Il momento di Giovanbattista Venditti, tra desiderio di riscatto ovale e futuro tutto da scrivere

Abbiamo parlato con l’ala delle Zebre della sua voglia di ripartire alla grande e delle ambizioni professionali nel post carriera

COMMENTI DEI LETTORI
  1. aries 7 Maggio 2019, 09:28

    Solo io non riesco a leggere il finale dell’articolo?

    • Redazione 7 Maggio 2019, 09:56

      @aries c’era un problema di formattazione, ora abbiamo corretto.

      • aries 7 Maggio 2019, 10:05

        Grazie @Redazione, mi ero perso la parte più interessante!

  2. Marte_ 7 Maggio 2019, 10:04

    Non lo so, non mi convince. Ovviamente auguro a Giamba il meglio per il suo futuro rugbistica e poi lavorativo ma mi sembra ovvio e normale che si creino degli attriti se il focus di un giocatore professionista non è al 100% sul rugby, specialmente nella situazione di ristrettezza delle Zebre. Anche la questione dei figli, ovviamente è legittima ma fa parte del lavoro di uno sportivo di alto livello..
    Ecco mi sembra di leggere la volontà di un downgrade a livello di impegno con il club, senza che ci fosse la reale volontà di chiudere la parentesi professionistica (e in Italia i posti per rugbisti professionisti sono così esigui che per la franchigia federale è quasi una mancanza di rispetto verso chi è rimasto fuori da questo percorso e magari ci si sarebbe messo al 100%)

    • pippuzzo 7 Maggio 2019, 10:09

      Condivisibile. Se vuoi fare il pro fai il pro. Io non avrei mai concesso un permesso del genere.

      • LiukMarc 7 Maggio 2019, 10:19

        Be se glielo hanno concesso avranno fatto le loro valutazioni. Mi sembra più “strano” che prima glielo concedano, poi quasi se ne risentano (almeno qualcuno nel gruppo operativo) e si crei questa aria “pesante” che lui descrive.
        Posto che anche secondo me sono scelte che ci stanno (quelle di crescita personale) e bene fa Venditti a pensare al proprio futuro, ha ragione anche @Marte nel dire che come professionista ha un contratto da onorare, con l’impegno verso un club che non è coi giocatori tirati, di più.
        Ma, ripeto, se non gli volevano dare il permesso perchè serviva 7 su 7 a Parma, non glielo davano e ci avrebbe pensato post-ritiro. Spiace che si sia creata una situazione del genere, considerando anche l’ottica nazionale (dove siamo ancora coi giocatori contati)

        • Marte_ 7 Maggio 2019, 10:39

          Si strana situazione probabilmente chi ha concesso il permesso (staff) non è chi si è risentito (Biagi?) e magari questo è avvenuto prima dell’infortunio di Minozzi che ha di sicuro accorciato la coperta.
          Comunque le Zebre mi sembrano di tutto ma non un gruppo poco affiatato

          • aries 7 Maggio 2019, 10:51

            Ho pensato la stessa cosa

    • jacoponitti 7 Maggio 2019, 10:49

      L’investimento in formazione fatto da Venditti è sicuramente figlio di interessi personali, ma potrà tornare utile anche alle Zebre e, più in generale, al rugby italiano. Se questo genere di scelta fosse preso da più giocatori e più società avremmo sicuramente un movimento migliore e, magari, eviteremmo di mettere in ruoli chiave vecchie glorie con nomi altisonanti e competenze nulle.
      Chi pensa che un giocatore debba frequentare solo il campo si ritroverà soltanto una batteria di polli da allevamento (quanti ne sono usciti dalle Accademie, soprattutto nei primi anni…)

      • Marte_ 7 Maggio 2019, 11:02

        Un conto è la formazione di un giovane sotto i 19 anni. Cosa che non c’entra nulla con un trentenne che è pagato per giocare, ovviamente fa bene a formarsi ma nel tempo libero o grazie al permesso che gli hanno concesso, però appunto devo mettere in conto le dinamiche di spogliatoio.
        Quello che dici sul fatto che sia utile alle Zebre, con tutto il rispetto, per me non ha senso. Se fai il giocatore fai il giocatore, se fai il dirigente/consulente/nutrizionista fai quello e per me non c’è una sola ragione per prendere un ex giocatore rispetto ad uno che proviene da altri ambienti a parità di competenze. Senza contare che ovviamente Venditti finito il contratto con le Zebre può accasarsi da qualsiasi altra parte grazie ai suoi studi, e alle Zebre cosa gli torna?

