Galles: vicina la fusione fra Ospreys e Scarlets

Da giorni la federazione gallese sta lavorando ad un piano di ristrutturazione del proprio rugby professionistico

COMMENTI DEI LETTORI
  1. pippuzzo 5 Marzo 2019, 18:47

    Un po’ come spostare le Zebre a Lecce

    • pippuzzo 5 Marzo 2019, 18:50

      Riferendomi alla costituenda franchigia nel nord del Galles che dovrebbe nascere e sostituire gli Ospreys assorbiti da Lanelli. Un punto piuttosto scabroso che qui non é citato.

  2. LiukMarc 5 Marzo 2019, 18:55

    Se non sanno dove mettere qualche giocatore, a Parma si sta benissimo, e glieli ridiamo per tutte le finestre internazionali che vogliono…
    In più, se ci regalano il Liberty Stadium, ci servono stadi decenti…

  3. Il Bonzo Tama 5 Marzo 2019, 19:23

    se non sbaglio gli Ospreys hanno smentito però

    • pippuzzo 6 Marzo 2019, 07:44

      Si è il comunicato che ho linkato sopra. Però in un comunicato successivo la PRB che riunisce le 4 franchigie e la wru ha risposto confermando che la decisione era stata presa su proposta di Os d’accordo con Scarlet. Il comunicato di risposta era firmato da tutti tranne che dagli Os che allo stato dopo le dimissioni del ceo non hanno nominato nessuno in sostituzione

  4. Mr Ian 5 Marzo 2019, 19:47

    Fulmine a ciel sereno, con un tempismo pessimo visto che il Galles lotta per il grande slam oltre che fare una bella figura al mondiale.
    In Galles per più di un anno non si può stare tranquilli, ma dal salvataggio forzato dei Dragons nasce l origine del male.
    La WRU riconosce il buon operato del board Scarlets nel corso degli anni dove sono riusciti a contenere i passivi e ripianare i debiti dovuti alla costruzione del PYS.
    Gli Ospreys sono l unica franchigia senza stadio di proprietà, che appartiene allo Swansea calcio, per cui giocare a Llanelli è anche un modo per ridurre i costi.
    Ovviamente la lotta sarà per il nome della franchigia e qua gli Scarlets devono vincere la trattativa. Quanto ai giocatori non farei molti calcoli, parecchi andranno alla ricerca di un contratto all’ estero…mi preoccupano più le sorti dei giovani talenti locali che potrebbero trovare ancora meno spazio per emergere .

    • tony 5 Marzo 2019, 20:05

      Mr mi sembra che il format partecipazioni sia fissato fino al 2023 , quando i pezzi da novanta saranno avanti con gli anni, poi non so se è prevista dal board la sostituzione di una franchigia con altra, credo sarà tema di dialogo.

      • aries 5 Marzo 2019, 20:19

        Infatti, mi chiedevo proprio come verrà eventualmente risolta la questione…

      • pippuzzo 6 Marzo 2019, 07:50

        Penso che gli accordi siano a livello di numero e coinvolgano anche le tv. Wru e prb devono garantire 4 squadre gallesi fino al termine in cui é previsto il rinnovamento dell’accordo. Potrebbero nominare un’altra.

      • Mr Ian 6 Marzo 2019, 07:53

        si infatti tutto sto casino nasce per dover mantenere 4 franchigie. Tra l altro anche in Sud Africa si sta parlando di modificare la formazione delle franchigie

    • Giambo 5 Marzo 2019, 20:21

      Lo sapevano tutti che salvare i Dragons significava sacrificare una tra Scarlets e Ospreys alla fine. Senza contare che in un paese piccolo come il Galles non puoi escludere totalmente un’area del paese come il centro-nord dal rugby professionistico. E professionismo significa un bel giro di soldi…
      Per il nome della franchigia nuova, fossi nella federazione gallese, gli darei un nome totalmente nuovo, così che almeno i fans degli Ospreys non si sentano del tutto assorbiti dagli Scarlets. Chissà, magari tra un paio di anni le uniche sopravvissute indenni a questo cambiamento saranno Blues e Dragons, ironia della sorte, le due franchigie meno titolate.

