Sei Nazioni 2019: L’Irlanda vola in Scozia per tenere vivo il suo Torneo

Lo scontro più importante della seconda giornata è il primo a disputarsi: diretta dalle 15.15

ph. REUTERS/Clodagh Kilcoyne

EDIMBURGO – Dopo gli entusiasmi autunnali, l’Irlanda rugbistica si è risvegliata, domenica mattina, con un forte mal di testa e, per una volta, non era dovuto ai festeggiamenti della sera precedente.

I Verdi, infatti, hanno visto fin dalla prima giornata interrompersi i loro sogni di Grand Slam e Triple Crown dopo che l’Inghilterra (di tutti gli avversari possibili) aveva fatto tornare l’intera isola ovale coi piedi per terra, infliggendo loro una lezione che sarà utile anche nella marcia di avvicinamento alla prossima Coppa del Mondo – territorio, storicamente, piuttosto avaro di soddisfazioni per l’Irlanda.

L’Irlanda si è imbarcata giovedì pomeriggio sull’aereo che l’ha portata ad Edimburgo – uno dei voli più brevi dell’intero Sei Nazioni, con le due capitali a poco meno di tre quarti d’ora di distanza – con tanta voglia di rimettere il proprio Torneo sulla giusta carreggiata ma consapevole di affrontare un’avversaria, la Scozia, che arriva non solo carica dopo il successo sull’Italia, ma soprattutto determinata a mostrare al mondo intero di potersela giocare alla pari contro una delle migliori squadre del momento.

L’autunno, e il Giappone, sono ancora piuttosto lontani ma non si può ignorare il fatto che le due squadre si affronteranno anche nella fase a gironi della RWC 2019 in quella che sarà la gara che, molto probabilmente, deciderà chi vincerà la pool A – nonostante sia la prima gara per entrambe, in programma il 22 settembre a Yokohama City (Laidlaw dice che “se riusciremo ad ottenere una vittoria domani sarà importante anche psicologicamente, ma al momento siamo solo concentrati sul Sei Nazioni.”)

Capitan Greig Laidlaw, che ha parlato ieri al termine del consueto Team Run, ha confermato che l’obiettivo della Scozia è di “vincere la partita, più di ogni altra cosa. Il meteo, soprattutto il vento, potrebbe avere un ruolo importante e siamo contenti di giocare in casa perché conosciamo un po’ meglio dell’Irlanda l’ambiente. Il vento è comunque un fattore che influenza una gara e dovremo essere intelligenti e bravi a leggere bene la situazione, oltre a restare fedeli al nostro game-plan che siamo convinti sia molto buono. Dovremo essere capaci di partire bene e mettere in campo una solida prestazione nei primi venti minuti, rispondendo colpo su colpo e restando concentrati e disciplinati.”

“Sappiamo che l’Irlanda è molto brava al piede, in mediana hanno giocatori che hanno le capacità di mettere la palla nelle giuste aree, e sanno quando calciare alto per mettere i compagni in condizioni di tenere il possesso, o mettere pressione sugli avversari. Affronteremo questa partita consapevoli che loro sanno usare questa tattica molto bene,“ ha detto Tommy Seymour in settimana.

L’ala, confermato nel triangolo allargato della Scozia, si aspetta “una grande gara. A noi piace giocare a rugby e ci piace giocare un certo tipo di rugby, cercando di creare occasioni al largo, tenere le mani sull’ovale e sfruttare gli spazi che si creano. L’Irlanda è una squadra che è molto brava a darti l’illusione che ci sia spazio dove giocare per poi chiuderti la porta, dovremo stare attenti alle trappole che potrebbero sfruttare, ma per noi si tratta di giocare bene nelle aree giuste del campo, stare vicini e prenderci le occasioni che si creano. L’Inghilterra sabato ha fatto molto bene contro una squadra che ha tra i migliori giocatori e tecnici al mondo e che non ho dubbi saprà riprendersi questa settimana. Sappiamo cosa ci aspetta ma ci faremo trovare pronti.”

Matt Taylor, allenatore della difesa della Scozia, si aspetta che la Scozia “sarà meglio di quanto fatto vedere settimana scorsa. Il vento potrebbe influire sulle tattiche che sceglieremo, ma abbiamo mostrato di essere bravi nel gioco aereo e può essere un’ulteriore arma a nostra disposizione per la gara. Mi aspetto comunque che anche l’Irlanda giocherà meglio di settimana scorsa,” chiude Taylor, “nonostante sono convinto che gran merito vada attribuito alla prestazione messa in campo dall’Inghilterra. L’Irlanda non è mai stata prevedibile e non credo lo sia diventata ultimamente.”

L’Irlanda dovrà fare a meno di elementi importanti per infortunio (Devin Toner, Iain Henderson, Tadhg Beirne, Garry Ringrose Robbie Henshaw, Andrew Conway, CJ Stander, Dan Leavy, Luke McGrath e Kieran Marmion), mentre la Scozia (che deve rinunciare a WP Nel e Sam Skinner, usciti malconci dalla sfida di sabato contro gli Azzurri) può contare sul rientro di giocatori importanti come Jonny Gray e Sean Maitland, che Townsend ha inserito immediatamente nel XV titolare – sacrificando, per il versatile trequarti dei Saracens, Blair Kinghorn che settimana scorsa è entrato nella storia come primo scozzese a mettere a segno un hat-trick, una tripletta, nel Sei Nazioni.