        • pippuzzo 7 Maggio 2019, 11:17

          Spesse volte si sono commentati casi di ragazzi con grandi qualità che non hanno tentato il grande salto tra i pro per l’impegno che richiedeva, qui pare quasi il contrario. Le ultime 3 stagioni di Venditti per me, al di là di qualche sporadica metà da finisher e da subentrato nel trash time, sono più che deludenti.

        • jacoponitti 7 Maggio 2019, 13:54

          Solitamente quando un giocatore appende gli scarpini al chiodo ed è intenzionato a fare carriera in ambito manageriale, considera come prima opzione la società nella quale ha militato da professionista. Poi sta alla società stessa valutare se dargli o meno una possibilità. Ecco quello che ci guadagnano le Zebre.
          I datori di lavoro più lungimiranti si costruiscono la futura classe dirigente in casa. Si chiama pianificazione. Come società rugbistica rinuncerei volentieri a schierare in qualche partita un mio giocatore se, al termine del suo percorso di studi, dovessi ritrovarmi per le mani un buon manager.
          Ma alla fine si è capito chi se l’è presa per gli studi di Venditti? Magari qualcuno senza titoli di studio che ha paura di perdere il posto?

      • Cinghio 7 Maggio 2019, 14:17

        Questa cosa la pensavo anch’io @jacoponitti, Venditti non è che è andato a studiare taglio e cucito ma qualcosa che può servire tanto sia alle Zebre che al rugby italiano. quante squadre in italia propongono un percorso di formazione per dirigenti sportivi? La Federazione si preoccupa del futuro dei suoi giocatori quando questi mostrano l’interesse in ambiti che possono tornare molto utili alla Federazione stessa? la risposta è no e Venditti ha agito di conseguenza. se non volevano farglielo fare sto master non glie lo facevano fare ma anche le zebre/federazione hanno pensato che potesse tornare utile. Il fatto che questa cosa non sia strutturata avrà creato malcontenti all’interno della squadra: “ma come? io mi faccio il mazzo e poi mi devo inventare una carriera alla fine di quella sportiva mentre tu puoi prepararti mentre giochi?!?!”. A me sembra che la vera scelta sbagliata l’abbia presa (o meglio non l’ha presa) per l’ennesima volta la federazione che sulla formazione post carriera rugbistica non investe. Ah ultima cosa, so da voci di corridoio che che a mister G. non sia andata giù la cosa tanto che Venditti di C O’S parla bene.

        • geo 8 Maggio 2019, 08:39

          Ciao Cinghio, non ho capito. Mister G si è risentito che Giamba parla bene di COS?

    • Sandokan 7 Maggio 2019, 11:43

      Palle.
      Felipe Contepomi al Leinster e’ riuscito a laurearsi in Medicina pur essendo tra i migliori in assoluto nel suo ruolo, e non mi dite che erano altri tempi. Tutto sta nella capacita’ organizzativa e gestionale delle societa’ nel sostenere non solo gli atleti, ma anche gli uomini.

      • LiukMarc 7 Maggio 2019, 12:30

        Anche Jaime Roberts è laureato in medicina, mi pare abbia iniziato anche un dottorato a Cambridge. Uno con un paio di 6N vinti nel CV 🙂

  3. bangkok 7 Maggio 2019, 11:06

    Bella e corretta spiegazione del fenomeno ” troppi infortuni”. La sfiga c’entra relativamente, quando fai giocare sempre gli stessi l’usura porta inevitabilmente ad alzare la possibilità di farsi male e successivamente di non poter neppure recuperare con calma.
    Diciamo che si è un po’ “giocato” con la salute e la carriera dei giocatori.

