Sei partite da ricordare del Benetton Rugby 2018/2019

Salutiamo la grande stagione dei Leoni con una classifica da riporre nel cassetto e tirare fuori per futuri amarcord

benetton rugby meta ioane

ph. Ettore Griffoni

E’ il momento di aprire il cassetto: la stagione del Benetton Rugby è finita sabato, e con essa una cavalcata degna delle lodi che le abbiamo dedicato in patria e di quelle che le hanno intessuto all’estero. E’ arrivato il momento di riporla laddove vanno i ricordi migliori, un album da estrarre con un pizzico di malinconia ed emozione in futuro.

Abbiamo scelto le 6 migliori prestazioni della stagione dei Leoni da appiccicare in questo speciale album dei ricordi del Pro14 2018/2019. Sulla costola del libretto abbiamo scritto a pennarello: “la prima volta che una squadra italiana è andata ai playoff”.

#6 – La vittoria in casa contro i Cardiff Blues

8 settembre 2018, praticamente una vita fa. Seconda giornata del Pro14 per Benetton Rugby e Cardiff Blues in un Monigo dove ancora la nuova tribuna deve essere aperta. I biancoverdi vengono da una vittoria in Galles, contro i Dragons, che ha dato morale. Cardiff ha perso di un punto contro Leinster fra le mura amiche, e vuole rifarsi.

Il Benetton sembra essere la squadra migliore in campo, segna due mete con Allan e Steyn nei primi cinquanta minuti, subendone per contro una di penalità. L’indisciplina rischia di costare caro ai padroni di casa, che subiscono 18 punti da calcio di punizione per mano (anzi, piede) di Jarrod Evans prima e Gareth Anscombe poi. I Blues si presentano agli ultimi due minuti con 6 punti di vantaggio sul tabellone, ma il Benetton assedia la linea di meta avversaria.

Si sacrificano in due fra i gallesi: prima Olly Robinson riceve un cartellino giallo, poi anche Rhys Gill. In quindici contro tredici i Leoni trovano il modo di segnare con Monty Ioane, che però segna in posizione molto defilata. Tommaso Allan si presenta dalla piazzola: dal suo calcio di pende la vittoria o la sconfitta. Quando la palla va dentro, il 10 di casa è sepolto dai compagni e dal boato di gioia di Monigo.


#5 – Un pareggio vitale a Belfast

Catapultiamoci nella seconda parte della stagione: è l’ultima settimana di gennaio, e il Benetton perde buona parte dei suoi giocatori a causa dell’imminente inizio del Sei Nazioni. Non il migliore dei momenti, visto che la corsa playoff è nel vivo e lo scontro diretto fra seconda e terza forza della Conference B potrebbe significare la rimonta da parte di Edinburgh e Scarlets: in classifica ci sono quattro squadre in un fazzoletto di punti.

Il Benetton viene da quattro vittorie consecutive, ma è consapevole di trovarsi in un fortino quasi inespugnabile: sono 11 mesi che Ulster non perde a Belfast.

Le cose sembrano mettersi subito male, quando Herbst azzarda un offload esagerato e manda Ludik in meta quando ancora il cronometro non ha compiuto il primo giro completo del quadrante. Dopo un’inizio così, è incredibile trovare la Benetton sopra all’intervallo per 10 a 5, frutto di una meta di Ruzza e del piede di Ian McKinley.

I veneti si battono e ammutoliscono per larghi tratti il Kingspan Stadium: nonostante il pareggio sul 10 a 10 con la meta di Herring, infatti, i biancoverdi hanno la forza di riportarsi ancora davanti con una meta di prepotenza pura di Tavuyara, un accadimento ricorrente quando si giocano partite importanti.

La Benetton gioca così bene e merita così tanto che la squadra china il capo con rammarico uscendo da Belfast con un pareggio: quando sembrava ormai fatto il colpaccio, un errore nelle fasi finali concede ad Ulster l’opportunità di tornare in avanti e segnare i 7 punti che valgono il pareggio.

#4 – Glasgow KO

 

Insomma, che il Benetton facesse sul serio si era già capito prima che venisse il nuovo anno, ma alla vigilia della Befana la convincente vittoria casalinga contro la prima classificata delle conference A ha aperto gli occhi di chi non fosse stato sufficientemente attento fin lì.

E’ il capitano, Dean Budd, l’eroe di giornata: la sua doppietta nel primo tempo ispira i compagni che, anche se sotto di 2 punti all’intervallo, tornano in campo con cipiglio e segnano la meta decisiva al 50′ con Braam Steyn, un altro punto di riferimento sempre pronto a mettere il proprio mattoncino nella costruzione del successo di questo Benetton.

Adam Hastings pareggia il punteggio a quota 17 con diciotto minuti sul cronometro, ma il piede di Tommaso Allan sarà ancora una volta decisivo, solo tre minuti dopo, per portare a casa i sospirati 4 punti.

#3 – Lo scontro diretto con Edinburgh

Parlando di scontri diretti, come non dimenticare il 18-10 di Monigo contro Edinburgh nel momento di massima pressione. E’ la vittoria che sancisce l’immensa competitività di tutto il gruppo biancoverde: anche in questo caso i nazionali sono assenti causa Sei Nazioni, e a risolvere i problemi ci pensano due classe 1998 formati dal sistema italiano e lanciati in Pro14 dal Benetton, Niccolò Cannone e Antonio Rizzi.