  5. pippuzzo 6 Marzo 2019, 07:45

    Si è il comunicato che ho linkato sopra. Però in un comunicato successivo la PRB che riunisce le 4 franchigie e la wru ha risposto confermando che la decisione era stata presa su proposta di Os d’accordo con Scarlet. Il comunicato di risposta era firmato da tutti tranne che dagli Os che allo stato dopo le dimissioni del ceo non hanno nominato nessuno in sostituzione

    • Mr Ian 6 Marzo 2019, 07:58

      la storia sta prendendo i connotati del siparietto. Le dichiarazioni dei club sembrano fatte solo per tenere buoni i tifosi, ma secondo me già tutti si sono accordati, Scarlets in primis. I tifosi sono l ultima ruota del carro di questo discorso e non ne tengono neanche in considerazione. Il board degli Scarlets prima di muoversi sicuramente avrà parlato con i propri sponsor per vedere se erano d accordo con questa operazione commerciale, dopo di che si saranno seduti a trattare…
      Certo fondere insieme Scarlets e Ospreys non mi sembra la cosa più logica, semmai doveva nascere la franchigia del nord Ospreys-RGC1404.
      Per me si con questo scenario si apre ufficialmente la crisi del rugby pro in Europa, in fondo i problemi economici esistono in tutti i paesi, per quanto tempo ancora in Italia si farà finta che le Zebre non sono un problema?
      Se la FIR andasse da Treviso e gli dicesse che visto che gli danno dei milioni di euro, devono spartire i giocatori con le Zebre e ridistribuirli nelle due franchigie, ti immagini cosa potrebbe succedere?
      Insomma, in Galles hanno problemi e cercano di trovare soluzioni, in Italia ci sono problemi ma cerchiamo di nasconderli sotto il tappeto

      • pippuzzo 6 Marzo 2019, 09:56

        Ci sono similitudini e differenze a mio avviso. Diciamo che il problema è delle celtiche minori e del sudafrica. Ed è un problema economico sportivo. Allo stato i soldi sono in Inghilterra e Francia che accaparrano giocatori in tutto il mondo rendendo quasi impossibile competere sui contratti a Galles ed altri. Il tentativo di bloccare alcuni dei migliori giocatori in patria è costato molto al Galles e al Sudafrica (Che libererà molti giocatori di primissimo piano garantendosi che vengano lasciati liberi per le finestre internazionali) che ora si trovano a dover prendere decisioni. L’italia ha problemi di soldi ma non ha il problema di dover competere al livello massimo garantendosi un utilizzo misurato dei giocatori (cosa che il Galles ha sempre fatto, alcuni giocatori quasi non scendevano in campo col club/franchigia) e i suoi giocatori non sono al centro delle attenzioni dei Saracens o dei Tolone di questo mondo. Nel medesimo contesto di difficoltà l’Italia ha la fortuna di non dover sostenere integralmente anche Treviso e può permettersi le Zebre a livello minimo come fanno i gallesi con i Dragoni. Il problema sarebbe simile se fosse Treviso ad essere in situazione fallimentare di gioco e soldi e pubblico. Anche la relativa mancanza di tifosi per Parma facilita le cose: nessuno protesterebbe in caso di spostamento a Lecce delle Zebre, a Swansea non saranno felici. Anche la ormai quasi assoluta mancanza di aspettative dello sportivo italiano ci facilita le cose. In Galles e Scozia se perdono contro Treviso gridano allo scandalo… quando invece ormai Treviso se la può giocare con tutte le Gallesi e forse tutte le Scozzesi.questi si indignano… li capisco, per la loro storia, ma mi fanno anche un po’ ridere. Se Barilla ad esempio o un altro qualunque dei nostri industriali decidesse di entrare nel rugby con una sommetta pari a quella che molti devolvono per una sponsorizzazione a una squadra locale, I fan Gallesi avrebbero una crisi fortissima di identità. Questo non succede, le Zebre fanno schifo ma a noi… checcefrega mica nessuno ci perde il sonno. Quel che interessa a noi è che il sistema pro14 rimanga in piedi perché a differenza del Galles alternative non ne abbiamo.

  6. TommyHowlett 6 Marzo 2019, 09:38

    Sono proprio messi male a Swansea se una franchigia di così grande spessore, con storiche radici e una bella e accesa rivalità soprattutto con Llanelli, accetta, pur a malincuore, di essere assorbita dagli Scarlets. E’ un discorso fatto e rifatto più volte, il rugby moderno richiede soldi per la competitività; gli Ospreys hanno sempre avuto una rosa zeppa di fuoriclasse per trattenere i quali evidentemente hanno speso più di quello che potevano. Il Galles è un paese piccolo e relativamente povero e per quanta passione ci possa essere lassù, il mercato è quello che è, di certo non sufficiente per quattro franchigie. Ed ecco perché suona ancor più strana la voglia di far nascere una quarta franchigia al nord, zona molto meno rugbystica e con scarso appeal rispetto al sud. Che franchigia sarà? Di sicuro non durerà, a meno di non considerarla una squadra di sviluppo, ma così facendo, oltre ad assorbire comunque risorse, creerà un doppione con i Dragons in termini di risultati…

