Glossario del rugby: termini tecnici

Dalla A di ascensore alla V di velo, tutte le parole del lessico ovale

glossario rugby

Glossario del rugby: termini tecnici – ph. Sebastiano Pessina

Le parole sono importanti, si diceva in quel film di alcuni anni fa. Poiché il rugby non si esime da tale assunto, abbiamo pensato di raccogliere le parole del rugby in una sorta di glossario. Una lista di termini che raccoglie, per neofiti ma anche per esperti, storia, tradizioni e amenità della palla ovale vicina e lontana.

Glossario del rugby: termini tecnici

Annullato: si ha un annullato quando il pallone, in area di meta, viene schiacciato da un difensore. Se il pallone ce lo hanno portato gli attaccanti, si riparte con un drop di rinvio dai 22 metri. Se il pallone ce lo ha portato la squadra in difesa, mischia a 5 metri con introduzione per la squadra che attaccava.

Ascensore: in rimessa laterale (vedi), il modo in cui due giocatori ne sollevano un terzo per fargli raggiungere l’altezza maggiore possibile e conquistare così il pallone.

Ball carrier: letteralmente, portatore di palla. Tecnicamente, però, il significato è un po’ più preciso: il ball carrier è colui che porta il pallone a contatto, cercando l’avanzamento. La maggior parte delle squadre ha alcuni selezionati giocatori per svolgere questo compito con successo.

Breakdown: quello che succede intorno a un punto d’incontro, dal placcaggio fino alla creazione e allo svolgimento di una ruck.

Calcio di punizione: frutto di una infrazione grave. Dà la possibilità di piazzare un calcio tra i pali, giocare velocemente, chiedere una mischia o guadagnare terreno calciando il pallone in rimessa laterale, mantenendo il possesso.

Calcio libero: frutto di una infrazione intermedia. Dà la possibilità di giocare velocemente, chiedere una mischia in proprio favore o guadagnare terreno calciando il pallone in rimessa laterale, ma concedendo il lancio agli avversari.

Captain’s run: è l’ultimo allenamento prima della partita, e si fa solitamente sul campo su cui si svolgerà l’incontro. Si chiama così perché tradizionalmente veniva gestito direttamente dal capitano della squadra.

Corridoio: quello che gli uomini delle due squadre formano prima dell’uscita dal campo, al termine dell’incontro, per attribuirsi (vinti e vincitori) un saluto e un tributo in segno di reciproco rispetto.

Drive: una maul (vedi) impostata direttamente da rimessa laterale

Drop: uno dei modi per mettere punti sul tabellone. Il pallone deve essere calciato di controbalzo in mezzo ai pali durante un’azione di gioco: vale 3 punti.

Leggi anche: L’arte del drop: i migliori 20 di sempre a livello internazionale

Francesina: estremo tentativo di placcaggio verso un avversario che sta sfuggendo, cercando di dare con la mano un colpo sul piede, in modo da farlo inciampare sui propri appoggi e cadere. No, non c’entra niente la celebre ricetta.

Frontino: utilizzare la propria mano aperta (pena fischio dell’arbitro) per allontanare un giocatore avversario che sta tentando il placcaggio. Deve avvenire al di sotto delle spalle per ragioni di pericolosità

Grubber: un calcio rasoterra eseguito facendo rimbalzare il pallone sulle punte

In-avanti: a termine stretto di regolamento, per tradurre al millimetro dall’inglese che differenzia fra knock-on forward pass, si è inserita la medesima differenziazione fra in-avanti e passaggio in avanti. Il primo sta a significare il pallone che cade di mano in seguito a un controllo difettoso, il secondo è un passaggio che va verso la linea di meta avversaria. In entrambi i casi: mischia per gli avversari.

Jackal: è la parola inglese per sciacallo. In pratica, è il giocatore che, coraggiosamente, arriva per primo nell’area del placcaggio e prova a rubare il pallone mettendo le mani prima della pulizia degli avversari in possesso di palla. In italiano è stata di moda per un po’ di tempo grillotalpa, a significare lo stesso gesto tecnico, ma è caduta in disuso negli ultimi tempi. Al contrario il jackler (lo sciacallatore) è una figura che oggi è presente anche all’interno del regolamento di World Rugby. Gli anglosassoni usano come sinonimo anche poacher, il bracconiere. Fervida fantasia metaforica da quelle parti.

