Champions Cup: cosa è successo nelle partite giocate venerdì e sabato

Ripercorriamo le prime sette partite del secondo turno con la rubrica Parole e numeri. Tanti gli spunti di riflessione

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ph. Reuters

Le sette partite giocate tra venerdì sera e sabato pomeriggio hanno offerto tanti spunti di riflessione sulla Champions Cup 2018/2019, nonostante siamo solo alla seconda giornata. Alcuni segnali, però, sono inequivocabili: come le difficoltà di Exeter e Scarlets per esempio, le ambizioni del Munster e la crisi nera del Tolone. Riassumiamo tutto con la nostra rubrica Parole e numeri.

27 – L’età in cui sembra essere cominciata la nuova carriera di Manu Tuilagi. Dopo aver giocato 36 partite dall’inizio del 2014/2015 alla fine della scorsa stagione per i tanti infortuni, il centro di origini samoane sta trovando finalmente continuità con il Leicester e la partita dominante contro gli Scarlets ne è stata la dimostrazione: 88 metri corsi palla in mano, 3 clean break, 8 difensori battuti, una meta e tanti segnali inviati ad Eddie Jones per i Test Match di novembre. Le motivazioni non dovrebbero mancargli di certo.

Rosso – Oggi parliamo nuovamente di Danny Cipriani, ma non per le magie compiute dal mediano d’apertura del Gloucester con il pallone in mano. L’inglese è stato protagonista del match contro Munster per un cartellino rosso rimediato al minuto 29 a causa di un placcaggio di spalla al volto di Rory Scannell, quando il punteggio era ancora di 5-3. In 14 vs 15, a Thomond Park non c’è stato scampo per i cherry&white, battuti piuttosto agevolmente da Munster 36-22. Nota a margine: l’atteggiamento di Cipriani in occasione dell’ineccepibile espulsione è stato lodevole, perché  è parso subito consapevole del cartellino in arrivo e si è scusato uscendo dal campo con Scannell.

Maledizione – Il rapporto tra Exeter e la Champions Cup continua a non decollare. Dopo l’eliminazione ai gironi di un anno fa, i Chiefs si ritrovano con un pareggio, una sconfitta e appena 3 punti in classifica a causa del pareggio casalingo contro Munster e il rocambolesco ko in Francia contro Castres. La squadra di Rob Baxter è riuscita a dilapidare un vantaggio di 14 punti e a non vincere nonostante il cartellino rosso rifilato a Vaipulu al 37′ del primo tempo. Troppi i calci di punizione concessi (15), che hanno permesso a Castres di restare a galla.

Dubbio – Per far capire la portata della prestazione di Mata nella gara contro Tolone, l’head coach di Edimburgo Cockerill, tra il serio ed il faceto, ha detto che probabilmente non saprebbe scegliere tra il figiano e la propria moglie, e non solo sulla distinta di gara. Una battuta estremamente esplicativa di quanto fatto da Mata negli 80 minuti di Murrayfield.

1 – I punti in classifica di Scarlets e Tolone dopo due partite. La situazione è decisamente più drammatica per il club francese, sia per il contesto creatosi attorno alla squadra sia per il rendimento altrettanto insufficiente in campionato, ma anche i gallesi potrebbero aver dovuto dire addio alle speranze di qualificazione con la sconfitta senza bonus in casa del Leicester. E gli infortuni (11 indisponibili in lista per venerdì sera) stanno giocando un ruolo preminente nelle difficoltà europee degli uomini di Wayne Pivac. Che perlomeno non si ritrova nel caos toccato invece a Patrice Collazo, l’allenatore meno invidiato d’Europa.

70 – I punti segnati da Wasps e Bath nel pirotecnico pareggio maturato a Coventry, che non accontenta di fatto nessuna delle due squadre anche se porta in dote tre punti ciascuno. Se con i Wasps di fatto non esistono partite noiose, come ha sottolineato lo stesso Dai Young in conferenza stampa, i biancoblu hanno confermato i tanti alti e bassi che stanno caratterizzando la gestione Blackadder. Non poteva che uscirne una partita breathless, come l’ha definita il cronista del Telegraph.

9 – Seppur in maniera diversa, Racing 92 e Saracens hanno già impostato il proprio percorso che porterà entrambi ai quarti di finali senza particolari rischi, con 9 punti in due partite I biancocelesti, dopo essere andati sotto 3-12 nel primo tempo, non hanno fatto più segnare i nordirlandesi e hanno chiuso a quota 44 con cinque mete; i monolitici Saracens non hanno lasciato scampo invece al Lione, annichilito con quattro mete per un netto 29-10.

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