Test Match: stavolta la Francia dura un tempo, dilagano gli All Blacks nel finale

Primo tempo di azione e reazione fra le due squadre, poi i neozelandesi scalano le marce e non c’è più nulla da fare

ph. Reuters

La prospettiva di spiagge assolate e dorate è già nella testa dei giocatori francesi, ma prima c’è da difendere l’onore sul campo di Dunedin contro degli All Blacks sperimentali, ma proprio per questo più affamati nel dimostrare di valere la maglia che indossano.

Come ormai tradizione nel corso della serie, i primi minuti sono di marca francese. Al quinto i Bleus sono dentro i cinque minuti avversari, ma un placcaggio eroico di Aaron Smith ribalta Lamerat fuori dall’area di meta e, dopo un brutto passaggio, l’occasione sfuma.

Poco dopo Teddy Thomas calcia a scavalcare per sé stesso nei ventidue avversari, ma il rimbalzo non lo premia.

All’undicesimo minuto, dopo tanto bussare, arriva la meta francese. E’ Baptiste Serin, entrato temporaneamente per Morgan Parra, a violare la linea bianca degli All Blacks dopo una bella sequenza iniziata da un elegante finto incrocio di Fofana che mette la squadra sul piede avanzante. Belleau aggiunge due punti: 7 a 0.

Francia che concede immediatamente diritto di replica all’avversario, concedendo un calcio di punizione che McKenzie mette in touche dentro i ventidue avversari. La rimessa è pasticciata ma vinta, e quando il pallone va fuori bastano tre fasi per fare la differenza, con Ben Smith che va in metà con troppa facilità. Difesa della Francia troppo stretta, McKenzie serve il suo estremo con un ottimo passaggio largo e aggiunge dopo la meta i due punti del pareggio.

Al sedicesimo gli All Blacks perdono Ardie Savea, al suo posto Matt Todd. Intanto Morgan Parra si accomoda in panchina con il giaccone, segno che non rientrerà più: grave perdita per i Bleus.

Al ventiduesimo i neozelandesi passano in vantaggio proprio con Todd. Penaltouche a cinque metri battuta rapida sul primo blocco senza neanche saltare e maul che prende immediatamente un abbrivio irrimediabile. Schiaccia il terza linea, converte ancora McKenzie e il punteggio va sul 14 a 7.

La Francia ha quindi la forza di riportarsi nei ventidue metri avversari grazie a una bella combinazione fra Fofana, Lamerat e Fickou sull’out di sinistra. Ripetute cariche si infrangono sulla difesa neozelandese fino a che la settima fase non premia un grandissimo angolo di corsa di Wesley Fofana, servito all’altezza da Bellau. Alla mezz’ora è 14 pari.

Partita che non lascia spazio a pause: Ben Smith si esibisce in un recupero del restart impeccabile e la Nuova Zelanda si riporta in avanti. Fermati solamente da un grande placcaggio di Lamerat su Sonny Bill Williams, i tuttineri ripartono da una meta ben dentro i ventidue metri avversari, piattaforma dalla quale sono spesso implacabili.

Basta un passaggio: Smith a McKenzie e il numero 10 segna sotto i pali. Lacey ferma la trasformazione per andare dal TMO, che evidenzia la netta interferenza dello stesso arbitro nella linea di corsa di Serin, che avrebbe dovuto difendere sull’apertura neozelandese. Il regolamento però non prevede nessun provvedimento in tal caso e la meta viene assegnata comunque: 21 a 14.

Al trentasettesimo la Francia guadagna una mischia a cinque metri grazie ad un insidioso calcetto di Fickou che costringe Ben Smith a portare il pallone nella sua area di meta. Grande lavoro di Cody Taylor che in seconda fase mette le mani sul pallone francese in ruck e si guadagna un calcio di punizione fondamentale.

Continua a balbettare la rimessa laterale neozelandese, che perde il pallone a metà campo e offre un’ultima opportunità ai francesi. Fall esplora con un grubber lungo la profondità del campo, Fickou brucia nettamente Naholo, ma McKenzie copre alla grande e salva tutto. Si va al riposo sul 21 a 14.

Primo tempo divertente, con una Francia propositiva e in cerca di spazi, che in attacco punta molto sulla continuità. In difesa però i Bleus concedono troppo alla Nuova Zelanda, che, sorniona, segna ad ogni occasione disponibile.

