E se il rugbymercato diventasse simile al calciomercato?
Scott Johnson lancia l'idea dall'Australia
ph. Sebastiano Pessina
Un rugbymercato con un nuovo sistema, fatto di commissioni e di trasferimenti remunerati alle società che perdono i loro giocatorei. E’ la proposta lanciata dall’Australia dal Director of Rugby della federazione locale Scott Johnson che ha affermato che World Rugby sembra intenzionata a lavorare su questo nei prossimi mesi.
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Dal rugbymercato al calciomercato il passo sembra essere quindi breve: “Se una squadra “produce” un giocatore dev’essere premiata – afferma Johnson – inoltre nel rugby c’è l’aspetto relativo all’equiparazione internazionale data dai legami di parentela, su cui è necessario lavorare: molti giocatori si sviluppano in una realtà per lungo tempo (fa riferimento all’Australia stessa e alla Nuova Zelanda, ndr) e poi per una parentela britannica si trasferiscono da un’altra parte, senza che a nessuno venga riconosciuta almeno una commissione per il lavoro fatto”.
Questa tutela andrebbe a riguardare ovviamente molto di più l’Emisfero Sud che quello Nord, in particolare nazioni come l’Australia o il Sudafrica, ma soprattutto Tonga, Samoa e Fiji: quello degli esodi di massa dalle Rappresentative del Pacifico è infatti un annoso problema su cui si sta lavorando da anni. Che possa essere questa la soluzione? Se i trasferimenti continuassero le tre Unions avrebbero almeno la disponibilità economica per continuare a sostentarsi e produrre nuovi talenti da coltivare.
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