Zebre, Bradley: “Giovanni Licata è un giocatore fantastico. Ha slancio ed agilità da ballerino”

In un’intervista al sito del pro14, il coach irlandese ha esaltato le doti del suo falnker

COMMENTI DEI LETTORI
  1. tony 14 Giugno 2020, 21:11

    Che dire grande talento, la terza Italy per talento dovrebbe essere : Licata, Polledri, Lamaro.

  2. kinky 14 Giugno 2020, 22:47

    Finalmente qualcuno che se ne è accorto che è una bomba! Per me al 6nazioni doveva essere già titolare indiscusso!
    Andare al prossimo mondiale come terza linea sarà veramente difficile ma lui ne sarà addirittura una dei tre titolari!

    • Sandokan 15 Giugno 2020, 04:52

      In passato ci sono stati allenatori dell’Italia (Kirwan in primis, ma non solo) molto rapidi a portare i giocatori giovani in nazionale (quando la nostra U20 prendeva sberle da tutti), ma ultimamente il passaggio e’ lentissimo (e la nostra U20 si difende bene contro quasi tutti).
      Chi lo sa perche’…

      • giomarch 15 Giugno 2020, 13:06

        Mi trovo daccordo nella sostanza, i CT di recente hanno sempre avuto meno coraggio…
        Kirwan era tuttavia aiutato da un campionato italiano più competitivo (LIRE dove sei?), dove i vari castro, parisse, masi erano titolari inamovibili nel loro club e proprio TV e Viadana, in particolare, ma anche altre, si toglievano qualche soddisfazione in europa.
        Oggi la via del professionismo per un under è più complessa, sempre delineata dal famoso chiaro percorso che ne rallenta il debutto a livello internazionale, negli altri paesi “celtici” non è così e spesso vediamo ventenni che le ns under hanno battuto esordire, mentre i nostri contribuiscono all’obolo di formazione.
        La speranza che un CT, che ha fatto esordire un giovanissimo morisi (all’apertura) in Celtic, non abbia remore a gettare nella mischia a livello internazionale eventuali nuovi Parisse se dovesse inviduarli.

        • Sandokan 16 Giugno 2020, 06:14

          Il campionato nazionale di allora era più competitivo di quello di oggi, ma comunque molto meno di quelli inglese e francese dell’epoca. In paragone, oggi il livello delle franchigie di Pro14 e’ più vicino al livello del rugby internazionale rispetto ad allora (Parisse ha giocato a Treviso per un aio di anni prima di volare a Parigi, e lo stesso e’ successo a molti altri). Il campionato nazionale e’ stato macellato proprio per questo motivo…. e, per il resto, ai posteri l’ardua sentenza.

          • giomarch 16 Giugno 2020, 11:18

            Scusa se mi permetto ma è proprio questo il punto,
            – Il 19enne parisse esordiva in un campionato di gran lunga più competitivo di quello di oggi
            – Il 20enne parisse nello stesso anno vinceva quel campionato nazionale ed esordiva in maggiore
            – il 21enne parisse esordiva al mondiale senior
            – il 22enne parisse era pronto al passaggio in quello che all’epoca uno dei TOP club al mondo, non le zebre..
            – Sono passati 18anni dall’esordio di Parisse
            – Gavazzi viene da 8anni di mandato e prima di questi da 12anni da delfino di Dondi.
            – Ascione dal 1995 ha iniziato a “sviluppare” il sud Italia come Development Officer, mentre è dal 2001 la figura di riferimento dell’area tecnica.
            Facendo notare solo quelli che sono fatti inopinabili e che nella loro crudità fanno rabbrividire
            Mi sento di affermare che se dopo 20 anni non siamo noi i posteri, non so chi altro possa essere, forse chi sbarcherà su marte avrà la facoltà di giudicare lo scempio a cui ho assistito per quasi la metà della mia vita e che sembra dover continuare per mancanza di alternative..

          • Sandokan 16 Giugno 2020, 16:18

            Capisco, ma non sono convinto che tutto sia solo colpa di Mondelli, Dondi e Gavazzi (e Ascione). Con loro abbiamo visto i punti più alti e i punti più bassi del rugby italiano. Alla fine erano sempre gli stessi.
            I problemi, a mio umile parere, vengono (anche) da più lontano (tipo che non c’e’ pubblico da troppo tempo e senza quello manca la base per qualsiasi crescita, tipo che le dirigenze delle società sono ancora in gran parte non professionisti e non professionali come negli anni novanta, quando abbiamo sprecato un’occasione d’oro per diventare veramente almeno professionali se non veri professionisti, eccetera).

            Comunque, tutti sembrano convinti che distruggere il campionato nazionale per creare due franchigie (più competitive, ma molto più costose per il resto del movimento, che e’ rimasto alla canna del gas) sia la maniera migliore per recuperare il tempo perduto dal rugby italiano…

          • Sandokan 16 Giugno 2020, 16:35

            Rimane comunque il fatto che ultimamente il CT della Nazionale ci ha messo un sacco prima di dare veramente spazio ai giovani talenti (che in generale si erano dimostrati pronti da un po’ di tempo).
            Mauro Bergamasco, appena maggiorenne, al Petrarca andava in panchina (per far spazio a gente che oggi non si ricorda nessuno), ma Coste lo metteva gia’ in campo con la nazionale… lo stesso (più o meno) e’ successo con diversi altri.

