Dieci anni di Italia: il miglior XV Azzurro 2010-2019

Abbiamo provato a mettere insieme la formazione più rappresentativa del decennio che sta finendo

ph. Sebastiano Pessina

Le feste di Natale si avvicininano e con esse si avvicina la fine del 2019. Non solo la fine di un anno intenso anche per quanto riguarda la palla ovale, ma la conclusione di un intero decennio.

I dieci anni che sono passati dal 2010 a oggi hanno visto l’Italia del rugby prendersi poche soddisfazioni, seppur assai saporite quando sono arrivate. Ci sono passate davanti tre Rugby World Cup, 10 Sei Nazioni, quattro head coaches, e tanti giocatori.

Accapigliandosi occasionalmente su alcuni nomi in redazione, abbiamo provato a riassumere dieci anni di Azzurro in un’unica formazione, quella più rappresentativa dell’Italrugby degli ultimi dieci anni.

15 – Andrea Masi (95 caps)
2010-2015: 49 presenze, 9 vittorie, 2 mete

No, non stiamo cercando di ingraziarci uno dei nostri contributors, o almeno non solo. E’ difficile non assegnare a un monumento azzurro come Andrea Masi la maglia numero 15, quella che, nonostante una carriera dove ha giocato soprattutto nel ruolo di centro, ha vestito più spesso in nazionale, in particolare negli ultimi 5 anni di carriera. Sua l’unica meta azzurra nella memorabile vittoria del 2011 contro la Francia, quella del famoso titolo de L’Equipe: “Vacanze romane.” In carriera ha giocato per Viadana, Biarritz, Racing 92, Aironi e Wasps.

14 -Leonardo Sarto (34 caps)
2013-2017: 34 caps, 5 vittorie, 8 mete

L’ala del Benetton Rugby ha avuto un momento di brillantezza estremamente intenso alla metà degli Anni Dieci, come forse nessun altro metaman italiano nello stesso periodo di tempo. E’ stato il titolare indiscusso dell’Italia per tre anni consecutivi, saltando un solo test match fra il primo febbraio 2014 e il 26 giugno 2016. Ha giocato la sua ultima partita in nazionale il 18 novembre 2017, a Firenze, contro l’Argentina. Tutto il popolo del rugby italiano spera che il 27enne possa ritrovare lo smalto necessario a riconquistarsi un posto in Azzurro.

13 – Michele Campagnaro (46 caps)
2013-2019: 46 presenze, 10 vittorie, 9 mete

A 26 anni Michele Campagnaro ha ancora tanto da dare alla maglia azzurra, ma si incammina verso la seconda parte della propria carriera lasciando a questo decennio il ricordo di alcuni brani di talento cristallino, in particolare legati alla sua debordante potenza. Pare che Mike Brown si svegli ancora, in certe notti meno tranquille, chiedendosi sudato cosa fosse quel lampo azzurro che lo ha messo a sedere.

12 – Alberto Sgarbi (29 caps)
2010-2014: 24 presenze, 7 vittorie, 2 mete

Nonostante una solidissima carriera nel Benetton Rugby, di cui è capitano da anni attraversando successi e traversie del club biancoverde, Alberto Sgarbi non ha avuto una lunghissima carriera in Azzurro. La maggior parte delle sue presenze internazionali si accumulano all’inizio degli Anni Dieci, protagonista da titolare delle stagioni 2012 e 2013, nella prima parte della gestione Brunel.

11 – Giovanbattista Venditti (44 caps)
2012-2017: 44 presenze, 12 vittorie, 8 mete

In teoria l’ala delle Zebre è ancora un giocatore in attività, anche se su un campo da gioco la sua presenza non si vede da un pezzo. Ciononostante, Giamba Venditti è ancora sulla bocca di tanti tifosi per il buon ricordo che ha lasciato, verace trequarti ala abruzzese dal fisico erculeo. Forse non il più talentuoso dei trequarti passati per le mani di Brunel ed O’Shea, ma di sicuro apprezzato per la sua abnegazione e il suo attaccamento, e per essere in qualche modo un uomo del destino in maglia azzurra: ha segnato la meta decisiva in Italia-Scozia del 2012, in Italia-Irlanda del 2013 e in Italia-Sudafrica del 2016, senza farsi mancare una marcatura anche a Murrayfield nel 2015, anno della vittoria in Scozia.

