Top 12, Medicei: il massimo campionato è un miraggio

Il presidente del club Lucibello: “La porta non è ancora chiusa, ma in questo momento è molto probabile che non ci iscriveremo”

COMMENTI DEI LETTORI
  1. Mr Ian 5 Agosto 2020, 19:34

    Nella conferenza stampa si è sentito anche qualche mugugno verso la federazione, con la gestione dei giovani accademici, e verso qualche meglio non specificato club.
    C è da dire cmq che almeno dall intervista Lucibello non chiedeva un supporto economico federale, ma degli aiuti per promuovere l immagine e la forza dei club nell attrarre sponsorizzazioni, investimenti a lungo termine per promuovere la crescita dell intero campionato e che in fondo anche lui durante la sua esperienza sembra anche poco abbia capito a cosa serva l eccellenza…
    Diciamo che forse quello che ancora oggi manca è una lega di club. I mugugni forse sono più dettati dall amarezza che dall astio, ma è vero anche che oggi investire nel rugby italiano non conviene, sicuramente localmente aumenta l appeal e di conseguenza i tesserati, ma non bastano per poter ambire a palcoscenici più importanti, per quello servono progetti più solidi e magari allargati a più realtà.

  2. aries 5 Agosto 2020, 20:29

    A sto punto, con una rosa giocoforza ridotta (spero che alcuni ragazzi siano effettivamente prestati alle società di top 12 per farli crescere in attesa di tempi migliori, ci credo poco comunque) ben venga un buon campionato di A! Mi auguro una buona risposta di pubblico, (se ci fanno entrare) sarebbe un gran bel segnale! In bocca al lupo!

  3. breda120 5 Agosto 2020, 20:51

    In tempi non sospetti avevo già espresso un mio dubbio su una gestione che ricalcava lo schema che aveva già portato alla stessa fine i Cavalieri Prato. L’aver con onestà riconosciuto che la situazione era già critica con stipendi non pagati non fa che confermare che non si può costruire un club senza solide basi sperando di vivere grazie ai soli contributi di sponsor che oggi ci sono e domani spariscono. Ormai anche la Federazione andrà sempre più limitando i contributi al top12 proprio per togliere aspettative a quei club che cercano di arrivare in alto senza una struttura di risorse consolidate. Mi auguro che questa seconda esperienza negativa possa aiutare Firenze a crescere basandosi sul suo vivai regionale sicuramente di primo livello

    • Winchester 5 Agosto 2020, 23:43

      Inseam, in Federazione sarebbero dei genii, prima a togliere l’interesse nel campionato nazionale, mandando due franchigie in Celtic, e poi rimuovendo il contributo alle società del campionato nazionale… e poi, ovviamente, lamentandosi che il movimento non costruisce giocatori pronti a fare il “grande salto”…

  4. SilverShadow 6 Agosto 2020, 01:49

    Quando ho letto questo articolo ho pensato che la parte peggiore di questa faccenda nello specifico fosse “abbiamo ancora alcune pendenze con alcuni giocatori dalla passata stagione”, perché onorare gli impegni con i giocatori dovrebbe essere la priorità. Poi ho pensato va bene, ci sta, con il covid sono entrati in crisi gli sponsor e non hanno più versato nulla da febbraio in poi (anche qui, sarebbe interessante sapere ogni quanto versano, mensilmente?).
    Vado quindi velocemente su Facebook a scorrere i commenti e leggo che Gino Lupini scrive “Where is the players money, we have been waiting a year”, e mi sorge la domanda: per stagione passata, Lucibello intende forse la 18/19? Spero di no, ma se lo fosse come fa la FIR ad accettare l’iscrizione al massimo campionato nazionale di squadre che in tempi non di crisi non pagano i giocatori? Qualcuno ne sa di più?

