Gareth Thomas ha rivelato di essere positivo all’HIV

L’ex capitano del Galles ha comunicato di propria volontà alla stampa inglese di aver scoperto di aver contratto il virus: “Volevo essere io a dare la notizia”

ph. Action Images / Paul Harding

“E’ stato come essere investito da un treno a duecento all’ora” ha dichiarato Gareth Thomas, ex capitano del Galles, rivelando ai media britannici di avere scoperto di essere positivo all’HIV.

Secondo quanto raccontato all’edizione domenicale del Mirror dall’ex trequarti dei Dragoni, detentore di 100 caps per il Galles fra il 1995 e il 2007, la diagnosi è emersa anni fa, durante esami di routine. Thomas ha tenuto nascosta la notizia per tutto il tempo, ma oggi, alla vigilia della Rugby World Cup che lo vedrà commentatore televisivo per ITV, ha deciso di rendere pubblica la notizia per sensibilizzare l’opinione pubblica e abbattere lo stigma che ancora persiste nei confronti delle persone contagiate dal virus.

“Ho vissuto con questo segreto per anni – ha detto Alfie, com’era soprannominato in campo – Ho provato vergogna e tenere questo segreto è stato pesante.”

“Avevo paura che le persone mi giudicassero e mi trattassero come un lebbroso. Sono stato male, ho avuto pensieri suicidi. Ho pensato di buttarmi da un scogliera. Per me, voler morire significava solo scegliere la via d’uscita più facile, ma poi ho fatto i conti con la realtà.”

“Molte persone vivono nella paura e si vergognano di avere l’HIV, ma adesso mi rifiuto di essere una di loro. Dobbiamo abbattere lo stigma una volta per tutte. Faccio questo annuncio perché voglio aiutare gli altri, e voglio cambiare le cose.”

Thomas ha inoltre aggiunto di aver avuto paura che in qualche modo l’opinione pubblica venisse a sapere della sua positività, e ha preferito smettere di tenere il segreto ed essere lui in prima persona a parlarne pubblicamente. Dopo una prima fase in cui ha faticato ad accettare la notizia, egli stesso prigioniero degli stereotipi, ha poi ritrovato la propria strada ed è oggi pronto a dare il suo contributo per smontare l’ignoranza che circonda l’HIV: ha infatti lanciato una campagna sui propri account social, Your Race Your Victory, e mercoledì prossimo BBC Wales trasmetterà un documentario esclusivo, in cui parlerà della sua diagnosi.

Se non trattato, il virus può evolvere e diventare AIDS, ma nella maggior parte dei paesi è oggi una condizione che può essere tenuta sotto controllo piuttosto facilmente, e l’aspettativa di vita di una persona sieropositiva non è lontana dalla media di chi è invece negativo al virus.

“L’HIV è una materia che spaventa. C’è in giro un sacco di paura e di ignoranza. Ma la paura è qualcosa che la gente ha imparato dagli anni Ottanta, nel 2019 non c’è niente di cui aver paura. Le persone hanno bisogno di capire che grazie alla medicina moderna, l’HIV non è più mortale e grazie ai medicinali che prendo, non c’è modo di trasmetterlo. E’ molto controllabile. In termini di effetti sul fisico, oggi i medici considerano il diabete più impattante dell’HIV. Non sto morendo.”

“Spero che parlare pubblicamente della mia diagnosi riesca ad essere d’aiuto per tante persone.”

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