10 – Tommaso Allan (54 caps)
2013-2019: 54 presenze, 11 vittorie, 11 mete, 51 trasformazioni, 51 calci di punizione, 1 drop

Quello del mediano di apertura è stato un ruolo molto conteso per tutti gli anni Duemila, a partire dal ritiro di Diego Dominguez. Il livello e la capacità di affermazione della maggior parte degli interpreti sono stati altalenanti. Dopo Kelly Haimona, Craig Gower, Kris Burton, Luciano Orquera e Carlo Canna, l’unico giocatore a rendersi padrone della 10 è stato Tommaso Allan, che con qualità e continuità si è conquistato il posto di nocchiere prescelto della squadra azzurra, in particolare sotto l’egida di Conor O’Shea.

9 – Edoardo Gori (69 caps)
2010-2019: 69 presenze, 19 vittorie, 7 mete

Il 20 novembre del 2010 debutta in nazionale Edoardo Gori. Lo fa a Firenze, contro l’Australia, in una partita dove l’Italia rimane a lungo in partita. La settimana successiva sarà di nuovo titolare a Padova, contro le Fiji, prestazione questa volta vincente. Segna la sua prima meta contro il Giappone, alla quarta presenza, in uno dei test preparatori alla Rugby World Cup 2011. Da quel torneo in poi, Gori sarà il punto fermo a numero 9 della nazionale per buona parte del decennio, esclusi forse gli ultimi due anni. Ha giocato la sua ultima partita internazionale contro il Galles al Sei Nazioni 2019 ed è stato anche 4 volte capitano dell’Italia. Oggi gioca in ProD2.

8 – Sergio Parisse (142 caps)
2010-2019: 75 presenze, 16 vittorie, 12 mete

Qualcuno oggi avanza qualche dubbio sulla sua titolarità a 36 anni e con una folta schiera di giovani rampanti pronti ad ereditarne la maglia, ma sul fatto che il capitano dell’Italia sia stato il faro della nazionale per gli Anni Dieci del Nuovo Millennio non ci piove. Sergio Parisse ha vestito la fascia di capitano per tutte e 75 le sue presenze del decennio, giocando costantemente con lo Stade Français. Ha lasciato il club parigino quest’anno per accasarsi a Tolone.

7 – Simone Favaro (36 caps)
2010-2017: 31 presenze, 12 vittorie, 2 mete

Sembra passato un secolo da quando Simone Favaro faceva impazzire i tifosi azzurri uscendo dalla linea difensiva per andare a punire qualche avversario con uno dei suoi durissimi placcaggi, invece il flanker ex Glasgow Warriors ha salutato la ribalta internazionale solamente due anni fa, giocando la sua ultima partita all’Olimpico di Roma, in un triste 40-18 per la Francia. Favaro ha esordito in nazionale nel 2009, ma è diventato un punto fisso solo a partire dal 2012. I tanti infortuni ne hanno accorciato la carriera, ma con la maglia numero 7 azzurra ha attraversato momenti di grande fulgore.

6 – Alessandro Zanni (117 caps)
2010-2019: 80 presenze, 20 vittorie, 3 mete

L’infinito Alessandro Zanni ha esordito in nazionale nel 2005, incominciando subito a brillare come il più classico, il più resiliente, il più indefesso dei flanker dal lato chiuso. Negli Anni Dieci ha battuto due volte la Scozia e due volte la Francia, c’era nella vittoria del 2013 contro l’Irlanda, c’era per battere la Russia al mondiale del 2011 (con meta) e del 2019. Dopo il grave infortunio che lo ha tenuto fuori praticamente due anni fra il 2016 e il 2018, Zanni ha saputo reinventarsi come seconda linea nella fase finale della carriera.

5 – Joshua Furno (37 caps)
2010-2017: 37 presenze, 10 vittorie, 2 mete

Chi dimentica i suoi capelli al vento nel momento dell’esultanza dopo la rolling maul che ha visto capitolare gli scozzesi al Murrayfield di Edimburgo nel 2015? Fra i tifosi italiano, certo, nessuno. Joshua Furno, classe 1989, ha esordito in nazionale ad inizio decennio, e anche se la sua carriera internazionale è stata intermittente, concentrata in particolar modo negli anni della gestione Brunel, è stato presente in alcune delle affermazioni più importanti della nazionale nel corso del decennio.

4 – Quintin Geldenhuys (67 caps)
2010-2016: 61 presenze, 16 vittorie

Mai un punto a referto in 8 stagioni in maglia italiana, eppure l’Azzurro di Klerksdorp ne faceva di legna là nel cuore del pacchetto di mischia. Punto fisso della seconda linea di Nick Mallett e Jacques Brunel, Geldenhuys sfruttava le enormi dimensioni fisiche per fare da pietra angolare agli otto uomini italiani in tutte le situazioni: mischia chiusa, maul, ruck, penetrazione. Memorabile il suo abbraccio col connazionale Mallett dopo la vittoria del 2011 sulla Francia.

