Sei Nazioni 2020: Inghilterra e Galles, sfida incendiaria a Twickenham

Galles fiducioso, Pivac: “E’ imminente una grande prestazione”. Jones avverte i suoi: “Restituiamogli la sconfitta dello scorso anno”

ph. Sebastiano Pessina

L’antico adagio vuole che gli inglesi giochino a rugby perché l’hanno inventato, e irlandesi, scozzesi e gallesi li imitino perché è l’unico modo legale per riempire di botte il vecchio nemico. Tutte le sfide fra le squadre celtiche e quella albionica bruciano di un calore particolare: ce lo hanno ricordato i colpi proibiti nei punti di incontro in Inghilterra-Irlanda e l’illimitata abnegazione sotto la tempesta in Scozia-Inghilterra.

Il duello tra Inghilterra e Galles, però, si arricchisce di qualcosa di più, grazie alle sfide recenti dal peso così importante: la vittoria del Galles ai gironi del mondiale 2015, quella dell’Inghilterra a Cardiff nel 2017, la vittoria a Twickenham dei Dragoni lo scorso anno.

Proprio l’incontro dello scorso anno è il motore motivazionale che Eddie Jones ha voluto usare in pubblico riferendosi ai suoi giocatori: “Ricordiamoci della sconfitta dello scorso anno” ha ammonito il tecnico dell’Inghilterra.

“Hanno perso le ultime due partite, hanno un nuovo coach e vorranno lanciare un messaggio. Le partite tra noi sono tradizionalmente un testa a testa nel punteggio, loro verranno da noi con tanto entusiasmo ed energia. I loro veterani, Ken Owens e Alun Wyn Jones, guideranno la carica e saranno una squadra dura da battere.”

Una analisi lucida, quella di Jones, che per un volta abbandona i toni trionfalistici alla vigilia di un incontro e concede il massimo del rispetto a un avversario che, in effetti, arriva allo scontro di Twickenham sull’onda di una grande carica emotiva, forse atta a celare qualcuna delle magagne emerse nello scorse settimane di Sei Nazioni.

Fin dalla prima giornata i Dragoni patiscono una mischia chiusa poco performante, ha un sistema difensivo ancora da implementare efficacemente (7 mete subite, solo l’Italia ha fatto peggio) e alcune scelte di formazione che lasciano spazio a dubbi.

I primi punti di domanda emergono sulle condizioni di Dan Biggar, recuperato in extremis dopo un acciacco in Premiership che sembrava costringerlo fuori, Josh Navidi e Liam Williams, questi ultimi di ritorno da infortuni di durata medio-lunga e direttamente messi in campo. Altre perplessità: l’esclusione di Aaron Wainwright a beneficio di un Taulupe Faletau lontano dalla forma migliore; Adam Beard totalmente escluso; Gareth Davies lasciato in tribuna.

Su cosa si basa allora la fiducia di giocatori e staff del Galles nel poter portare una prestazione importante in Inghilterra, come annunciato da Wayne Pivac? Su un attacco capace di generare tante occasioni (maggior numero di possessi nei 22 metri avversari, maggior numero di punti per possesso nei 22 metri avversari), sul miglior calciatore del Torneo (91,7% dalla piazzola per Biggar) e su una solida disciplina (solo 22 calci di punizione fischiati contro di loro, migliori della competizione).

Leggi anche: Sei Nazioni 2020: Italia-Inghilterra rinviata

L’Inghilterra, al solito, proverà a partire fortissimo: nelle ultime 12 partite ha segnato 9 volte nei primi dieci minuti di gioco. E se dovesse riuscirci anche stavolta per i Dragoni le cose si metterebbero subito in salita: difficilissimo rincorrere gli inglesi nel punteggio giocando sul loro campo, soprattutto per una squadra che, rispetto al passato, è molto meno incline a cercare il recupero del pallone e che potrebbe faticare ad ottenere il possesso del pallone.

Insomma, i piccoli aggiustamenti che il Galles è consapevole di dover fare dall’inizio del Sei Nazioni potrebbero diventare falle importanti per poter competere contro l’Inghilterra, specie se i padroni di casa saranno gli stessi di 7 giorni fa. Gli ospiti ci hanno insegnato, però, che proprio nel momento in cui sembrano spacciati il carattere e l’esperienza li hanno spesso portati a sovvertire il pronostico: San Giorgio non ha ancora trafitto il drago.

Kick-off dell’incontro previsto per le 17.45, diretta tv su DMAX e streaming anche OnRugby.

Inghilterra: 15 Elliot Daly, 14 Anthony Watson, 13 Manu Tuilagi, 12 Owen Farrell (c), 11 Jonny May, 10 George Ford, 9 Ben Youngs, 8 Tom Curry, 7 Mark Wilson, 6 Courtney Lawes, 5 George Kruis, 4 Maro Itoje, 3 Kyle Sinckler, 2 Jamie George, 1 Joe Marler
A disposizione: 16 Luke Cowan-Dickie, 17 Ellis Genge, 18 Will Stuart, 19 Joe Launchbury, 20 Charlie Ewels, 21 Ben Earl, 22 Willi Heinz, 23 Henry Slade

Galles: 15 Leigh Halfpenny, 14 George North, 13 Nick Tompkins, 12 Hadleigh Parkes, 11 Liam Williams, 10 Dan Biggar, 9 Tomos Williams, 8 Josh Navidi, 7 Justin Tipuric, 6 Ross Moriarty, 5 Alun Wyn Jones (c), 4 Jake Ball, 3 Dillon Lewis, 2 Ken Owens, 1 Rob Evans
A disposizione: 16 Ryan Elias, 17 Rhys Carre, 18 Leon Brown, 19 Aaron Shingler, 20 Taulupe Faletau, 21 Rhys Webb, 22 Jarrod Evans, 23 Johnny McNicholl

 

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