    • Turch 7 Maggio 2019, 11:14

      Ho letto in diverse interviste fatte a Crowley che al primo anno a Treviso hanno avuto un tasso di infortuni 3 volte superiore a quello delle squadre di Premiership pur avendo una stagione di 3 partite piu` corta, e, aggiungo io, con partite di intensita` inferiore.
      Quindi si sono messi all’opera per capire il motivo e cercare di risolverlo.

      Infortuni come quello di Minozzi sono sfiga, nulla da dire, pero` molti infortuni muscolari sono evitabili con preparazione, fisioterapia e giusto riposo quando necessario.

  4. SilverShadow 7 Maggio 2019, 11:09

    Intervista direi illuminante sul rugby italiano e sulle Zebre.
    Quello che mi piace è l’impegno di Venditti nella propria formazione, un elemento che in Italia e nella FIR non sembra essere apprezzato (ogni riferimento a personaggi con alte cariche senza nessuna competenza accertata è puramente casuale…).
    Si potrebbe discutere sulla sopracitata “mancanza di rispetto” verso gli altri giocatori, della franchigia o di chi non è potuto entrarci (anche se sono pronto a scommettere che al suo posto avrebbero preso un isolano sconosciuto), ma il problema di fondo è la mancanza di una adeguata struttura di gestione delle Zebre e della FIR: se esistesse un sistema di permit player strutturato, a Venditti (che da quel che mi ricordo aveva un contratto pluriennale) si sarebbe potuto offrire di fare un anno in Top12 per far concordare meglio le sue esigenze con quelle del rugby italiano (quante ali di alto livello abbiamo? Possiamo permetterci di perderne una come Venditti? Senza contare il fatto che è uno dei giocatori più conosciuti – ebbene sì, penso ci sia bisogno anche di giocatori-immagine per migliorare l’opinione generale del rugby italiano).
    In bocca al lupo a Venditti, che spero di rivedere ad alto livello nelle Zebre e nella nazionale.
    In bocca al lupo anche alle Zebre, alle quali auguro di trovare nuove risorse finanziarie e di gestire meglio quelle che hanno. Imho meglio 5 pp, non necessariamente giovani (Amenta?), italiani che 5 scommesse dall’altro emisfero. E credo ci risparmierebbe pure.

    • pippuzzo 7 Maggio 2019, 11:21

      Per me di illuminante c’è un giocatore che dice che quest’anno farà un precampionato come non ha mai fatto… e che faceva prima in precampionato? Birdwatching?

      • geo 7 Maggio 2019, 11:28

        Pippuzzo, perchè voler sempre leggere qualcosa di negativo nelle parole delle persone. Il senso non è quello e basta leggere l’intervista per capirlo. E soprattutto perchè soffermarsi su questo invece delle tante cose interessanti a cui ha accennato?
        Completamente d’accordo con SilverShadow. Venditti è una persona intelligente e questa intervista lo dimostra. In bocca al lupo per tutto.

        • pippuzzo 7 Maggio 2019, 11:37

          Io leggo quello che c’è scritto. È mi soffermo su quello che ritengo interessante. Qui parla un giocatore con non so quanti cap in nazionale che per conto mio è reduce da tre stagioni da desaparecido o al massimo da comprimario. E che dice che pensa al futuro… il ché è certo un bene per lui ma non necessariamente per il club che dovrebbe rappresentare. Che il club abbia sbagliato a concedergli i permessi per il master è una mia convinzione, ma che un pro possa passare 4 o 5 mesi (lo dice lui che si è ributtato a pieno nel rugby a dicembre) senza concentrarsi esclusivamente sulla propria professione mi sembra assurdo. Poi a ciascuno le proprie opinioni.

      • Sandokan 7 Maggio 2019, 17:12

        Evidentemente a te sarebbe piaciuto leggere la dichiarazione che quest’anno farà il solito precampionato che ha sempre fatto.

        • pippuzzo 7 Maggio 2019, 17:33

          A me? A me sarebbe piaciuto vederlo giocare. Possibilmente a livelli accettabili. Sportivamente parlando delle sue prestazioni sui banchi mi interessa poco.

