Slow Motion #32: Qualcosa rimane fra le pagine chiare e le pagine scure

Nonostante la stagione fallimentare, in Tolone ci sono ancora sprazzi di bellezza, come nella meta di Filipo Nakosi

ph. Reuters

Slow Motion è la rubrica di OnRugby che ogni settimana racconta la meta più bella del weekend, nei minimi particolari, corredata dal video. Il fanatico ovale la segue così: prima se la guarda tutta, e poi torna indietro a leggere paragrafo per paragrafo, alternando il tasto play a quello pausa. Qui la scorsa puntata. Buon divertimento.

Tutti, giustamente, parlano di Romain Ntamack, il giovane prodigio figlio d’arte che dopo aver illuminato lo scorso mondiale under 20 con la Francia è oggi uno dei protagonisti della bella stagione di Tolosa. Di quella nazionale giovanile transalpina, però, Ntamack non era l’unico giocatore di ottimo talento, né tanto meno l’unico figlio d’arte.

Alain Carbonel è stato campione di Francia con il Tolone 32 anni fa, conquistando lo storico Bouclier de Brennus del 1987 in finale contro il Racing e riportando il titola a Tolone dopo cinquantacinque anni di astinenza. Come il padre, il figlio Louis è un mediano di apertura dal talento cristallino, malgrado le contenute dimensioni fisiche (non arriva al metro e ottanta).

Dopo aver esordito già nella scorsa stagione a soli 18 anni con la prima squadra dei rouge-et-noir, Carbonel ha accumulato quest’anno 11 presenze totali, di cui 6 da titolare. Non la stagione migliore per cercare di farsi strada nel rugby dei grandi: Tolone è incagliata in una fase di ricambio dopo un’epoca dorata ed ha disputato una stagione deludente tanto in coppa quanto in campionato.

Nell’ultimo turno di Champions Cup, Tolone e Newcastle Falcons giocano soltanto per la gloria: entrambe sono oramai eliminate dalla competizione. Al giovane Carbonel sono affidate dal primo minuto le redini della squadra, prima volta nella coppa regina, e alla mezz’ora il ragazzo ripaga la fiducia.

 

C’è una carica degli avanti con uno dei senatori del club francese, Mamuka Gorgodze, ma siamo ancora all’interno dei 22 difensivi. La palla viene trasmessa dal mediano di mischia ad un avanti, che a sua volta serve Carbonel seminascosto dietro di lui, prevedibilmente per giocare il pallone fuori.

La difesa dei Falcons però legge la situazione, per la verità preparata piuttosto pedissequamente, e sale veemente verso la linea dei trequarti di Tolone. In particolare il numero 6 Ryan Burrows, al quale, da buona terza linea, non par vero di poter mettere nel mirino il ragazzino con la 10.

Solo che Burrows non ha calcolato le qualità di Carbonel, che in un fazzoletto si inventa una veronica per uscire dal frontale, mandare al bar il terza linea, andare oltre la difesa e, assorbito il contatto, scarica sul puntualissimo Josua Tuisova, che converge sul proprio mediano di apertura.

Il campione olimpico divora il campo fino ai 10 metri della metà campo avversaria, fissa l’ultimo difensore di Newcastle e serve Filipo Nakosi al suo esterno. La volata dell’ala figiana è imprendibile: è la meta che regala il vantaggio a Tolone, che poi vincerà la partita di sole tre lunghezze.

Fra le pagine chiare (i successi di ieri) e le pagine scure (il presente deludente) Tolone ha ancora qualcosa da mostrare, e può costruire il suo futuro sulla classe di qualche giovane di belle speranze come il figlio di Alain Carbonel, che fece grande il club dopo anni di vacche magre, in un gioco di corsi e ricorsi ovali conditi da una spruzzata di fijianità.

Lorenzo Calamai

onrugby.it © riproduzione riservata
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