Sei Nazioni 2020: Scozia, un torneo per superare la delusione Mondiale

Partenza in salita per gli Highlanders in cerca di riscatto con due primi match molto impegnativi

ph. Matteo Mangiarotti

EDIMBURGO – “Quello che sta per cominciare non è il Sei Nazioni più importante, perchè per noi ogni Torneo è importante e la prossima partita che vai a giocare è sempre la più importante.”

Gregor Townsend, head coach della Scozia, ha risposto così alla domanda di OnRugby durante il lancio del Guinness Six Nations di mercoledì scorso a Londra ma, al netto della diplomazia, quello che inizierà da Dublino sabato 1 febbraio è decisamente il Sei Nazioni più importante per Toony da quando è diventato guida tecnica dei Dark Blues.

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Come esce dal mondiale

La più che deludente prestazione inscenata in Giappone nello scorso autunno condanna, infatti, la Scozia a dover necessariamente vedere il Torneo come il modo per riscattare una RWC giocata troppo al di sotto del par.

“Ci sono lezioni apprese alla RWC che sono rilevanti solo per la Coppa del Mondo, altre indicazioni che possono essere estese in generale al modo di giocare e di allenare e che faremo in modo di mettere in campo,” ha detto Townsend a Londra.

“Ci sono, poi, lezioni che sono funzionali specificamente ad una partita. Contro l’Irlanda [in Giappone] non abbiamo messo in campo una prestazione neanche vagamente vicina a quella che viene richiesta in gare così importanti, come allenatori e come gruppo abbiamo avuto qualche mese per riflettere e capire dove dobbiamo migliorare.”

Dopo il mondiale, oltretutto, veterani del calibro di John Barclay, Tommy Seymour e capitan Greig Laidlaw hanno tutti annunciato il loro addio al rugby internazionale e Toony ha avuto l’occasione di avere spazio per qualche giovane che sta crescendo, lasciando a casa giocatori come Ryan Wilson che potrebbero aver chiuso qui la loro avventura in Dark Blue.

Giocatore in forma

Con Darcy Graham infortunato e Finn Russell escluso per motivi disciplinari dalla prima gara (e con il dubbio sulla presenza della talentuosa apertura del Racing 92 alle partite successive), è difficile trovare un altro elemento della rosa che potrebbe fare la differenza. Stuart Hogg e Adam Hastings hanno, per motivi diversi, grandissima pressione sulle spalle, direi che il giocatore che potrebbe esprimersi liberamente e, allo stesso tempo, dare un contributo fondamentale è Huw Jones, che ha tanto da dimostrare ed è tornato finalmente ai livelli di forma del 2018.

Un po’ come Duncan Weir, se riuscirà finalmente a trovare spazio dopo tre anni di assenza. Non ha l’imprevedibilità di Russell, ma ha dimostrato più volte (anche col suo club, i Worcester Warriors) di essere un giocatore su cui si può fare affidamento.

Potenziale stella

Un potenziale “crack” è Nick Haining, terza linea di Edinburgh Rugby, ma deve vincere la spietata concorrenza che, nel suo ruolo, è enorme. Col club sta facendo bene, è in forma al momento e potrebbe davvero prendersi la 8 in Irlanda, affiancato da Hamish Watson e Jamie Ritchie.

Pronostico

Dipende tutto dalle prime due gare, Irlanda away e Inghilterra alla Highland Cathedral. Due sconfitte renderebbero la sfida di Roma contro l’Italia fondamentale per evitare di chiudere con cinque potenziali sconfitte il Torneo, una prova gagliarda a Dublino e la difesa della Calcutta Cup invece cambierebbero, e di molto, la prospettiva sul prosieguo del Sei Nazioni, perchè l’Italia è battibile (se i Dark Blues scendono in campo concentrati) e con la Francia in casa può succedere di tutto. Il Galles di Pivac è un po’ un cantiere aperto ma affrontarlo all’ultima giornata potrebbe essere un grosso svantaggio.

Leggi anche la nostra analisi sulla Francia

Avanti
Simon Berghan (Edinburgh) – 24 caps
Magnus Bradbury (Edinburgh) – 11 caps
Fraser Brown (Glasgow Warriors) – 46 caps
Alex Craig (Gloucester) – uncapped
Luke Crosbie (Edinburgh) – uncapped
Scott Cummings (Glasgow Warriors) – 8 caps
Allan Dell (London Irish) – 28 caps
Cornell du Preez (Worcester Warriors) – 6 caps
Zander Fagerson (Glasgow Warriors) – 25 caps
Grant Gilchrist (Edinburgh) – 40 caps
Jonny Gray (Glasgow Warriors) – 55 caps
Nick Haining (Edinburgh) – uncapped
Stuart McInally (Edinburgh) – 33 caps
Willem Nel (Edinburgh) – 35 caps
Jamie Ritchie (Edinburgh) – 14 caps
Rory Sutherland (Edinburgh) – 3 caps
Ben Toolis (Edinburgh) – 22 caps
George Turner (Glasgow Warriors) – 9 caps
Hamish Watson (Edinburgh) – 28 caps

Trequarti
Chris Harris (Gloucester) – 14 caps
Adam Hastings (Glasgow Warriors) – 16 caps
Stuart Hogg (Exeter Chiefs) CAPTAIN – 72 caps
George Horne (Glasgow Warriors) – 10 caps
Rory Hutchinson (Northampton Saints) – 3 caps
Sam Johnson (Glasgow Warriors) – 9 caps
Huw Jones (Glasgow Warriors) – 23 caps
Blair Kinghorn (Edinburgh) – 17 caps
Sean Maitland (Saracens) – 44 caps
Ali Price (Glasgow Warriors) – 28 caps
Henry Pyrgos (Edinburgh) – 28 caps
Matt Scott (Edinburgh) – 39 caps
Kyle Steyn (Glasgow Warriors) – uncapped
Ratu Tagive (Glasgow Warriors) – uncapped
Duncan Weir (Worcester Warriors) – 27 caps

Matteo Mangiarotti

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