di giovani rampanti negli ultimi anni.

Elementi freschi che stanno emergendo anche e forse soprattutto pure nel ruolo di Tommaso Allan. Se la lotta per la 10 azzurra, nell’ultimo quadriennio ha rappresentato una contesa a due, di fatto, tra lui e Carlo Canna, in questi mesi, le figure di Antonio Rizzi, classe ’98 delle Zebre Rugby, e di Paolo Garbisi, classe ’00 del Benetton Rugby, stanno lentamente assurgendo a ruolo di grande importanza nelle rispettive franchigie, candidandosi per un posticino in azzurro, elevando la concorrenza. Una qualcosa che, tuttavia, non spaventa Allan, al contrario motivato da questa nuova sfida interna.

“La concorrenza? E’ un fattore che ti porta a spingere e a chiedere di più a te stesso. E’ una componente fondamentale nel rugby ma nello sport in generale. Sono stato abituato sia nel club che in Nazionale a convivere con più giocatori che lottano per la stessa maglia. Nessuno ha il posto assicurato e bisogna lavorare tanto per avere un posto da titolare”, ha dettagliato il nativo di Vicenza, prima di tornare sul ritorno in campo dopo un lungo stop.

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“Sono giorni intensi e abbiamo tanta voglia di fare bene con la maglia della Nazionale. Manca circa un mese e mezzo alla partita con l’Irlanda e tutti noi non vediamo l’ora di poter scendere nuovamente in campo con l’Italia. Perlomeno siamo riusciti a ritrovare il rugby vero dopo tanto tempo. Era importante tornare a giocare. A tutti mancava l’aria che si respira in campo”, ha concluso l’ex Perpignan, ribadendo anche l’enorme passione per il gioco del rugby.

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