RWC Best XV: il miglior tallonatore è Keven Mealamu

Il tallonatore è il sesto All Blacks scelto in formazione. Via alla scelta dell’ultimo giocatore

Italrugbystats

Sei su sette avanti del miglior XV della storia della Rugby World Cup sono neozelandesi, secondo quanto votato dal pubblico di OnRugby. Keven Mealamu la spunta come miglior tallonatore, infatti, battendo in finale l’attuale tecnico dell’Argentina Mario Ledesma.

E’ oramai quasi al completo la formazione scelta dagli utenti attraverso i sondaggi sui nostri canali social e su quelli di Italrugbystats, manca solamente da scegliere il miglior pilone sinistro.

I risultati dei sondaggi per il tallonatore

Semifinali
Mario Ledesma v John Smit 353-333
Keven Mealamu v Sean Fitzpatrick 448-346

Finale
Keven Mealamu v Mario Ledesma 467-296

Come funziona il nostro sondaggio

Nel corso delle settimane, per ciascuno dei quindici ruoli proporremo quattro nomi, con due semifinali e una finale per definire ogni volta il vincitore. A deciderlo sarete voi utenti con il vostro voto, che potrete esprimere in due modi sui nostri social: su Facebook, scegliendo la reaction abbinata al giocatore nei post che pubblicheremo, oppure attraverso i sondaggi che inseriremo nelle nostre Stories su Instagram (a proposito: seguiteci anche lì se ancora non lo fate, perché durante la Rugby World Cup condivideremo diversi contenuti “live” dal Giappone che non troverete sul sito).

Al termine di ogni finale, pubblicheremo un articolo sul vincitore e allo stesso tempo lanceremo i nomi scelti per le semifinali dell’altro ruolo da votare.

I nomi verranno selezionati dalla redazione di OnRugby e dai ragazzi di Italrugbystats: terremo conto delle valutazioni tecniche dei giocatori ma anche della loro eredità storica all’interno delle Rugby World Cup di cui sono stati protagonisti.

L’ultimo ruolo: pilone sinistro

I quattro candidati

Os du Randt
Sudafrica
Anno di nascita: 1972
Rugby World Cup giocate: 1995, 1999, 2007

Il pilone sinistro titolare degli Springboks sia nel 1995, a 23 anni, sia nel 2007, a 35 anni. In entrambe le finali giocate, è sempre rimasto in campo per tutta la durata dei due incontri, sia a 23 sia a 35 anni. du Randt è stato un pilone formidabile in tutti gli aspetti del gioco e già nel 1999 era considerato uno dei più grandi sempre nel suo ruolo. E all’appello mancava ancora un Mondiale vinto da protagonista. Tutto questo nonostante i tanti infortuni, che per quasi tre anni lo avevano portato a ritirarsi dal rugby.

Gethin Jenkins
Galles
Anno di nascita: 1980
Rugby World Cup giocate: 2003, 2007, 2011, 2015

La colonna del Galles di Warren Gatland è stato uno dei primi piloni davvero moderni, il cui contributo era di fatto più importante in campo aperto (dove ha avuto un rendimento stellare nei suoi anni migliori) che in mischia chiusa. Jenkins ha avuto una carriera lunghissima, da 129 cap e quattro Mondiali, con le grandi prestazioni soprattutto del 2011 che risaltano nella memoria collettiva.

Jason Leonard
Inghilterra
Anno di nascita: 1968
Rugby World Cup giocate: 1991, 1995, 1999, 2003

Lavoratore indefesso in campo, riusciva a coniugare in maniera eccellente le doti in mischia chiusa a quelle soprattutto di gran placcatore. È stato il perno della mischia inglese per tutti gli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000 e, anche se nel 2003 aveva già 35 anni, è riuscito ugualmente a ritagliarsi un ruolo importante nella vittoria del Mondiale, entrando nei supplementari contro l’Australia. Il suo impatto sul gioco dell’Inghilterra in quel decennio è stato enorme.

Tony Woodcock
Nuova Zelanda
Anno di nascita: 1981
Rugby World Cup giocate: 2007, 2011, 2015

Nel 2011 ha messo la sua firma in finale con quella grande meta da touche, mentre solo un infortunio nel 2015 non gli ha permesso di trascinare fino alla vittoria gli All Blacks. Tony Woodcock è stato un pilone infaticabile e un gregario di primissimo livello insieme al collega Owen Franks, capace di raggiungere quota 118 cap con la maglia degli All Blacks. Nella storia recente della Nuova Zelanda ha lasciato un segno indelebile.

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