            Allo scorso Mondiale (in Giappone), chiunque avrebbe potuto facilmente prevedere che saremmo arrivati terzi del girone (cosa che e’ poi puntualmente accaduta), eppure al mondiale abbiamo portato un sacco di senatori che, per motivi anagrafici, si sapeva che erano all’ultimo mondiale, e abbiamo lasciato a casa diversi giovani che avrebbero potuto imparare un sacco, a quel mondiale.
            Becchi e bastonati 🙁
            Sono d’accordo con i tuoi discorsi politici, ma poi chi fa le scelte e’ il CT (che giustamente ci mette la faccia).

          • giomarch 16 Giugno 2020, 17:01

            Mi sembra chiaro di esser tra i nostalgici di un campionato italiano competitivo e mi trovi daccordo sul fatto che parte dei problemi è stata causata dalla miopia di certe dirigenze, affossamento della LIRE in primis.
            Sulla strategia dell’un accademia in ogni campanile del primo mandato gavazzi o del ho speso tutto e quindi arbitri e francescato tutto a calvisano, sulla simonia di formazione per arrivare alle zebre, il nuovo alto livello, del secondo mandato e chi più ne ha più ne metta sono estremamente critico.
            NB: non sono contrario alla celtic di per se, ma alla “struttura” che si è data e si continua a dare al rugby italiano; che per tutto quello che visto qualcuno abbia data un onorificenza per meriti da dirigente sportivo al primo responsabile di tutto questo (nel 2012 la federugby era tra le federazioni sportive più ricche in Italia) la trovo la più grande barzelletta.
            Altrettanto vero è quando parli di limiti del movimento e dei dirigenti, non riuscire a proporre un alternativa credibile dai tempi di munari/zatta è il più grande dei peccati.

  3. Parvus 15 Giugno 2020, 08:26

    felice che gli italiani emergano.

  4. pippuzzo 15 Giugno 2020, 10:28

    È poi varia la questione della velocità nell’essere chiamati. Licata era stato chiamato prestissimo. Poi ha avuto qualche infortunio di troppo e al mondiale non è andato anche perché aveva pochi minuti giocati in stagione e nella gara contro l’Irlanda si vide. Bisogna dargli spazio a 8. Per me una terza azzurra con Negri Polledri e Licata con Lamaro come subentrante è la scelta migliore per le gare casalinghe.

    • Parvus 15 Giugno 2020, 11:24

      si hai ragione pipuzzo.

    • Sandokan 16 Giugno 2020, 10:37

      Al mondiale e’ andato il buon Tuivaiti… fosse stato un mondiale dove si rischiava di passare ai quarti l’avrei forse capito di mettere in squadra un giocatore esperto e affidabile. Pero’ lo sapevamo tutti che il Mondiale sarebbe finito comunque con due vittorie e due sconfitte (una non e’ arrivata per la cancellazione dell’ultima partita…) e tutti a casa, per cui si poteva osare un po’ di più con i giovani Italiani.
      Non si e’ osato e non si e’ comunque ottenuto nessun risultato inaspettato (siamo sempre e comunque le prime delle non qualificate del nostro girone) e nemmeno si e’ fatta fare esperienza ai giovani (la faranno più avanti, ma cosi’ tutto si rallenta… guarda un po’ a che eta’ hanno debuttato Bergamasco, Parisse e Canale ai mondiali…)

  5. Parvus 15 Giugno 2020, 12:03

    scusate è partito il post.
    direi che negri per il mio modestissimo parere.., dovrà dividersi tra 2 e 3 linea…, visto che budd se ne va… e fuser ahimé non è più da nazionale.

    • matt82 15 Giugno 2020, 14:08

      Anche x me negri lo metterei in seconda linea, anche perché in terza ne abbiamo tanti

      • pippuzzo 15 Giugno 2020, 15:18

        Può essere. Però bisogna dare fiducia a Cannone e Ruzza in primis e anche a qualcun altro. Non è che alle zebre ci siano fenomeni ma Sisi è già nel giro e aspettando i vari Favretto e Zambonin e Stojan, che spero vada alle zebre come permit, dare una possibilità a Krumov non sarebbe assurdo. Negri è già nella mischia ed è tra i saltatori, a noi servono chili a 4 e Krumov è una possibilità (A me non ha mai convinto, ma tant’ è, neanche Fuser ha mai convinto nessuno né a Treviso,se non in rarissime occasioni, né tanto meno in nazionale).

    • Sandokan 16 Giugno 2020, 06:16

      Fuser finora non e’ ancora arrivato al livello internazionale, ma speriamo che la cura inglese, che si accinge a cominciare a breve, lo aiuti ad arrivarci.

Lascia un commento

item-thumbnail

Zebre: torna Giammarioli, due azzurri dal primo minuto contro Worcester

Prima gara del 2022 per i ducali che vedono il debutto di Emiliano Bergamaschi come capo-allenatore: al Lanfranchi si parte alle 16.15

item-thumbnail

Zebre: da Northampton un mediano di mischia fino a fine stagione

La franchigia ducale annuncia un secondo rinforzo proveniente dalla Premiership

item-thumbnail

Zebre: Bergamaschi è il secondo allenatore argentino della franchigia. Quali partite mancano?

Rileggiamo la storia degli head coach dei ducali. Ora è il turno di Bergamaschi, ma contro chi dovrà giocare fino al termine della stagione?

item-thumbnail

Zebre: ufficiale la soluzione “interna” per il dopo Bradley

Emiliano Bergamaschi è il nuovo capo allenatore della franchigia, almeno sino al termine della stagione

item-thumbnail

Zebre: ecco Taina Fox-Matamua, un kiwi per la terza linea

Ha 25 anni, viene dalla NPC e ha firmato fino al prossimo giugno. Arriverà a parma nelle prossime settimane

item-thumbnail

Zebre, Roselli: “Serve chiarezza sul percorso della franchigia”

L'assistente dei ducali ha parlato quest'oggi al Corriere dello Sport