5 mete pazzesche del Galles degli Anni Settanta

E’ tempo di riscoprire una squadra fenomenale piena di talento e bellezza

galles bandiera sei nazioni

ph. Reuters

In questi giorni abbiamo spesso pubblicato storie del passato. Con il rugby fermo a tutte le latitudini e l’orizzonte per ripartire che si dilata sempre di più, l’occasione per guardare indietro è ancor più valida del solito. Non ci siamo, però, mai spinti troppo indietro, forse perché il rugby è cambiato troppo o forse perché fa più piacere ritrovare volti e nomi di giocatori di cui ci ricordiamo. Eppure, addentrandoci nel mito del rugby e rispolverando il Galles degli Anni Settanta, possiamo rintracciare la modernità della squadra che sconvolse le gerarchie europee per un buon decennio, annoverando in squadra nomi di fenomeni assoluti che sono poi diventati imperituri e fondamentali anche nelle contemporanee imprese dei British & Irish Lions.

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E’ tempo dunque di recuperarli, celebrando cinque bellissime mete di quel manipolo di rivoluzionari.

Phil Bennett v Scozia, Cinque Nazioni 1977

Se vi entusiasmano i brucianti cambi di direzione dei Cheslin Kolbe dei giorni nostri, non potete rimanere abbagliati da Phil Bennett, il numero 10 del Galles fra il 1969 e il 1978. Un attaccante formidabile, fantasioso e dalla corsa imprevedibile, capace di saltare gli avversari come fossero paletti della discesa libera.
Nel video qui sotto, Bennett segna una delle mete manifesto del Galles dei Settanta: finalizzando un’azione pazzesca iniziata dai propri 22 metri, con il 10 che con una finta ubriacante manda al bar l’ultimo difensore scozzese.
Celebre il suo discorso pre-partita nella gara di quell’anno contro l’Inghilterra, in un momento in cui i rapporti fra Londra e Cardiff non erano proprio brillantissimi: “Guardate cos’hanno fatto questi bastardi al Galles. Hanno preso il nostro carbone, la nostra acqua, il nostro acciaio. Comprano le nostre case e ci vivono per un paio di notti all’anno. Che cosa ci hanno dato in cambio? Niente. Siamo stati sfruttati, stuprati, controllati e puniti dagli inglesi. E giocheremo contro di loro oggi pomeriggio.” Se però volete vedere altro dal suo repertorio prettamente tecnico, non perdetevi quest’altro video.

Gareth Edwards v Scozia, Cinque Nazioni 1972

A Cardiff, in una galleria commerciale a pochi passi dal Millennium Stadium, sorge una statua in bronzo di un uomo in maglia da rugby e con la palla ovale. E’ Gareth Edwards, mediano di mischia e icona della squadra degli Anni Settanta, l’uomo della famosa meta dei Barbarians contro gli All Blacks. L’uomo, anche di questa marcatura alla Scozia segnata totalmente in solitaria, rischiando la vita contro la pista d’atletica esterna al terreno di gioco. La segnatura mostra tutte le peculiarità del giocatore: intuito, furbizia, coraggio, grande rapidità e una tenacia fisica insospettabile nonostante le dimensioni compatte.

JJ Williams v Francia, Cinque Nazioni 1974

John James Williams, detto JJ, 30 caps fra il 1973 e il 1979. Ala rapidissima, finalizzatore magnifico delle invenzione degli Edwards, dei Bennett, dei JPR. Capace, però, anche di invenzioni in proprio, come in occasione di questa bella meta contro la Francia. La difesa transalpina non si fa ipnotizzare dagli avversari e arriva puntuale all’appuntamento con il pallone, ma Williams inventa un modernissimo tocco morbido con il sinistro per superare il diretto avversario, dopodiché sfrutta il rimbalzo per alzare l’ovale oltre l’estremo e segnare una grande marcatura di pura invenzione.

Gareth Edwards v Francia, Cinque Nazioni 1971

Ancora Edwards, anche se stavolta i meriti vanno tutti all’estremo, JPR Williams. Il 15, che in gioventù è stato campione juniores a Wimbledon, dimostra di aver sviluppato grande intelligenza rugbistica leggendo in anticipo il passaggio avversario e intercettando un pallone pericoloso. A quel punto, Williams mette in moto le potenti leve e va in progressione, ma viene raggiunto quand’è ormai all’altezza dei 22 metri avversari. Lì, colpo di genio: cambio verso l’interno per attirare i difensori e lasciare un autostrada libera al numero 9, che intuisce le intenzioni del compagno e viene premiato con la meta.

John Taylor v Scozia, Cinque Nazioni 1971

Unico uomo di mischia in questa breve lista, John Taylor giocò in nazionale fino al 1973, facendo in tempo così a vincere il Cinque Nazioni 1971 con un Grande Slam che mancava da 21 anni. Non solo segnò la prima splendida meta su assist di JPR Williams nella sfida contro la Scozia di quell’anno, che potete vedere sotto, ma fu anche protagonista del momento thriller nel finale di partita: l’ultima meta di Gerald Davies aveva portato il Galles sotto di un punto, ma solo la trasformazione avrebbe dato la vittoria ai Dragoni. Il calcio, da posizione molto angolata sulla destra, sarebbe stato tosto per Barry John, il calciatore designato, che era destro ed aveva appena preso una botta in testa. Fu proprio Taylor a farsi avanti e a segnare i punti decisivi, con un gran pedata dalla lunga distanza.

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