L’Irlanda al centro schiera Farrell (al quarto cap, secondo da titolare) in coppia con Bundee Aki (al quattordicesimo cap) e si affida ad un triangolo allargato che farebbe invidia a chiunque, con Rob Kearney tornato a disposizione dopo aver saltato la sfida contro l’Inghilterra (al suo posto giocò Henshaw, a sua volta indisponibile oggi).

Il pack è forse il reparto dove le assenze pesano di più (penso, più che ad ogni altro, a CJ Stander) ma l’Irlanda può contare sull’esperienza di capitan Rory Best. “Settimana scorsa abbiamo pagato, più di ogni altra cosa, la difficoltà di esecuzione. Ma in generale siamo contenti del nostro percorso, certo a volte ti trovi di fronte a gare, come quella contro l’Inghilterra, in cui devi rassegnarti alla sconfitta.”

“Come tallonatore, vento e pioggia possono influenzare le rimesse laterali ma noi abbiamo il nostro game-plan e siamo determinati a metterlo in campo. Io e Johnny abbiamo un piano, così come abbiamo discusso con tutta la squadra e tutti siamo fiduciosi in questo piano, ma allo stesso tempo sarà importante sapersi adattare a tutto quello che potrebbe capitare durante la gara.”

“Abbiamo analizzato molto duramente, con noi stessi, la gara di sabato, prima di concentrarci sulla prossima gara contro la Scozia. Non dobbiamo commettere l’errore di concentrarci troppo su quello che è successo sabato scorso, ma sarebbe da ingenui dire ‘è stato un caso, possiamo dimenticarci di quanto successo e tutto andrà a posto da solo’ perché questo non è il modo in cui ragioniamo noi, non abbiamo mai pensato che senza la giusta analisi le cose si aggiustassero da sole.”

Quale sarà, quindi, la chiave del match per l’Irlanda? “Credo che dovremo iniziare bene e dobbiamo fare in modo di fare meno errori possibile. Se guardiamo alla gara contro l’Inghilterra, loro in touche han fatto bene, ma dopo qualche fase quando eravamo riusciti a fermarli, abbiamo commesso un errore e loro hanno marcato la meta. A questo livello devi continuare a mettere momenti su momenti su momenti, e appena ti rilassi e pensi che stai facendo bene, è proprio quello il momento in cui sei in pericolo, perché se ti rilassi rischi di essere punito. Quella meta ha dato una grandissima fiducia a loro sabato scorso, e noi ci siamo lasciati prendere dall’apprensione che avevamo durante il pre-gara, diventando qualcosa di più.”

“Chi ha più da dimostrare? Non credo di poter commentare sulla Scozia onestamente, ma dal nostro punto di vista ci aspettiamo di giocare meglio di settimana scorsa, di giocare con maggiore intensità, di essere più accurati nel nostro gioco. Siamo convinti, comunque, che sarà una partita molto dura perché sappiamo quanto la Scozia sia una buona squadra, li abbiamo visti giocare in autunno e ancora settimana scorsa, e oltretutto sappiamo che in casa fanno molto bene. Non so se loro abbiano qualcosa da dimostrare, ma noi vogliamo fare meglio di settimana scorsa – e dobbiamo fare meglio,” chiude Best.

L’anno scorso a Dublino i Verdi hanno vinto (28-8) chiudendo le speranze della Scozia di lottare fino alla fine per il Titolo (e portandosi a loro volta ad un passo dal Grand Slam, conquistato poi a Twickenham), mentre i Dark Blues si sono imposti due anni fa (27-22) ad Edimburgo. Piuttosto scontato dire che la gara di oggi si deciderà al breakdown, un po’ meno che il vento avrà molto probabilmente un ruolo più importante del solito.

Scozia – Irlanda sarà trasmessa – con calcio d’inizio alle ore 15.15 – da DMAX (canale 52 DDT) e in diretta streaming su OnRugby.it che, circa mezz’ora prima del kick off, pubblicherà un’apposita notizia contenente il player per vedere e commentare la partita.

Scozia: 15 Stuart Hogg, 14 Tommy Seymour, 13 Huw Jones, 12 Sam Johnson, 11 Sean Maitland, 10 Finn Russell, 9 Greg Laidlaw (C), 8 Josh Strauss, 7 Jamie Ritchie, 6 Ryan Wilson, 5 Jonny Gray, 4 Grant Gilchrist, 3 Simon Berghan, 2 Stuart McInally, 1 Allan Dell
A disposizione: 16 Fraser Brown, 17 Jamie Bhatti, 18 D’Arcy Rae, 19 Ben Toolis, 20 Rob Harley, 21 Ali Price, 22 Peter Horne, 23 Blair Kinghorn

Irlanda: 15 Rob Kearney, 14 Keith Earls, 13 Chris Farrell, 12 Bundee Aki, 11 Jacob Stockdale, 10 Johnny Sexton, 9 Conor Murray, 8 Jack Conan, 7 Sean O’Brien, 6 Peter O’Mahony, 5 Quinn Roux, 4 James Ryan, 3 Tadhg Furlong, 2 Rory Best (C), 1 Cian Healy
A disposizione: 16 Sean Cronin, 17 Dave Kilcoyne, 18 Andrew Porter, 19 Ultan Dillane, 20 Josh Van der Flier, 21 John Cooney, 22 Joey Carbery, 23 Jordan Larmour

Matteo Mangiarotti

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