3 – Martin Castrogiovanni (119 caps)
2010-2016: 57 presenze, 13 vittorie, 2 mete

Forse negli Anni Dieci il periodo migliore di Martin Castrogiovanni era passato: il pilone di origine argentina della nazionale azzurra era stato uno dei migliori al mondo nel suo ruolo, con grande brillantezza, soprattutto nella seconda metà degli Anni Zero. Nondimeno la sua costante presenza, la sua abnegazione e la sua classe lo hanno portato a essere un punto fermo per l’Italia anche nella seconda fase della sua carriera. Il 3 febbraio 2013, al minuto 59, ha segnato all’Olimpico la meta che ha regalato il successo all’Italia sulla Francia.

2 – Leonardo Ghiraldini (104 caps)
2010-2019: 80 presenze, 14 vittorie, 4 mete

Per Leonardo Ghiraldini il decennio che volge al termine è stato quello che gli ha riservato le maggiori soddisfazioni: in questi anni ha definitivamente fatto sua la maglia numero 2 della nazionale, di cui è diventato uno dei leader e di cui è stato capitano per 15 volte. Il finale agrodolce di questo lungo periodo non nasconde il suo status di pilastro della squadra per questi dieci anni.

1 – Andrea Lo Cicero (103 caps)
2010-2013: 25 presenze, 8 vittorie, 1 meta

Prima di darsi alla televisione, Andrea Lo Cicero ha fatto in tempo a regalare 3 ultimi anni di carriera di ottimo livello alla nazionale italiana, consentendogli di centrare alcuni importantissimi successi e chiudendo la carriera con il Sei Nazioni 2013, una delle due sole volte in cui l’Italia è riuscita a conquistare due vittorie nel torneo. Per questo motivo Lo Cicero batte la concorrenza e ottiene la maglia numero 1 della nazionale azzurra del decennio.

Tutti i XV della Redazione di OnRugby

Daniele Pansardi
15 Andrea Masi, 14 Luke McLean, 13 Michele Campagnaro, 12 Alberto Sgarbi, 11 Giovanbattista Venditti, 10 Luciano Orquera, 9 Edoardo Gori, 8 Sergio Parisse, 7 Simone Favaro, 6 Alessandro Zanni, 5 Francesco Minto, 4 Quintin Geldenhuys, 3 Martin Castrogiovanni, 2 Leonardo Ghiraldini, 1 Andrea Lo Cicero

Michele Cassano
15 Andrea Masi, 14 Giovanbattista Venditti, 13 Michele Campagnaro, 12 Alberto Sgarbi, 11 Mirco Bergamasco, 10 Tommaso Allan, 9 Tito Tebaldi, 8 Sergio Parisse, 7 Mauro Bergamasco, 6 Alessandro Zanni, 5 Marco Bortolami, 4 Quintin Geldenhuys, 3 Martin Castrogiovanni, 2 Leonardo Ghiraldini, 1 Andrea Lo Cicero

Lorenzo Calamai
15 Andrea Masi, 14 Leonardo Sarto, 13 Michele Campagnaro, 12 Gonzalo Garcia, 11 Giovanbattista Venditti, 10 Tommaso Allan, 9 Edoardo Gori, 8 Sergio Parisse, 7 Simone Favaro, 6 Alessandro Zanni, 5 Joshua Furno, 4 Quintin Geldenhuys, 3 Martin Castrogiovanni, 2 Leonardo Ghiraldini, 1 Matias Aguero

Matteo Mangiarotti
15 Matteo Minozzi, 14 Luke McLean, 13 Michele Campagnaro, 12 Tommaso Castello, 11 Leonardo Sarto, 10 Tommaso Allan, 9 Edoardo Gori, 8 Sergio Parisse, 7 Jake Polledri, 6 Mauro Bergamasco, 5 Quintin Geldenhuys, 4 Marco Bortolami, 3 Martin Castrogiovanni, 2 Leonardo Ghiraldini, 1 Andrea Lo Cicero

Matteo Viscardi
15 Luke McLean, 14 Leonardo Sarto, 13 Michele Campagnaro, 12 Andrea Masi, 11 Giovanbattista Venditti, 10 Luciano Orquera, 9 Edoardo Gori, 8 Sergio Parisse, 7 Simone Favaro, 6 Alessandro Zanni, 5 Joshua Furno, 4 Marco Bortolami, 3 Martin Castrogiovanni, 2 Leonardo Ghiraldini, 1 Andrea Lo Cicero

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