Il primo tempo del big match riassume tutta la tensione che c’è in campo e l’importanza della posta in palio, fermandosi sul 3 a 3 dopo quaranta minuti. Poi, Cannone bussa alla porta dei playoff con una meta che mette il Benetton davanti. Edinburgh combatte e replica meno di dieci minuti più tardi, portando il punteggio dalla propria parte, 10 a 8.

Quando però hai una squadra che viene da otto risultati utili consecutivi, fra le mura amiche e con un obiettivo ambizioso, sai di non poter passare facilmente indenne. E d’altra parte il Benetton, fiducioso, gioca come una squadra che sa quello che deve fare: a dodici dal termine il neoentrato Rizzi marca la meta del nuovo sorpasso su calcetto di Ioane, piazza la relativa trasformazione e sullo scoccare dell’ottantesimo centra la punizione che costringe Edinburgh a tornare in Scozia senza neanche un misero punticino. E il Benetton in questo momento incomincia a flirtare addirittura con la seconda posizione.

#2 – Due punti a Dublino

La partita fra Benetton e Leinster giocata alla RDS Arena di Dublino è stata una delle partite più emozionanti e divertenti dell’intera stagione di Pro14. Fare il colpaccio contro la dominatrice della stagione regolare sembrava difficile, ma ai biancoverdi servivano punti per tenersi stretto il terzo posto, con la consapevolezza ulteriore di potercela fare contro una squadra di Leinster con diverse stelle (non tutte) a riposo.

Il piano di gioco dei Leoni è piuttosto basilare: pochi passaggi, partita di sacrificio degli avanti e tante, tante botte: il Benetton costringerà gli irlandesi alla cifra mostruosa di 306 placcaggi per arginare la marea. Il gameplan sembra funzionare: Bigi segna al dodicesimo, Allan allunga con due calci di punizione e all’intervallo è 13 a 6 per gli ospiti.

L’asso neozelandese in maglia oro e blu che risponde al nome di James Lowe guasta la festa al 47′, ma il Benetton è favoloso nel tornare con sicurezza, forza e prepotenza nell’altra metà campo segnando subito dopo con Ruzza. A venticinque dalla fine la Benetton è sopra per 20 a 13.

Tutto sembra sfumare nel finale: i nostri non hanno più benzina dopo una partita di sacrificio, commettono un paio di errori che gli avversari, come tutte le grandi squadre, puniscono in maniera spietata, segnando due mete in sette minuti (63′ e 70′) e issandosi fino al 27 a 20 che sembra condannare il Benetton.

Ma quando tutto sembra spegnersi e assumere le tinte più scure, ecco che un eroe arriva a cambiare il destino dei Leoni: è sempre lui, Iliesa Ratuva Tavuyara, a prendere un ovale faticosamente portato dai compagni fino nei 22 e a portarlo con un’azione da lacrime fin oltre la linea. Il piede di Tommaso Allan, chiamato ancora una volta a decidere il risultato finale con un difficile calcio dalla piazzola, non tradisce: il Benetton esce con due punti incredibili dalla battaglia di Dublino. Due punti che li avvicinano in maniera decisiva ai playoff.

La straordinaria meta di Ratuva Tavuyara in Leinster-Benetton

#1 – Contro gli Harlequins, in Challenge Cup, per Nasi Manu

L’unica, piccola pecca della stagione del Benetton è stata non riuscire a qualificarsi per la fase a eliminazione diretta della Challenge Cup. Non che i Leoni non ci abbiano provato, a rimediare a quella sconfitta maledetta in Francia che ne ha compromesso il cammino. Lo hanno fatto anche togliendosi una soddisfazione speciale: battere gli Harlequins, una delle squadre più forti della Premiership di quest’anno, proprio nel giorno in cui la squadra si presenta a Monigo con tutti i suoi giocatori rasati a zero: è un omaggio a Nasi Manu e alla sua lotta contro il tumore, a cui la squadra vuole essere partecipe.

Aggiungeteci che è anche il giorno in cui a Monigo si inaugura la nuova tribuna di cui si parlava in precedenza, e la giornata assume i contorni del mito.

Una rimonta eccezionale: sotto già al secondo minuto, dopo la meta di Dombrandt il Benetton reagisce con Sperandio al 6′. Quando Dombrandt riporta avanti i suoi segnando ancora al 24′, Sperandio timbra anch’egli la doppietta personale dieci minuti più tardi. All’intervallo è 18 a 12 per i Leoni, grazie al piede di Ian McKinley.

Nella ripresa il piede di Marcus Smith porta gli Harlequins a quota 21 grazie a tre calci di punizione, ai quali risponde sempre McKinley per impattare il punteggio. Si arriva così al finale di partita, quando a deciderla è la zampata di Monty Ioane, che finalizza un bellissimo contrattacco e fa esplodere uno stadio strapieno. L’otto dicembre diventa un giorno speciale per il Benetton Rugby.

 

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