    • pippuzzo 6 Marzo 2019, 10:33

      Quello che penso e che pensano in molti e che in realtà la fusione sia tale solo sulla carta. Probabilmente qualche giocatore degli Os finirà agli Scarlet, qualcuno anche ai Blues ma i migliori andranno in Francia, Inghilterra, Giappone. Dopo un paio d’anni di allenamenti sulle facilities degli Ospreys, gli Scarlet tornerano a fare tutto a Llanelli. Nel frattempo alla franchigia del nord andranno gli scarti degli Os e qualcuno che si libererà dagli Scarlets e dai Blues come conseguenza dell’acquisizione da parte di queste due franchigie di alcuni Ospreys. La squadra dovrebbe posizionarsi nelle posizione basse ma garantire la formazione di giocatori in modo continuo. Possibilmente Scarlets e Blues miglioreranno le loro prestazioni europee e in pro14 in misura marginale. Dragons avrà una squadra in più alle spalle: la franchigia del nord. La WRU che ha un bilancio di curca 96 milioni di pound circa il doppio della Fir avrà 2 squadre a buon livello e 2 scarse, come la FIR sarà rappresentata (speriamo) da 1 buona squadra e 1 scarsa.

      • Mr Ian 6 Marzo 2019, 11:00

        Penso proprio che andrà a finire così. Non sto a fantasticare su una formazione con AWJ e Tipuric in maglia Scarlets perché questi andranno via appena finisce il mondiale. Mi aspetto magari qualche rimpiazzo in più , tipo un Gilles o Davies ma nulla di più…
        L unica mia preoccupazione rimane per i giovani del vivaio Scarlets che possano avere meno spazio per emergere e ne vorrei che andassero nella nuova franchigia, ne abbiamo già mandati abbastanza ai Dragons…
        Per il resto quello che dici è plausibile e di buon senso, forse di più di quello che c’è per ora in WRU

  7. Parvus 6 Marzo 2019, 10:58

    una cosa rimane, che il galles si sta muovendo per risanare-riequlibrare-riconvertire-ecc…., una effettiva situazione pericolosa per il mondo professionistico, mentre noi rimaniamo FERMI!
    non abbiamo bene in mente come si muoveranno i permit…, non stiamo aiutando le zebre…., non pianifichiamo le necessarie convocazioni di giocatori stranieri con nonni italiani……..
    come sempre tutto a ocio.

    • pippuzzo 6 Marzo 2019, 12:25

      Bisogna avere delle idee. E che vadano bene anche a Treviso. Altrimenti è facile. Si dimezzano le sovvenzioni a Treviso e quel che si risparmia lo si da alle Zebre. A Benetton viene una sincope. Quando nel 2014 c’erano i problemi con l’abolizione della tassa celtica e Gavazzi aveva detto che in caso di mancata abolizione avrebbe dovuto abbassare i sovvenzionamenti a Treviso a 2,5 milioni, Benetton disse che avrebbe tagliato il suo contributo a 1,5. Se questo è ancora l’atteggiamento, e non vedo perché dovrebbe essere cambiato, è impossibile aumentare l’impegno nelle zebre senza andare a toccare quello con Benetton, a parità di disponibilità complessiva della Fir. Quindi il miglioramento zebre passa per altri canali, sempre che Benetton non decida di aumentare spontaneemte la sua partecipazione in Benetton liberando soldi Fir. Quei canali potrebbero essere i permit ma solo in parte. I permit potrebbero risolvere qualche problema di profondità ma non di qualità visto che i migliori, salvo rare occasioni, tipo Licata e Fischetti, finiscono a Treviso che può sempre aggiungere un 10mila euro… sopra o sotto il tavolo (Che poi bisogna vedere come reagiscono i club di top12…). Per me bisogna semplicemente dimenticarsi di portare con qualche alchimia le zebre a confrontarsi al gradino superiore e renderla, piuttosto, una franchigia di sviluppo con una base di giocatori azzurri e azzurrabili attorno a cui ruotare altri giocatori da testare tra i pro, questo eventualmente vuol dire dimenticarsi di avere risultati immediati e aspettare che il nostro sistema produca giocatori mediamente migliori. L’investimento andrebbe aumentato a livello di giovanili con allenatori competenti e ben pagati. Treviso potrebbe anche prendere i migliori emergenti tra le zebre purché questo non vada a intaccare una struttura di base che deve essere in grado di fornire un contributo sensibile alla nazionale. La coperta è corta quindi. Forse lo abbiamo scoperto anche prima dei gallesi che adesso cascano dalle nuvole, insieme alle loro tradizioni (e si badi che quelle dei club le hanno già semidistrutte), alle loro ambizioni europee (malcelate e con tutta probabilità eccessive) e a uno stupendo parco giocatori che non puoi mantenere in eterno con due noccioline e un sistema economico limitato.