Man of the match: il giocatore a cui viene attribuito, dai giornalisti presenti, il titolo di migliore in campo.

Mark: il vostro vicino di casa dall’accento british. No, a parte gli scherzi: quando un giocatore della squadra in difesa riceve un calcio avversario al volo all’interno dei propri 22 metri può chiamare un mark. Proprio urlando quella parola. L’arbitro gli accorderà quindi un calcio libero (vedi) in concomitanza con il punto in cui il pallone è stato ricevuto. A volte, per farsi capire meglio, i giocatori piegano il braccio, come volessero suonare il clacson di un immaginario tir. Quando il pubblico è rumoroso, la parola mark potrebbe non essere udita, quindi fanno il gesto arbitrale corrispondente al calcio libero, ecco tutto.

Maul: raggruppamento in piedi. C’è una maul quando, durante il gioco,  ad un giocatore in possesso di palla, a contatto in piedi con un avversario, si lega un compagno di squadra.

Meta: uno dei modi di segnare punti. Ne vale 5 e accade quando si schiaccia il pallone nell’apposita area dietro la linea di meta avversaria.

Mischia chiusa: anche mischia ordinata. Uno dei modi per riprendere il gioco dopo un’interruzione e dopo una infrazione lieve. Otto giocatori da una parte, otto dall’altra, innestati a testuggine gli uni contro gli altri. Chi partecipa? Eccolo spiegato.

Offload: dare continuità all’azione attraverso un passaggio effettuato dopo il contatto con un placcatore

Rimessa laterale/touch: uno dei modi di riprende il gioco. Due allineamenti di giocatori si contendono il pallone lanciato dalla squadra in possesso di palla.

Ruck: raggruppamento a terra. C’è una ruck ogni volta che un giocatore con la palla è a terra e due giocatori avversari si contendono il possesso del pallone sopra di lui. Per vincere l’ovale in ruck è vietato l’uso delle mani per i giocatori legati al raggruppamento.

Rugby: perché lo sport si chiama così? Beh, ma perché tutto è cominciato proprio lì

Television match officer (TMO): E’ uno degli ufficiali di gara. In collegamento audio con la terna arbitrale, interviene in una serie specifica di casi nei quali l’arbitro potrebbe necessitare dell’utilizzo di un replay video per prendere una decisione.

Terzo tempo: i primi due tempi sono per la competizione, il risultato, i placcaggi, i colpi duri e tutto il resto. Dopo il fischio finale, però, si seppellisce l’ascia di guerra, e si va a mangiare (e bere) insieme. Lasciamo perdere, poi, il fatto che certe volte si trovi il modo di far competizione pure lì. Ad esempio a chi riesce a mangiare più velocemente 5 panini con la salsiccia o a chi beve più rapidamente mezzo litro di birra.

Trasformazione: dopo ogni meta, la squadra che ha segnato ha diritto a tentare un calcio piazzato fra i pali, alla distanza preferita ma in corrispondenza longitudinale dal punto in cui si è marcata la meta. Vale due punti addizionali.

Turnover: cambio di possesso. Può avvenire per un errore gestuale della squadra in attacco, come in-avanti raccolto dagli avversari, per un pallone rubato in una ruck o imbrigliato all’interno di un raggruppamento in piedi (maul) senza possibilità di uscire. In quest’ultimo caso si riprende con una mischia in favore della squadra in difesa.

Up and under: un calcio molto alto, con un lungo tempo di volo, sotto al quale la squadra che ha calciato può andare a tentare il recupero dell’ovale, mettendo alla prova la retroguardia avversaria. In Francia lo chiamano la chandele, la candela, per la forma alta e stretta della parabola.

Velo: se un attaccante interferisce con la difesa, impedendogli di intervenire sul portatore di palla, si configura questo tipo di infrazione, che nel lessico comune è rimasta con questo nome, sebbene a termini di regolamento si sia passati a un più semplice ‘ostruzione’.

Leggi anche, Tutti i ruoli del rugby

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