Secondo tempo che inizia con il marchio neozelandese. McKenzie segna la seconda meta di giornata dopo sei minuti, infilandosi in una voragine della difesa fra Priso e Atonio, ipnotizzati da un semplice finto penetrante. Nulla può Fickou, ultimo baluardo, contro la bruciante accelerazione del 10 in maglia nera, che provvede a mettere anche i due punti aggiuntivi.

Al cinquantaduesimo azione classica e spettacolare degli All Blacks: da sinistra a destra Sonny Bill Williams serve McKenzie all’altezza dietro la schiena di Goodhue. L’apertura accetta di assorbire il contatto, ma apre la porta per Ioane al suo interno e alla ventunenne ala neozelandese non rimane che involarsi, implacabile, verso la linea. McKenie converte ancora la marcatura per il 35 a 14.

Ioane raddoppia appena sei minuti più tardi su un pallone strappato da Scott Barrett a Galletier. Semplice pallone giocato fuori con la difesa sbilanciata sul pallone di recupero e Ioane che va a segnare nuovamente.

La partita è ormai finita: la Francia combatte ma gli All Blacks dominano e sembrano poter infliggere un passivo sempre più pesante agli avversari. Le energie dei Bleus se ne vanno progressivamente ed è l’esordiente Shannon Frizell ad andare oltre la linea al minuto 62. Francia che si salva grazie all’intervento del TMO, che si accorge che Frizell non schiaccia mai, tenuto alto da Galletier.

La settima meta degli All Blacks arriva comunque solo due minuti dopo: è tripletta di Rieko Ioane. L’ala segna su un azzardo difensivo di Remi Lamerat, che rovescia sul giocatore al suo interno, movimento perfettamente letto da McKenzie. L’apertura è ancora precisa dalla piazzola e il risultato si fa pesante: 49 a 14.

Nei minuti conclusivi la Francia gioca per riuscire a segnare una terza meta, ma le energie sono da tempo in riserva e regna sovrana l’imprecisione e la stanchezza. Il punteggio finale rimane lo stesso, e per la tredicesima volta consecutiva la Francia non riesce a segnare almeno venti punti contro gli All Blacks, come accaduto per l’ultima volta ormai nove anni fa.

Damian McKenzie chiude la sua ottima prova da apertura con 24 punti sul tabellino e una prestazione a tutto tondo. Fra i francesi bella prova di Wesley Fofana, che dimostra che la sua classe può far bene alla squadra di Brunel.

Gli All Blacks portano abbastanza facilmente a casa la serie per 3 a 0, e possono tornare a dedicarsi al Super Rugby e a preparare il Rugby Championship. La Francia torna a casa con tanti punti sulle spalle, ma con la consapevolezza di essere una squadra che sta trovando una quadratura, una squadra aggressiva e fisica che in un momento della stagione diverso può dare filo da torcere a tante squadre del pianeta ovale.

 

Nuova Zelanda: 15 Ben Smith, 14 Waisake Naholo, 13 Jack Goodhue, 12 Sonny Bill Williams, 11 Rieko Ioane, 10 Damian McKenzie, 9 Aaron Smith, 8 Luke Whitelock, 7 Ardie Savea, 6 Shannon Frizell, 5 Scott Barrett, 4 Samuel Whitelock (c), 3 Owen Franks, 2 Codie Taylor, 1 Joe Moody
A disposizione: 16 Liam Coltman, 17 Karl Tu’inukuafe, 18 Ofa Tuungafasi, 19 Jackson Hemopo, 20 Matt Todd, 21 TJ Perenara, 22 Richie Mo’unga, 23 Jordie Barrett

Marcatori Nuova Zelanda
Mete: Smith (14), Todd (22), McKenzie (32, 46), Ioane (52, 56, 64)
Trasformazioni: McKenzie (14, 22, 32, 46, 52, 56, 64)
Punizioni: 

Francia: 15 Benjamin Fall, 14 Teddy Thomas, 13 Remi Lamerat, 12 Wesley Fofana, 11 Gael Fickou, 10 Anthony Belleau, 9 Morgan Parra (c), 8 Kevin Gourdon, 7 Kelian Galletier, 6 Mathieu Babillot, 5 Yoann Maestri, 4 Bernard Le Roux, 3 Uini Atonio, 2 Camille Chat, 1 Dany Priso
A disposizione: 16 Adrien Pelissie, 17 Cyril Baille, 18 Cedate Gomes Sa, 19 Felix Lambey, 20 Alexandre Lapandry, 21 Baptiste Serin, 22 Jules Plisson, 23 Maxime Medard

Marcatori Francia
Mete: Serin (11), Fofana (30)
Trasformazioni: Belleau (11, 30)
Punizioni: 

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