Rugby World Cup 2019: Steve Hansen ai microfoni

L’interessante conferenza stampa del tecnico degli All Blacks in sede di annuncio della formazione

hansen

ph. Reuters

Non sempre le conferenze stampa di tecnici e giocatori ai margini dell’annuncio delle formazioni titolari sono significative. Spesso, anzi, e sempre più spesso, i personaggi interpellati rispondono con frasi di circostanza, quasi fossero preimpostate.

Non è stato il caso però di quella che ha visto protagonista nella nottata italiana fra mercoledì e giovedì il capo allenatore della nazionale neozelandese Steve Hansen. Certo, i crismi della sfida fra Inghilterra e All Blacks, semifinale mondiale dal fascino infinito, ha esaltato la situazione. Dopo che Eddie Jones si era preso la scena ad inizio settimana, stavolta è stato il turno del collega degli antipodi, che pur con uno stile e un approccio completamente diversi rappresenta un secondo esempio di attraente comunicazione con la stampa.

Hansen è partito proprio dalla supposta querelle sulle riprese video dell’allenamento dell’Inghilterra: “Eddie è un gran bel tipo. Ottimo allenatore. Io e lui sappiamo entrambi che in amore e in guerra tutto è consentito, e che non c’è niente di meglio in tempo di guerra di lanciare qualche distrazione. Voi ragazzi non avete saputo resistere, era il miglior clickbait del mondo.”

“Lui non ci ha mai incolpato, è stato molto chiaro su questo. Ha parlato del fatto che fosse stato qualcun altro, probabilmente lo stesso tizio che ha ripreso noi. Ma tutti sono saltati sulla notizia e hanno avuto successo ottenendo i click che volevano. Stasera ne avrete un altro po’, ecco il motivo per cui la nostra conferenza stampa è adesso e quella di Eddie alle 5 [dopo quella degli All Blacks]. Non vedo l’ora di leggere cos’ha detto. E’ stato bravo finora. Ci ha fatto fare qualche bella risata per rilassarci.”

“[Eddie Jones] è stato in contatto con me ma non su questo tipo di argomenti. Ci siamo fatti qualche risata su un paio di altre cose. I giochetti mentali funzionano solo se ci stai, e noi non ci stiamo. Ci facciamo solo un bella risata. Io ridacchio alla notizia e ricevo un messaggio ‘Come va, Steve?’, ‘Tutto bene, grazie Eddie’. Lui se la ride, io me la rido, e pure a voi va bene perché tutti cliccano sulla news e pure adesso stiamo perdendo tempo a parlarne. E no, non mi ha mandato uno smiley, non è un tipo da faccina sorridente, lui.”

Chiusa la parentesi metarugbystica, si può parlare di campo. La scelta di schierare Scott Barrett in terza linea al posto di Sam Cane tiene banco: “Non andrò molto in profondità su questo argomento – ha detto Hansen – perché darei a Eddie alcune informazioni che sarà comunque probabilmente in grado di immaginare da solo piuttosto rapidamente. Ovviamente, si tratta di una scelta strategia, non è basata sulla forma. Sam Cane sta giocando del gran rugby.”

Una scelta che in passato ha premiato: l’inserimento di Barrett alza la rimessa laterale neozelandese, mettendo ben cinque saltatori di grande valore in campo contemporaneamente. Una scelta che avrà soprattutto un impatto dal punto di vista difensivo, come lo ebbe a suo tempo il suo ingresso dalla panchina nella vittoria in rimonta degli All Blacks a Twickenham un anno fa.

Per gli All Blacks, come sempre si tratta (anche) di gestire la pressione: “Siamo sempre sotto pressione. Penso che nella prima parte della nostra storia, siamo scappati dalla pressione e questa ci ha inseguito. Ma oggi abbiamo accettato la consapevolezza che ci sia. Da noi ci si aspetta la vittoria in ogni partita, quarto di finale, semifinale o test match che sia. Quindi sì, c’è pressione, è una partita importante. Ma saremmo ingenui a pensare che non ci sia da entrambe le parti.”

“[Eddie Jones] sta provano a togliere pressione alla sua squadra facendo parlare tutti della pressione su di noi. Di nuovo, bella mossa, ma non ci caschiamo. Sappiamo di essere sotto pressione, non abbiamo bisogno che Eddie ce lo dica. Quello di cui ha bisogno di occuparsi è che cosa farà l’Inghilterra di fronte alla pressione che si trova ad affrontare, perché loro si ricorderanno di un torneo, quattro anni fa, dove le cose non sono esattamente andate bene.”

“Nemmeno Eddie ci crede quando dice che loro non hanno niente da perdere. Hanno quattro interi anni di lavoro mirati a un solo risultato e l’opportunità di scendere in campo e giocare un’altra partita con lo stesso carico di pressione su di loro.”

“[Gli inglesi] sono stati molto decisi nell’entrare nell’era professionistica e trarne successo, e ci sono stati momenti nei quali hanno fatto davvero bene. Probabilmente non hanno avuto così tanto successo quanto avrebbero desiderato, però, e sono rimasti molto delusi dall’ultima World Cup.”

“Ci è successa la stessa cosa nel 2007, e ci ha dato la possibilità di avere una revisione. Sono sicuro che anche l’Inghilterra lo abbia fatto. Sono stati una squadra fantastica per alcuni periodi di tempo in questi quattro anni.”

Infine, un appunto sulla panchina, dando in qualche modo per la prima volta in tutta la conferenza stampa ragione alla linea di Eddie Jones: “La panchina è decisiva. E’ importantissima nel rugby di oggi. C’è una percorso mentale che porta a pensare che i migliori giocatori giochino sempre dall’inizio, ma a volte non è così. Alcuni sono più adatti a finire la partita che ad iniziarla. Devi farlo capire alla tua squadra.”

“Sammy [Cane] è in ottima forma. Ma noi abbiamo una strategia che ci dice che sia meglio mettere titolare Scott Barrett e mettere in campo Sam dalla panchina.”

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