Rugby World Cup 2019: finale fra corazzate, vince chi sbaglia meno

Atto conclusivo del mondiale, di fronte Inghilterra e Sudafrica: decisiva la sfida fra i due ipertrofici pack

ph. REUTERS/Matthew Childs

L’ultimo allenamento. L’ultima cena insieme ai compagni. L’ultima notte in cui si cerca di chiudere occhio. L’ultima colazione, l’ultima giornata in attesa che arrivi il momento di salire sul pullman per andare allo stadio: poi via, si immerge la testa nella routine della partita e si scende in campo per gli ultimi ottanta minuti della Rugby World Cup 2019.

Ecco cosa stanno vivendo in questo momento i 46 giocatori selezionati dalle due squadre per disputare la finalissima di Yokohama: tutti che sognano di alzare la William Webb Ellis Cup, di fare il giro d’onore con la medaglia al collo e la bandiera nazionale fra le mani.

Solo una delle due squadre, però, ce la farà.

Alla fine di questa avventura sono arrivate due squadre che rientravano nel lotto delle favorite già prima dell’inizio del mondiale: Inghilterra e Sudafrica partivano con i favori del pronostico al fianco, ovviamente, degli All Blacks.

Alla vigilia di questa intensissima e per nulla scontata finale i favoriti d’obbligo sono i bianchi di Eddie Jones, vista la lezione impartita agli All Blacks in una semifinale che già fa parte dei libri di storia di questo sport. Il tecnico degli inglesi ha voluto occuparsi personalmente di consegnare una maglia da gioco extra a tutti i giocatori che non sono stati selezionati nei 23 per la partita, a simboleggiare la loro importanza nel determinare il successo della squadra.

A questa Inghilterra non sembra mancare niente: è mentalmente compatta e orientata verso il successo, ha una formazione che può minacciare l’avversario sotto tanti profili diversi, arriva all’incontro con immensa fiducia.

Forse proprio quest’ultimo punto rappresenta l’ostacolo più grande della preparazione all’incontro per gli inglesi: una squadra con così tanta fiducia in sé stessa, che sente di aver già superato l’ostacolo più difficile, rischia di essere messa in crisi quando un avversario è bravo a porre delle domande, instillare il dubbio nella mente avversaria.

Questo Sudafrica è specializzato in tutto questo: una squadra abrasiva e resiliente, che non molla mai e che è capace anche di estrarre il coniglio dal cilindro. Lo ha dimostrato negli incontri che ha disputato proprio contro gli All Blacks negli ultimi due anni, e in effetti i neozelandesi sono proprio il termine di paragone per validare l’effettivo livello di una squadra.

Gli Springboks rappresentano per l’Inghilterra una sfida diversa rispetto alla semifinale: è una squadra che ti aggredisce frontalmente, direttamente, ha infinite riserve di energia e una panchina di valore pari e in alcuni casi superiore a quello dei giocatori di partenza.

Lo scontro fra i due pack sarà epocali in ogni frangente di gioco: entrambe le squadre hanno dominato difensivamente gli avversari nelle rispettive semifinali, ma mentre la fanteria inglese sembra essere più propensa a un gioco a tutto campo, quella sudafricana si ancora alle fasi statiche per avere la meglio sugli avversari. La loro mischia chiusa è dominante, la rimessa laterale ha un tasso di successo imbarazzante (solo una touche persa in tutto il torneo) e il drive che ne consegue è letale. L’equilibrio dell’incontro si deciderà proprio nello scontro fra i primi otto uomini.

Ci aspettiamo una partita inizialmente chiusa e tattica, che potrebbe rimanere tale fino a quando una delle due squadre non prenda un vantaggio superiore ai cinque punti sull’altra. Lì, allora, la necessità di rimontare potrebbe costringere le due compagini a prendere qualche rischio in più. Come in ogni finale, però, saranno i punti disponibili al piede che potranno valere la differenza finale nel punteggio, dando maggiore profitto alla squadra che concederà di meno dal punto di vista degli errori e della disciplina.

Calcio d’inizio ad opera del primo fischietto francese di una finale, Jerome Garces, previsto per le ore 10:00. La diretta televisiva sarà su Rai2.

 

Inghilterra: 15 Elliot Daly, 14 Anthony Watson, 13 Manu Tuilagi, 12 Owen Farrell (c), 11 Jonny May, 10 George Ford, 9 Ben Youngs, 8 Billy Vunipola, 7 Sam Underhill, 6 Tom Curry, 5 Courtney Lawes, 4 Maro Itoje, 3 Kyle Sinckler, 2 Jamie George, 1 Mako Vunipola
A disposizione: 16 Luke Cowan-Dickie, 17 Joe Marler, 18 Dan Cole, 19 George Kruis, 20 Mark Wilson, 21 Ben Spencer, 22 Henry Slade, 23 Jonathan Joseph

Sudafrica: 15 Willie le Roux, 14 Cheslin Kolbe, 13 Lukhanyo Am, 12 Damian de Allende, 11 Makazole Mapimpi, 10 Handré Pollard, 9 Francois de Klerk, 8 Duane Vermeulen, 7 Pieter-Steph du Toit, 6 Siya Kolisi (c), 5 Lood de Jager, 4 Eben Etzebeth, 3 Frans Malherbe, 2 Mbongeni Mbonambi, 1 Tendai Mtawarira
A disposizione: 16 Malcolm Marx, 17 Steven Kitshoff, 18 Vincent Koch, 19 RG Snyman, 20 Franco Mostert, 21 Francois Louw, 22 Herschel Jantjies, 23 Frans Steyn

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