Rugby World Cup 2019: L’Italia lotta ma il Sudafrica è semplicemente troppo forte (49-3)

Gli azzurri ci provano e giocano a viso aperto, ma gli Springboks dilagano nella ripresa dopo il rosso a Lovotti

ph. Sebastiano Pessina

SHIZUOKA – In uno stadio Ecopa di Shizuoka quasi completamente esaurito è andata in scena “la partita” più importante degli ultimi 4 anni per i colori azzurri.
La partita inizia nel peggiore dei modi per gli azzurri, alla prima mischia (2′), infatti, Ferrari è costretto a lasciare il campo per infortunio, al suo posto entra Riccioni.

Partendo da una touche nei 22 metri italiani, i sudafricani scatenano tutta la potenza dei loro ball carrier ed al momento propizio aprono al largo per Kolbe che schiaccia in meta (6′), Pollard non sbaglia e si va sul 7 a 0.
L’Italia ha subito la possibilità di accorciare le distanze grazie ad un fallo di Mbonambi che non rotola dal placcaggio e Allan da 40 metri non sbaglia, 7 a 3.

Un in avanti su ricezione da parte degli azzurri dà una nuova opportunità ai sudafricani di stabilirsi nei nostri 22 metri. A seguito delle ripetute cariche Bokke arriva un fallo difensivo da parte dell’Italia, placcaggio alto su Du Toit, Pollard non ci pensa 2 volte e va per i pali per il 10 a 3 Springboks al 13′.
La partita è lenta e segnata da errori di handling italiani, ma anche sudafricani.
Si innesta attorno al 18′ una sfida al piede tra le 2 formazioni, conclusa da un’ottimo calcio di Allan che trova una bella touche di poco fuori dai 22 metri verde-oro.
Ma a questo punto ci si mette la sfortuna ed anche Riccioni, subentrato a Ferrari, è costretto a lasciare il campo per infortunio, al suo posto Nicola Quaglio, e l’Italia ha già dovuto cambiare 2 piloni al 19′.

Gli azzurri trovano un momento favorevole e riescono a stabilirsi nella zona rossa sudafricana, dove ottengono un’importante mischia da posizione centrale, ma l’occasione viene sprecata per via dell’ottimo lavoro sudafricano nei breakdown che forza un tenuto a terra azzurro. Dall’infortunio di Riccioni le mischie sono diventate no-contest.
La superiorità sudafricana nei punti d’incontro offre un’ulteriore occasione di avere una touche nei 22 azzurri, da cui con un drive ottimamente eseguito arriva la seconda marcatura Springboks con Mbonambi al 27′, Pollard centra ancora i pali e il punteggio inizia ad allungarsi, 17 a 3.

L’Italia ci prova e decide di andare in touche per ben 2 volte anzichè cercare i pali, ma il lungo possesso azzurro è arretrante, la difesa sudafricana non concede nulla e fa valere la propria maggiore fisicità.
Il resto del primo tempo trascorre con un’Italia che continua ad insistere ma è troppo imprecisa, mentre i sudafricani usano la prepotenza fisica per mantenere l’andamento della partita sui binari a loro consoni.

L’Italia rientra in campo per il secondo tempo con grande determinazione, Braam Steyn con un frontino poderoso si libera del diretto difensore e crea un gran break che porta ad un avanzamento di 40 metri per gli azzurri. Sul proseguimento dell’azione tuttavia, un fallo difficilmente commentabile costa un cartellino rosso a Lovotti. L’azzurro aiutato da un compagno compie un pericoloso spear tackle in ruck, il rosso è inevitabile, Italia in 14 dal 43′ fino alla fine della partita.

Il Sudafrica continua con il suo gioco per linee dirette e ritorna nei 22 metri azzurri, Tebaldi gioca il pallone da terra e Pollard va facile dalla piazzola per il 20 a 3.
Ora è monologo sudafricano, le continue cariche e il fatto di giocare in 14 creano un’evidente superiorità numerica a largo, ottimamente esplorata da un cross kick di Pollard che trova Kolbe pronto a raccogliere per la facile meta, poi non trasformata, del 25 a 3.

Si susseguono varie fasi di gioco rotto in cui entrambe le squadre creano break interessanti con continui cambi di possesso, alla fine però è Lukhanyo Am che va a prendersi la gloria della meta su intercetto al 59′. Meta trasformata per il 32 a 3 e Sudafrica che strappa anche il punto di bonus offensivo.
Gli Springboks non si fermano ed anzi, allungano ancora, Mapimpi raccoglie un calcetto a scavalcare la difesa azzurra e va tranquillamente in mezzo ai pali. Pollard non può sbagliare, 39 a 3 al 69′.

Al 75′ altra segnatura sudafricana con Snyman. Minozzi raccoglie palla nei propri 22 e sfida Kolbe che però riesce a prenderlo e portarlo verso l’out, l’azzurro per non regalare una pericolosa touche agli avversari lancia il pallone in campo prima di essere trascinato fuori, ma è appunto Snyman che raccoglie e schiaccia l’ovale. Pollard non è preciso e si va sul 44 a 3.
Le sofferenze non sono ancora finite, i sudafricani vanno ancora a segno, stavolta con Malcolm Marx, che grazie ad un drive inarrestabile da touche sui 5 metri schiaccia in meta per il definitivo 49 a 3.


Italia:
15 Matteo Minozzi, 14 Tommaso Benvenuti, 13 Luca Morisi, 12 Jayden Hayward, 11 Michele Campagnaro, 10 Tommaso Allan, 9 Tito Tebaldi, 8 Sergio Parisse (c), 7 Jake Polledri, 6 Braam Steyn, 5 Dean Budd, 4 David Sisi, 3 Simone Ferrari, 2 Luca Bigi, 1 Andrea Lovotti
A disposizione: 16 Federico Zani, 17 Nicola Quaglio, 18 Marco Riccioni, 19 Alessandro Zanni, 20 Federico Ruzza, 21 Sebastian Negri, 22 Callum Braley, 23 Carlo Canna

Marcatori Italia

Mete:
Trasformazioni:
Punizioni: Tommaso Allan (10′)
Drop:

Cartellini: Andrea Lovotti (rosso al 43′)

Sudafrica: 15 Willie le Roux, 14 Cheslin Kolbe, 13 Lukhanyo Am, 12 Damian de Allende, 11 Makazole Mapimpi, 10 Handre Pollard, 9 Faf de Klerk, 8 Duane Vermeulen, 7 Pieter-Steph du Toit, 6 Siya Kolisi (c), 5 Lood de Jager, 4 Eben Etzebeth, 3 Frans Malherbe, 2 Mbongeni Mbonambi, 1 Tendai Mtawarira
A disposizione: 16 Malcolm Marx, 17 Steven Kitshoff, 18 Vincent Koch, 19 RG Snyman, 20 Franco Mostert, 21 Francois Louw, 22 Herschel Jantjies, 23 Frans Steyn

Marcatori Sudafrica

Mete: Cheslin Kolbe (6′, 53′), Bongi Mbonambi (27′), Lukhanyo Am (59′), Mapimpi (68′), RG Snyman (76′), Malcolm Marx (80′)
Trasformazioni: Handre Pollard (7′,28′, 60′, 69′)
Punizioni: Handre Pollard (13′, 51′)
Drop:

Cartellini:

Arbitro: Wayne Barnes

Roberto Neri

– Leggi anche: le dichiarazioni di Conor O’Shea e Sergio Parisse

– Guarda gli highlights di Italia-Sudafrica

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