          • Sandokan 8 Maggio 2019, 02:27

            Sprotivamente parlando, perche’ leggi le dichiarazioni ai giornaisti? Tanto si sa che lasciano il tempo che trovano perche’ sul campo non valgono niente.

    • Marte_ 7 Maggio 2019, 11:31

      Però sono proprio le Zebre e quindi la Fir ad averglielo permesso quindi non mi sembra che non lo apprezzi.
      Ma secondo me questo è il problema della Fir, non la situazione opposta e virtuosa.
      Una dirigenza non formata di ex giocatori e l’altro lato della medaglia: giocatori che non fanno i giocatori.
      Poi per rispondere ad un altro quesito.. È meglio un Venditti che non ha giocato quasi mai e male o Elliot che dalla seconda serie inglese e con tutti i limiti è arrivato, si è fatto il mazzo e ha fatto anche qualcosina di buono? Per me assolutamente la seconda. Seppur l’opzione migliore fosse dare l’opportunità a D’onofrio di far parte della rosa al 100%.
      Poi ripeto in bocca al lupo a Giamba, mi piace che voglia prendersi la rivincita, di ali atipiche come lui ne abbiamo bisogno

  5. Flaviuz 7 Maggio 2019, 12:30

    Scusate se la mia domanda centra poco con l’articolo ma a proposito di (ex) Zebre…. Joshua Furbo che fine ha fatto? E sempre a giocare in Nuova Zelanda?

    • SilverShadow 7 Maggio 2019, 13:13

      L’anno scorso ha giocato con Western Force nel para-torneo che avevano creato dopo l’esclusione dal Super Rugby, mi sa proprio che non lo rivedremo ad alto livello

  6. gian 7 Maggio 2019, 12:43

    Venditti dimostra intelligenza e spirito critico, la sua scelta di percorso non credo sia solo di programmazione del futuro, come il permesso dato, ma sembra nascondere qualcosa in più, mi preoccupa molto, invece, l’accenno a malumori per la sua situazione e il discorso impegno in settimana, non dubito che il clima sia cambiato, ma pare che la gestione sia ancora da club domestico, e neanche tanto di vertice; mi auguro, l’anno prossimo, un primo step verso un reale professionismo, che passa, per prima cosa, nell’attenzione continua alla performance

  7. onit52 7 Maggio 2019, 13:26

    Si legge che Venditti ( il lavoratore) ha chiesto permesso alle Zebre ( datore di lavoro).
    Permesso accordato.
    Niente da dire.
    Che poi nella ditta ( Zebre) qualcuno vista la situazione possa essersi arrabbiato ( si capisce cosi vero?) ci può anche stare … Ma non è colpa
    del lavoratore .

  8. Dusty 7 Maggio 2019, 14:55

    C’è una cosa che mi sfugge: se il master lo ha terminato a dicembre/gennaio perchè nel prosieguo del campionato celtico non è mai praticamente sceso in campo se non addirittura entrato nella rosa dei 23?

    • kinky 7 Maggio 2019, 14:58

      Così a naso perché quel qualcuno che all’interno della società che si è arrabbiato è il sig. Bradley!

    • Bigpaci 7 Maggio 2019, 16:10

      so che ha avuto qualche problema fisico (polpaccio se non sbaglio) e questo può aver influito. Di sicuro visto che le opzioni in squadra non sono tante e visto il mondiale la prossima stagione deve riuscire a ritagliarsi uno spazio importante.

    • Camoto 7 Maggio 2019, 17:36

      In quei pochi scampoli di partita non mi è mai sembrato in forma, per uno che entrava im campo e 10 secondi dopo ti piazzava dei placcaggi monstre dopo corsa sul restart.
      Forse aver saltato la preparazione iniziale ha pesato più di quanto pensava e poi via via sono cresciuti i malumori.
      Grazie comunque alla @redazione che ha fatto un’ intervista che tutti chiedevano.

