Michael Cheika e Steve Hansen, le reazioni dopo Australia-All Blacks

Il CT dei Wallabies tiene i piedi per terra e pensa alla conquista della Bledisloe Cup. Hansen: “Ci hanno dato una lezione”

ph. Sebastiano Pessina

Michael Cheika si è presentato in conferenza stampa consapevole di aver conquistato forse la vittoria più prestigiosa nella sua gestione e nella storia recente dei Wallabies, ma con l’aria di chi sa di non aver ancora completato il proprio compito. Per riportare la Bledisloe Cup in Australia dopo 17 anni, servirà un’altra grande prestazione anche tra una settimana a Auckland, nella rivincita del clamoroso 47-26 di sabato a Perth.

“Siamo tutti molto gasati, ma tutto quello che abbiamo fatto è stato comprarci un biglietto per Auckland – ha detto Cheika nel post partita – C’è una grande atmosfera ed è stato bello per i giocatori ottenere una vittoria del genere. Guardando al quadro generale, però, abbiamo solo preso un biglietto per la Nuova Zelanda per giocarci le nostre chance”.

“Quando c’è un’atmosfera del genere, vuoi solo fare di più e farlo meglio – ha continuato Cheika – Alcune cose sono girate a nostro favore, ma sono davvero contento per i ragazzi, che hanno lavorato veramente tanto. È un bel riconoscimento per loro”.

Tra gli episodi che sicuramente hanno favorito lo straordinario secondo tempo dei Wallabies c’è stato anche il cartellino rosso a Scott Barrett, anche se Cheika non vuole far risalire all’espulsione dell’All Black tutta la grande prestazione della sua squadra. “È stata una gran partita. Quando erano in 15, sembrava che fossero in 20. Quando sono rimasti in 14, sembrava ancora che fossero 17 o 18, perché hanno tanti modi per rendersi pericolosi. E lo avete visto, perché non è che non hanno segnato mete”.

Della superiorità numerica “non ne abbiamo nemmeno parlato all’intervallo. Non una parola, perché sapevamo quanto potevano essere forti anche con un uomo in meno. Saremmo stati sciocchi a farti certi pensieri”.

I dolori di Hansen

Una vittoria striminzita contro l’Argentina, un pareggio contro il Sudafrica, una pesante sconfitta contro l’Australia. Per gli All Blacks, questo Rugby Championship è stato un’escalation di prestazioni negative e preoccupanti, che non possono che sollevare seri dubbi in vista della Rugby World Cup.

“Sono ovviamente deluso. L’Australia ha giocato particolarmente bene e ha meritato la vittoria – ha detto Hansen – Sono stati migliori di noi. Il cartellino rosso non ci ha aiutato, ma noi non ci siamo nemmeno aiutati a vicenda. La nostra disciplina è stata scadente. Abbiamo mancato 20 placcaggi su 90 nel primo tempo. Non siamo partiti bene, poi c’è stato il cartellino rosso ed eravamo in fuorigioco quando non dovevamo esserlo”.

“L’Australia ci ha dato una lezione su come bisogna giocare quando hai una superiorità numerica. Hanno fatto quello che ci aspettavamo da una squadra che ha un simile vantaggio – ha continuato Hansen – Hanno trovato più spazio di quello che noi avremmo potuto coprire. Che è sicuramente un loro merito”.

“So che il risultato è piuttosto pesante. 47 punti. Non ne prendiamo spesso così tanti, ma all’intervallo eravamo sul 16-12. Con il cartellino rosso è stata una gara differente, ma non penso che possiamo rammaricarci troppo per la difesa del secondo tempo. perché abbiamo semplicemente giocato contro una squadra abile a trovare spazi”.

Nel merito dell’espulsione, invece, Hansen non è entrato: “A prescindere da quanto si possa essere soddisfatti o meno della spiegazione dell’arbitro, la decisione è stata presa. Ora ci sarà il giudizio e dovremo accettarlo”.

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