Il XV “ideale” del Benetton in dieci anni di storia celtica

Una selezione fatta dai migliori giocatori biancoverdi nel torneo transnazionale

ph. Alfio Guarise

Dieci anni di Celtic League, Pro12, Pro14. Insomma, di quel campionato che vede il Benetton essere una delle due rappresentanti italiane contro avversari scozzesi, gallesi, irlandesi e, ultimamente, sudafricani. Stagioni di alti, pochi ma importanti, e bassi, che hanno visto tanti volti e tanti corpi succedersi nel riempire le maglie biancoverdi del Benetton.

Abbiamo scelto quindici nomi che per noi rappresentano il massimo di quello che abbiamo potuto apprezzare nel decennio passato. Quindici punti di riferimento, quindici atleti nel cui novero ambire a rientrare: un obiettivo anche per chi quella maglia la indossa oggi e desidera raggiungere gli esempi del recente passato, e magari superarli.

Il Top XV del Benetton 2010-2020

15 Brendan Williams: “Dingo” come lo chiamavano a Treviso è stato certamente un pezzo di storia e di cuore dei Leoni. Lo slot da estremo non può che essere dell’australiano che in maglia biancoverde ha militato per dodici lunghe stagioni vivendo anche il passaggio dal Campionato Italiano alla Celtic League. Griffe a suon di mete, nelle storiche vittorie dei veneti, e oltre 200 presenze col Benetton sono il biglietto da visita per conquistarsi un posto d’onore in questa formazione.

14 Monty Ioane: da quando è arrivato in Ghirada ha cambiato la vita della squadra di Crowley. E’ il giocatore ideale per “incendiare” lo stile di gioco della compagine veneta, con le sue accelerazioni che spesso portano a delle realizzazioni pesanti e non solo, visto anche l’utilissimo contributo in fase di placcaggio. Di certo non poteva mancare in questo XV ideale.

13 Michele Campagnaro: Se il buongiorno si vede dal mattino…”. Tre stagioni intense quelle del nativo di Mirano – oggi agli Harlequins in Premiership – che al suo esordio nell’allora Pro12 (26 aprile 2013) si presentò ottenendo subito il premio di Man of the Match contro il Connacht. Da allora 34 presenze in maglia Benetton, condite da 6 marcature, infarcite di qualità e voglia di porre sempre l’asticella un po’ più in alto per aiutare i compagni e il club a crescere.

12 Alberto Sgarbi: il Totem assoluto. Ieri, oggi e probabilmente anche un po’ il domani. Il posto da primo centro in questa selezione non può che andare appannaggio del capitano di tante battaglie: da quelle dure e poco soddisfacenti a quelle gloriose e vincenti. Quantità, qualità ed evoluzione nella carriera lunga di un giocatore che ha saputo ritagliarsi sempre il suo spazio importante. Since 2006 and still counting…

11 Ludovico Nitoglia: Da Roma al Brasile passando – e facendo base – per Treviso. La migliori ala italiana degli ultimi quindici anni ha smesso ormai da quattro anni di giocare, ma è certamente rimasto nel cuore degli appassionati biancoverdi che per lui hanno sempre espresso passione e amore. Alla fine sono state 116 le presenze totalizzate nel solo torneo celtico dal trequarti, vissute tutte a un ritmo folle fra slalom, accelerazioni e mete che hanno contribuito e non poco alla causa veneta.

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10 Tommaso Allan: sulla carta potrebbe non essere il più forte mediano d’apertura visto a Treviso nel corso dell’epoca di Pro14, ma l’azzurro è certamente quello che ha mostrato più costanza di rendimento con la maglia numero 10 indosso mostrando una crescita sia sotto il profilo tecnico che sotto il profilo psicologico. E’ uno dei leader dei Leoni e questo lo si è visto sia nella stagione culminata con la qualificazione ai playoff, sia quando (in più di un’occasione) è stato chiamato ad essere anche il capitano della squadra, anche in momenti meno esaltanti.

9 Dewaldt Duvenage: da quando è arrivato si è preso la cabina di regia del Benetton, ovviamente come mediano di mischia, e ha deciso che quello fosse il suo habitat naturale dove poter incidere al massimo. Precisione, timing e voglia far vedere tutta la sua classe: il sudafricano è un pezzo fondamentale del mosaico tattico di Crowley, che fortunatamente potrà goderselo almeno sino al 2022. Giocare di fianco a lui vuol dire migliorarsi, fare un salto in avanti in termini di prestazioni. Ispiratore.

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8 Robert Barbieri: più di 150 presenze e circa dodici anni a Treviso per il gigante venuto dal Canada, uno di quei terza centro saldi come le radici di una quercia secolare e dalla capacità di traino di un trasporto eccezionale. Ha mosso i primi passi al Benetton quando il club ancora militava nell’allora Super 10 e lo ha accompagnato fino alla sfida più importante, il quarto di finale contro Munster del Pro14 2018/2019.

7 Simone Favaro: tre stagioni nella Marca per l’enfant du pays Favaro, nato a Treviso 32 anni fa. Il terza linea ha dedicato al Benetton alcuni dei suoi migliori anni, nel momento di decollo della propria carriera. Fra placcaggi duri e la voglia di mettere la testa dove gli altri non osano, il flanker è protagonista della stagione 2012/2013, una delle migliori della storia celtica biancoverde.

6 Alessandro Zanni: il terza linea di Udine ha attraversato tutta l’avventura nel campionato celtico del Benetton, sin dagli albori, nel 2010. Un punto saldo del club veneto e della Nazionale, una leggenda del rugby azzurro che si è guadagnata ogni giorno il proprio posto in squadra, anche a Treviso.

5 Dean Budd: sono otto anni che Dean Budd è arrivato in Italia, lasciando un’impronta importante con il proprio modo di stare in campo. Giocatore che coniuga mobilità e potenza, capace di disimpegnarsi anche in terza linea, sempre lucido sul campo e disposto a prendersi responsabilità. E’ capitano del Benetton da tre stagioni.

4 Corniel van Zyl: dal Sudafrica alla nazionale italiana, ingegnere della rimessa laterale di Benetton e Azzurri, ma anche leader del gruppo biancoverde ai tempi di Franco Smith. La classe di Van Zyl gli ha permesso di rimanere al massimo livello fino a 36 anni, quando si è ritirato.

3 Lorenzo Cittadini: 57 presenze in 4 stagioni per il pilone di Bergamo, che ha ottenuto anche 58 caps in Nazionale. Un pilone destro potente e temibile, che in quei quattro anni si è guadagnato sul campo la fama che gli è valsa poi l’attenzione dei Wasps, del Bayonne, dello Stade Français, i club esteri dove ha militato.

2 Leonardo Ghiraldini: il 104 volte tallonatore della nazionale italiana ha giocato le stesse 4 stagioni di Cittadini con il Benetton, diventando in quegli anni la prima scelta a numero 2 nel panorama del nostro paese. Una prima linea moderna, grande ball carrier dotato di una mobilità esplosiva e giocatore di sicuro valore nei fondamentali specifici del ruolo.

1 Michele Rizzo: ha chiuso la carriera quest’anno, tornato a Padova dopo le esperienze a Leicester e a Edimburgo. Furono gli anni in Celtic League con il Benetton a rilanciare la carriera internazionale di Rizzo, late bloomer se ce n’è stato uno nel ruolo di pilone. Ha debuttato nel Sei Nazioni a 30 anni, nel 2012, grazie a una maturazione importante nelle stagioni di stanza al Benetton.

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