Slow Motion #28: il protagonismo dei mediani d’apertura

Il colpo di genio di Jack Carty contro il Leinster, miglior meta della settimana per OnRugby

jack carty

Jack Carty (ph. Reuters)

Slow Motion è la rubrica di OnRugby che ogni settimana racconta la meta più bella del weekend, nei minimi particolari, corredata dal video. Il fanatico ovale la segue così: prima se la guarda tutta, e poi torna indietro a leggere paragrafo per paragrafo, alternando il tasto play a quello pausa. Qui la scorsa puntata. Buon divertimento.

Non capita tutti gli anni che il Leinster subisca addirittura quattro mete in una partita casalinga, quindi all’Aviva Stadium o alla RDS Arena. Connacht ci è riuscito nel derby giocato sabato, segnando una meta più bella dell’altra, ma è una vera e propria rarità. Nelle ultime quattro stagioni e mezzo era successo solo altre due volte: nella finale di Pro14 contro gli Scarlets, vinta comunque 40-32, e nel marzo 2015 contro Glasgow per un pareggio sul 34-34.

Nonostante la prestazione di grande livello, al Connacht però non è andata meglio: dal 12-29 al 70esimo minuto, i padroni di casa sono riusciti a rimontare con tre mete in dieci minuti battendo la squadra di Galway 33-29, che sono valsi “solo” due punti di bonus in classifica ai ragazzi di Andy Friend. Per Slow Motion l’importante però è la bellezza in tutte le sue forme, e non il risultato nudo e crudo.

Il nostro cantore della settimana è Jack Carty, 26enne mediano d’apertura del Connacht autore di 14 punti e un assist a Dublino, conditi da 2 break e 3 difensori battuti. Carty ha orchestrato al meglio l’attacco dei suoi, ergendosi a grande protagonista di quasi tutte le mete segnate, ma soprattutto di una in particolare. La sua.

Connacht è dentro la metà campo del Leinster, Carty riceve palla da un avanti e allarga subito il pallone per il suo capitano, Jarrad Butler. Il flanker porta in palla in modalità Ardie Savea, ovvero pestando forte sulle gambe e trascinandosi dietro un paio di avversari, nonostante il fisico non prorompente a primo impatto. Quando i difensori del Leinster riescono finalmente a fermarlo, Butler ricicla verso Godwin, che batte un uomo e poi sposta l’ovale a sua volta verso un compagno di squadra. Già da questo frangente, l’azione si candiderebbe seriamente a entrare in questa rubrica, ma il meglio deve ancora venire.

Una carica degli avanti di Connacht fissa il gioco al centro, ma lo rallenta anche e permette alla difesa di Leinster di organizzarsi e prepararsi alla fase successiva, anche se forse più pigramente di quanto ci si possa aspettare. Blade va da Carty, che invece pigro non è e ha probabilmente già visualizzato i cinque secondi successivi. Il 10 prende palla e decide di scavalcare la linea un delicato calcetto, forse ingolosito dal fatto che c’erano due giocatori pesanti del Leinster ai lati del suo diretto avversario.

Il chip è perfetto, l’ovale cade dolcemente nelle sue mani e la difesa ormai non fa più in tempo a recuperare. Carty può scivolare in area di meta e prendersi i suoi momenti di gloria per un gesto tecnico di primo livello nel mondo del rugby, paragonabile ad un gol di rabona nel calcio (o qualcosa del genere) o ad una schiacciata molto spettacolare nel basket. Ha voluto essere il protagonista, e ci è riuscito: che è un po’ il sogno di ogni numero 10, in fondo.

Daniele Pansardi

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