Da Tolosa a Bordeaux passando per La Rochelle: il dominio della Francia in Champions Cup

E Oltralpe si chiedono: "Un club non francese può ancora vincere la Coppa?"

Da Tolosa a Bordeaux passando per La Rochelle: il dominio della Francia in Champions Cup (Foto - Paolo Balest)

Per spostarsi in macchina da Tolosa a Bordeaux, stando a Google Maps, ci vogliono circa un due ore e mezza. Il percorso si allunga decisamente, e diventa abbastanza controintuitivo, se in mezzo aggiungiamo una deviazione verso La Rochelle. E sarebbe ancor più cervellotico se da Tolosa andassimo a La Rochelle, per poi tornare nella città occitana e da lì dirigerci verso Bordeaux.

Eppure è proprio questo il percorso che ha compiuto la Champions Cup negli ultimi sei anni. Conquistata dal Tolosa nell’edizione 2021/22, è poi stata per due anni a La Rochelle prima di ritornare a Tolosa e infine decidere di accasarsi a Bordeaux, chissà per quanto tempo.

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Proprio il weekend appena trascorso ha stabilito che per un altro anno il titolo di campione d’Europa resta in Francia, per l’appunto a Bordeaux. Una decisione presa in maniera netta, quasi senza lasciare neanche la minima speranza all’altra contendente, Leinster e il territorio di Dublino.

Da Tolosa a Bordeaux passando per La Rochelle: il dominio della Francia in Champions Cup

Con quest’ultimo successo la permanenza della Champions Cup in Francia si allunga a sei anni. Un lasso di tempo davvero impressionante, soprattutto se guardiamo i precedenti. Mai il titolo di campione d’Europa era rimasto tra i club di uno stesso paese per più di tre anni: era successo nell’intervallo 2000-02 (in Inghilterra tra Northampton Saint e Leicester Tigers) e in quello 2013-15 (in Francia fissa a Tolone).

Un matrimonio tanto lungo quello dei club francesi con il titolo di campione d’Europa che ormai Oltralpe, sulla loro testata RugbyRama, ci si chiede: “Una squadra non francese può ancora vincere la Champions Cup?”

Al di là di un po’ di autoesaltazione, la domanda non è totalmente peregrina. Soprattutto se andiamo a vedere il modo in cui il Bordeaux ha ottenuto quest’ultimo successo: se le scorse finali di Champions Cup sono state alquanto tese, stavolta la vittoria non è stata praticamente mai in discussione. Proprio quella partita che dovrebbe essere la più combattuta, all’intervallo era nei fatti già decisa.

Ovviamente c’è un artefice di un simile dominio, e lo ha individuato lo stesso Leo Cullen, head coach del Leinster: il campionato di Top 14 (e, aggiungiamo noi, anche le serie inferiori).

“È una competizione che seguo personalmente molto da vicino – ha dichiarato in conferenza stampa – con 14 squadre competitive che giocano davanti a un pubblico da tutto esaurito ogni settimana, ed è qualcosa su cui dobbiamo riflettere, fare il punto della situazione e dirci : Ok, come possiamo andare avanti come gruppo?” E quale obiettivo vogliamo raggiungere?”.

“In termini di competizione – ha proseguito coach Cullen parlando delle squadre francesi – è soprattutto la velocità del loro gioco a essere impressionante. Ricordate quando il Tolosa segnò più di 60 punti contro La Rochelle all’inizio della stagione? Ricordo che dopo quella partita La Rochelle parlava di quanto fosse veloce il gioco del Tolosa in quel momento. Il Tolosa è in testa al Top 14 ed è una squadra contro cui abbiamo disputato molte battaglie memorabili”.

“Abbiamo riflettuto molto sul ritmo di questa partita e possiamo notare come gioca anche il Bordeaux, con attacchi rapidi. È una mentalità che dobbiamo adottare anche nel nostro campionato”.

In ogni caso, “Dobbiamo semplicemente continuare a investire nei nostri giovani giocatori, dando loro opportunità e aiutandoli a crescere. Non è un processo facile, ma è così che funziona il nostro campionato. Persevereremo, ancora e ancora. Dobbiamo solo continuare a bussare alla porta e sono convinto che un giorno riusciremo a sfondarla”, ha concluso coach Cullen.


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