Sei Nazioni 2019: l’Inghilterra ridimensiona l’Irlanda 32-20

Il XV della roso surclassa i verdi di Schmidt e manda un messaggio al mondo: non sono loro i favoriti per i mondiali

Henry Slade marca la terza meta per l’Inghilterra (ph. Reuters)

DUBLINO L’Inghilterra manda un messaggio a tutto il rugby mondiale dall’Aviva stadium: l’Irlanda non è favorita per i mondiali. Alla prima prova sul campo i verdi hanno dimostrato di aver vissuto come un peso psicologico enorme quella definizione di “squadra più forte del mondo” che non a caso Steve Hansen ed Eddie Jones hanno ripetuto più volte dopo lo scorso novembre. Il XV della rosa è stato più determinato, aggressivo e continuo, meritando in pieno la vittoria.

Inghilterra subito in meta: Daly Evita l’anticipo di Earls e gioca bene il 2 contro 1 sulla sinistra. May schiaccia e Farrell converte: 7-0. L’Irlanda reagisce e da una calcio di spostamento di Nowell che va direttamente in touche nasce l’azione che porta Sexton in piazzola dai 25 metri centrali all’11’: 3-7. Al 13’ Curry colpisce a braccio aperto Earls dopo che aveva calciato: giallo. L’Irlanda preme ma commette un paio di in avanti (Ryan e Van del Flier). Al 18’ Itoje colpisce di nuovo Earls con una ginocchiata su una palla lata e non si capisce come scansi il giallo. In ogni caso i verdi non segnano in superiorità numerica.

Break di Sexton e punizione per fuorigioco di Farrell al 23’. Si va in touche e dopo alcune cariche Cian Healy schiaccia nell’angolo destro. Sexton trasforma il 10-7. L’Inghilterra calcia rasoterra verso gli angoli per mettere pressione su Henshaw e Earls. Da l’ennesimo di questi calci Stokdale va in difficoltà sulla pressione di Nowell e Daly schiaccia: 14-10 con la trasformazione di Farrell. Al 37’ Earls e Van der Flier spingono fuori May evitando la terza meta inglese. Si resta in attacco e dopo una mischia inglese sui cinque metri e Mako Vunipola viene fermato di nuovo a pochi centrimetri dalla meta, col TMO che annulla per doppio movimento. Farrell decide di calciare il vantaggio allo scadere, portando i suoi negli spogliatoi meritatamente in vantaggio 17-10.

Anche se è andata bene un paio di volte per colpi al limite, la disciplina e l’aggressività inglese sui punti di incontro e il gioco aereo hanno fatto la differenza nel primo tempo. Le fonti di gioco irlandese hanno sempre avuto pochissimo tempo per riflettere. Aver tenuto l’Irlanda a zero punti segnati nei 10 minuti di inferiorità numerica ha dato all’Inghilterra una grandissima fiducia in sè stessa. Anche la cabala dice Inghilterra: infatti l’ultima volta che l’Irlanda ha battuto l’Inghilterra dopo essere stata in svantaggio a metà gara è stato nel 1983.

 

Si ricomincia con Larmour all’ala destra al posto di Earls. L’Inghilterra continua a vincere moltissime collisioni e l’Irlanda fatica molto ad avanzare. All’improvviso Ringrose rompe un assedio di molti minuti con un placcaggio che fa perdere il pallone a Farrell. In un amen i verdi sono sui 22 avversari conquistando una mischia per in avanti volontario. Al 53’ l’Inghilterra perde Itoje che sull’azione fa fallo e concede la punizione che Sexton manda fra i pali: 13-17.

Al 60’ Sexton gioca la palla da terra dopo aver placcato Farrell: punizione dai 40 metri centrali che l’apertura inglese manda a lato. Al 66’ l’Inghilterra concretizza una superiorità sostanzialmente netta e continua chiudendo la partita con una meta di Slade, che brucia Stockdale e schiaccia su calcio a seguire di May: 13-22 perché il piede di Farrell dall’angolo tradisce.

Nel finale c’è tempo per un’altra meta di Slade che intercetta un passaggio e tiene in mano la palla con un gioco di prestigio schiacciando in meta, con la conversione fa 32-13. È la segnatura del bonus point.

Cooney bagna il debutto per Murray con una meta al minuto 80′. Finisce 32-20 per l’Inghilterra. Che sia lei la favorita per i mondiali?

Irlanda: 15 Robbie Henshaw, 14 Keith Earls, 13 Garry Ringrose, 12 Bundee Aki, 11 Jacob Stockdale, 10 Johnny Sexton, 9 Conor Murray, 8 CJ Stander, 7 Josh van der Flier, 6 Peter O’Mahony, 5 James Ryan, 4 Devin Toner, 3 Tadhg Furlong, 2 Rory Best (c), 1 Cian Healy
A disposizione: 16 Sean Cronin, 17 Dave Kilcoyne, 18 Andrew Porter, 19 Quinn Roux, 20 Sean O’Brien, 21 John Cooney, 22 Joey Carbery, 23 Jordan Larmour

Marcatori Irlanda

Mete: Cian Healy (25′), John Cooney (80′)

Trasformazioni: Johnny Sexton (27′, 81′)

Punizioni: Johnny Sexton (11′, 55′)

Inghilterra: 15 Elliot Daly, 14 Jonny May, 13 Henry Slade, 12 Manu Tuilagi, 11 Jack Nowell, 10 Owen Farrell (c), 9 Ben Youngs, 8 Billy Vunipola, 7 Tom Curry, 6 Mark Wilson, 5 George Kruis, 4 Maro Itoje, 3 Kyle Sinckler, 2 Jamie George, 1 Mako Vunipola
A disposizione: 16 Luke Cowan-Dickie, 17 Ellis Genge, 18 Harry Williams, 19 Courtney Lawes, 20 Nathan Hughes, 21 Dan Robson, 22 George Ford, 23 Chris Ashton

Marcatori Inghilterra

Mete: Jonny May (2′), Elliot Daly (29′), Henry Slade (66′, 75′)

Trasformazioni: Owen Farrell (3′, 31′, 76′)

Punizioni: Farrell (41′, 71′)

di Damiano Vezzosi

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