      • gian 6 Marzo 2019, 13:43

        attualmente l’unica soluzione, che anche a treviso bisognerebbe cominciare a valutare, perché lucianone non è eterno e gli altri di famiglia sono tutti da valutare, è creare delle reali franchigie, in cui tutte le squadre coinvolte mettano X e giocatori con doppio tesseramento e che i loro main sponsor siano in maglia alla pari, il resto in mano alla fed, a fronte di un vero coinvolgimento e ritorno alle squadre coinvolte, facendo finta che ogni squadra metta 250mila euri se di top12 e 100 se di serie A, 50 se di serie inferiore, con una 20ina di squadre coinvolte 2 o 3 milioni si trovano, si spera, poi, che la franchigia qualcosa si tiri su da sola con un main sponsor e simili, considerando che si potrebbe tagliare molto nella spesa dei giocatori (un venti tra stranieri e pro esclusivi, il resto in ascensore o quasi), forse la situazione sarebbe sostenibile

        • porcorosso 6 Marzo 2019, 15:39

          “Tutte le squadre coinvolte mettano X e giocatori con doppio tesseramento e che i loro main sponsor siano in maglia alla pari, il resto in mano alla fed, a fronte di un vero coinvolgimento e ritorno alle squadre coinvolte, facendo finta che ogni squadra metta 250mila euri se di top12 e 100 se di serie A, 50 se di serie inferiore, con una 20ina di squadre coinvolte 2 o 3 milioni si trovano.”

          Non sta in piedi una cosa del genere.

          Primo perché a fronte di un investimento la squadra che spende deve avere un ritorno maggiore della spesa, altrimenti conviene tenerseli. Non vedo possibilità per dividendi così alti al momento.

          Secondo perché uno sponsor che abbia intenzione di versare una somma per il PRO 14, non passa attraverso una squadra di TOP 12 che filtra il suo, ma va direttamente in PRO 14.

          Ci sono solo due sistemi:
          1.Finanziamento FIR
          2.Rendere l’investimento utile anche per altri imprenditori, ovvero sia migliorare e coinvolgere pubblico a tal punto da farlo diventare attrattivo anche all’imprenditore non appassionato [o arrivare ad appassionare nuovi imprenditori].

          Saluti PR-WSM

        • pippuzzo 6 Marzo 2019, 16:01

          Bella e classica soluzione, però nell’immediato è assolutamente impraticabile. O meglio, io non ce li vedo neanche tra 10 anni i club nostrani a “fare insieme”. In Italia la gente preferisce fare schifo da sola, che fare bene insieme ad altri. Mi piacerebbe molto, ma non la vedo così praticabile.

  8. pippuzzo 6 Marzo 2019, 16:35

    Novità… quasi una novità, forse non c’è nulla di nuovo
    https://www.scarlets.wales/en/team-news/articles/to-scarlets-supporters-everywhere/

    Comunicato Scarlet.
    Firstly, we can confirm the statement issued by the Professional Rugby Board (PRB) on Tuesday afternoon as accurate, as are the comments made by Wales’ national coach that the proposed merger was driven by the regions, in consultation with the PRB.

    In late December, the Scarlets received a high-level approach from the Ospreys to explore the option of a merger as they had come to the conclusion that their position as tenants at the Liberty Stadium was proving to be challenging.

    This was discussed at the two-day strategy meeting of PRB on January 8th and 9th. The loss of a region would have put Welsh rugby in breach of its commitment to having four regions playing in the major competitions. As a result, the option of a team playing out of North Wales was raised.

    By the time of the next PRB meeting on February 5, discussions had broken down between the Scarlets and Ospreys and we were told that the Ospreys and another region were in talks over a possible merger, again with North Wales being the option to maintain four teams.

    Subsequently, those discussions also broke down and we were approached again last week by the Ospreys to reconsider a merger.

    Heads of terms were agreed and signed by the Ospreys and Scarlets on March 1 on terms we believe our supporters would be happy with. This was to be proposed at a meeting of the PRB on Tuesday afternoon, but we were told at the start of that meeting that the Ospreys had changed their mind.

    The merger is off the table.

    In recent years, the Scarlets have been building steadily to regain our place as one of Europe’s leading sides. We have a superb stadium, great staff, loyal and passionate supporters and a team to be proud of. We know that the problems regarding Welsh rugby have not gone away but we remain committed to the best interests of the Scarlets and the game in Wales.

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