Grandi gesti ovali: la lotta di Michael Fatialofa ed una grande accoglienza al suo ritorno

Brividi al centro d’allenamento dei Warriors

Michael Fatialofa

I requisiti fisici, la logistica, gli stipendi sempre più elevati. L’iperprofessionalizzazione del rugby ci porta spesso a parlarne lasciando da parte il lato più umano e sportivo, nel senso di ricco di sportività. Senza scadere nella retorica stantia dei valori e dello spirito del gioco, allora, prendiamoci un attimo per raccontarci i momenti più densi di significato assoluto: benvenuti a Grandi Gesti.

Se avete degli episodi da segnalarci, siano essi avvenuti in campo o fuori, scriveteceli nei commenti in calce alla notizia: ne parleremo nelle prossime puntate di questa nuova rubrica.

Le altre puntate di “Grandi gesti ovali”:
Quella volta che gli All Blacks vennero battuti dal Portogallo
– Una pacca sulla spalla, mille significati

Duemilaventi. Anno bisesto, anno funesto.

Sono trascorsi appena 4 giorni da Capodanno. Sugli spalti dell’Allianz Park di Londra, un folto pubblico si sta godendo gli ultimi scampoli delle vacanze natalizie assistendo alla partita di Premiership tra i padroni di casa dei Saracens – già condannati alla retrocessione per le violazioni alle norme sul salary cap – ed i Worcester Warriors. Non c’è storia.

I campioni d’Europa sono una schiacciasassi, dominano il match dal primo all’ultimo minuto e stritolano (il punteggio finale reciterà 62-5, in favore dei londinesi, dopo il 31-0 all’intervallo) i ragazzi di Alan Solomons. Quando la partita sembra ormai destinata a scivolare via senza particolari sussulti, attorno al 50′, purtroppo, capita l’imponderabile.

Michael Fatialofa, 27enne seconda linea neozelandese degli ospiti, appena subentrato in sostituzione di Graham Kitchener, patisce un infortunio al collo, con una grave contusione del midollo spinale. Il giocatore viene immobilizzato sul campo – lasciando a lungo in un tombale silenzio la platea dell’Allianz Park -, prima di essere trasportato all’ospedale di Paddington, dove spenderà il primo mese di ricovero, prima delle dodici lunghissime settimane di riabilitazione ad Aylesbury, nel Buckinghamshire – un tempo patria dei Wasps, dove riesce a tornare a camminare da solo, per la prima volta, solo alla fine di marzo.

Dopo il terrore ed i timori iniziali, giorno dopo giorno, step by step, l’ex Hurricanes migliora sensibilmente, mostrando progressi costanti, sino a consentirgli la dimissione, negli scorsi giorni, ed il conseguente ritorno a casa. O per meglio dire, alle case. La sua, e quella dei Worcester Warriors, che al suo rientro a Sixways lo hanno accolto così… e si prenderanno cura della seconda parte della sua riabilitazione.

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