    • breda120 6 Agosto 2020, 09:19

      per alcuni club che vivono sempre in una situazione di precarietà, il fatto di non pagare i giocatori da febbraio in poi è una regola quasi scontata. Al momento dell’iscrizione al nuovo campionato al giocatore in credito viene chiesto di non procedere con l’arbitrato federale ma di accettare il rinnovo del contratto con la promessa del saldo di quanto non ricevuto a partire dai primi mesi della nuova stagione. A questo punto i giocatori si trovano davanti a due alternative: pretendere il pagamento con il serio rischio di non prendere più un soldo perchè se il club non ha liquidi rischia seriamente di saltare, o accettare nella speranza che le cose migliorino. Quando si arriva al punto che in tanti sono creditori e si capisce che la prossima stagione avrà serie difficoltà economiche, ecco che salta il banco. Questo è quello che è successo a Prato , all’Aquila e a Milano con L’Amatori.
      Il vero problema è che questo sistema è tollerato creando quel falso semiprofessionismo che crea grossi problemi a ragazzi che si illudono di poter vivacchiare con 1000 euro al mese senza invece pensare che stanno buttando via anni importanti per il loro futuro professionale.

      • SilverShadow 6 Agosto 2020, 10:02

        Grazie per la delucidazione, condivido anche la chiosa finale: se si vuole un campionato semipro, la FIR deve imporre condizioni da semipro, come garanzie sugli impegni economici già da inizio anno.

  5. crosby 6 Agosto 2020, 09:29

    Negli anni abbiamo visto diverse società di Top10-Top12 fallire o fare un passo indietro da un giorno all’altro.
    Cito Venezia Mestre, Cavalieri Prato, Crociati Parma, Calvisano e ora Firenze.
    Ma non mi stupirei se fosse il turno anche di San Donà e di altri club chiacchierati.
    Soluzione:
    Ridurre le squadre di vertice e sostenere finanziariamente il nuovo campionato a 8 squadre.
    Ideale è aggiungere a queste 8 le due squadre riserve di Zebre e Benetton che sono già sostenute con denari Fir in qualità di Accademie federali (u19 a Remedello e u18 a Treviso).
    In questo modo le 8 realtà potrebbero diventare dei veri club professionistici in quanto la Fir potrebbe tranquillamente assegnare ad ognuno 750mila euro.
    Chi ha sponsor importanti può arrivare ad un budget di 2 milioni e non sarebbe male.
    Una sola retrocessione verso una Serie A al massimo di 2 gironi dove esce una squadra vincente.
    Oggi oltre ad un problema economico preoccupa quello di natura tecnica.
    Club più ricchi significano anche maggiori investimenti in allenatori e staff, sopratutto a livello giovanile.
    Il rugby per crescere deve avere una struttura piramidale. Oggi non è così.

    • Bimbubam 6 Agosto 2020, 13:12

      Dare quei soldi lì a 8 squadre e zero a quelle sotto è un imbuto troppo stretto, appena una squadra retrocedesse fallirebbe, o perlomeno perderebbe tutti i giocatori e dovrebbe ripartire da zero. Un milione fra fir e sponsor in pratica è quasi il budget degli anni di magra alle zebre. Dare quei soldi a tutti avrebbe senso solo in un campionato chiuso, altrimenti o si fanno in base al piazzamento, o si finanzia anche le società di serie A (chiaramente in misura minore)

      • crosby 6 Agosto 2020, 20:40

        I contributi a pioggia sono assistenzialismo, i contributi alle migliori è meritocrazia.
        Chi dalla A vuole salire in Top10, nella formula che io propongo (8 club + 2 Accademie celtiche), ha per forza di cosa budget e sponsor pesanti.
        Quindi ha già di suo capacita economiche alle quali si aggiungono, una volta promossi, 750.000 euro di ulteriore supporto (erogati in più tranche durante la stagione nel rispetto di certi investimenti in staff tecnico e giovanili.
        Tu dici…”appena una squadra retrocederebbe fallirebbe”…si certo può essere se vive solo dei 750.000 euro ma almeno fallirebbe una squadra di A e non di Top10.
        Oggi, giusto per chiarire, a fallire o a non iscriversi per mancanza di soldi sono due squadre che si sono salvate e non quelle retrocesse o che stavano per retrocedere.
        Quindi il mondo perfetto non esiste, ma un mondo migliore dell’attuale si può sicuramente avere…

  6. Parvus 6 Agosto 2020, 10:22

    in totale accordo con il post di crosby, però c’é da dire che il veneziamestre è fallito con i soldi! il casinò di venezia e molti altri sponsor hanno buttato cifre astronomiche e messo in atto progetti di crescita enormi…., se qualche altro team gli avesse avuti per esempio in scozia o in galles o in irlanda avrebbero costruito un autentico impero.
    da noi sono stati sciupati letteralmente.

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