      • Bimbubam 7 Maggio 2019, 23:39

        Quel placcaggio lì me lo ricordo, era la prima partita dopo un infortunio, Canna fa il restart sul lungolinea, l’avversario fa a malapena in tempo a prendere il pallone che Giamba arriva e lo stende in rimessa. Ho riso per 5 minuti, è stato bellissimo

  9. Lazzaro 7 Maggio 2019, 15:09

    Non so se a qualcuno interessa la mia opinione ma la esprimo ugualmente. Ovvio che si tratta del parere di uno psicologo appassionato di rugby, sport del quale non capisco assolutamente nulla.
    A me leggere queste parole ha fatto piacere: rivedo quella sorta di Club anglosassone che cura i propri atleti a 360° a discapito della prestazione, magari garantita comunque dalla rosa. Le Zebre possono solo guadagnarci, e la formazione la si fa adesso, non post carriera. Abbiamo l’esempio di sportivi molto ben retribuiti che però non hanno alcuna istruzione. Non ci appartengono. Sposo di più la causa del rugbysta che vuole ad ogni costo garantirsi un futuro e non è detto che non metta anche il proprio sapere a disposizione della squadra. Facendo la dovuta proporzione mio fratello si laurea in scienze motorie a 34 anni giocando in C con qualche numero… E le convocazioni si fanno sulla base di chi è sobrio e si tiene sulle gambe. Lo so che non è un paragone calzante con una squadra di professionisti, ma vogliamo per una volta parlare di soldi ? Duemila al mese, o quattromila ? O mille ? E bastano per una vecchiaia serena ? No dai, torniamo con i piedi per terra, evitiamo di denaturare il rugby e continuiamo a lavore perchè sia lo sport più bello del mondo. Augh, ho detto 😉

    • geo 8 Maggio 2019, 08:44

      Pienamente d’accordo. Se hai una mentalità aperta la formazione dei giocatori porterà solo vantaggi all’azienda. Certo è una cosa che va gestita e organizzata. Qui mi sembra che il problema sia di non gestione.

  10. carlo s 7 Maggio 2019, 15:41

    Anche dopo aver letto la bella intervista ad Giamba non riesco davvero a capire, come una società possa gestire una propria risorsa (Venditti è ancora uno dei giocatori più rappresentativi del rugby nazionale) in questo modo.
    Un anno senza farlo giocare e a fine stagione lo confermi pure.
    Qui non si tratta di rugby ma di gestione. A molti non potrà piacere il gioco di Giamba, ma lui è ancora un valore per quella società che loro (la Federazione) ha bruciato, mi verrebbe da dire, STUPIDAMENTE.
    Giamba ci avrà messo del suo, ma questa questione non poteva essere gestita in questo modo.

  11. Bigpaci 7 Maggio 2019, 16:13

    Venditti è e sarà una risorsa per il nostro rugby. Ha una buona esposizione mediatica ed è uno dei volti più riconoscibili del nostro rugby, ha una buona cultura (da quello che si può capire da interviste/telecronache etc) e un ottimo inglese, in più sta facendo un percorso di formazione per restare nel mondo del rugby anche a carriera finita. Deve essere assolutamente sfruttato per il bene del movimento

    • SilverShadow 7 Maggio 2019, 20:14

      Concordo al 100% l’italrugby ha bisogno ora come non mai di gente come lui, sia come immagine che come competenze

  12. madmax 7 Maggio 2019, 22:47

    ci vorrebbe un “corso di recupero” per lui è Sarto la coperta è corta e i giocatori vanno seguiti con molta attenzione come fanno in Irlanda e Nuova Zelanda, evitando l’“USA e getta” della Francia, per esempio, con talento infinito e molto spesso bruciato

  13. frank 8 Maggio 2019, 06:17

    Ha proposto di poter studiare, chi aveva il potere decisionale ha acconsentito ma qualcuno poi non è stato molto contento (magari anche alla luce della sua scarsa preparazione stagionale).

    Magari anche lui ha sottovalutato il doppio impegno, comunque se lo hanno confermato vuol dire che credono ancora in lui.

    A me sembra molto onesto e l’intervista pare quasi un mega culpa.

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