Allister Coetzee e la Federazione sudafricana sono ai ferri corti

In una lettera indirizzata al CEO Jurie Roux, l’head coach ha reso nota l’intenzione della SARU di declassarlo

coetzee

ph. Sebastiano Pessina

Il TimesLIVE, uno dei siti informativi più visitati in Sudafrica, è entrato in possesso di una lettera firmata da Allister Coetzee rivolta all’amministratore delegato della Federazione sudafricana, Jurie Roux, in cui l’attuale head coach degli Springboks attacca pesantemente i dirigenti della South African Rugby Union.

Coetzee, allenatore della Nazionale dal 2016, ha accusato la Federazione di aver diffuso informazioni ai media riguardo al suo possibile esonero e alla conseguente nomina di Rassie Erasmus come capo allenatore, visto il ritorno di quest’ultimo in Sudafrica proprio per lavorare come Director of Rugby.

Nella lettera, inviata a Roux attraverso i legali di Coetzee, l’allenatore rende conto dell’incontro avvenuto con l’ad lo scorso 18 gennaio, in cui gli è stato riferito che il suo contratto sarebbe risolto a breve. Le motivazioni della SARU risiedono soprattutto nel record negativo di 11 vittorie su 25 partite fatto segnare dalla gestione Coetzee, deficitaria dal punto di vista sia della costruzione di un’identità di squadra sia dei risultati. Secondo l’head coach, tuttavia, lo staff tecnico non avrebbe alcuna responsabilità sulle prestazioni negative del Sudafrica, che invece dovrebbero essere imputate alla mancanza di programmazione e raduni, ai 257 giocatori tesserati all’estero e a molti altri aspetti.

Il messaggio di Coetzee, inoltre, riporta alcuni dettagli del suo incontro avuto con Roux quasi dieci giorni fa. “Avremmo dovuto riesaminare le prestazioni, come previsto dal mio contratto di lavoro, ma invece la riunione è stata invece sfruttata per informarmi della decisione della SARU di rescindere il mio contratto con effetto immediato”- scrive il TimesLIVE, riportando la lettera. Rivolgendosi direttamente a Roux, Coetzee scrive: “Mi hai anche informato del fatto che la decisione sarebbe stata presa indipendentemente dai risultati della revisione delle prestazioni. E che, se io volessi rimanere un impiegato della Federazione, avrei dovuto accettare un ruolo da «ceremonial coach», poiché Erasmus è stato assunto per rimpiazzarmi e sta già assolvendo ai suoi doveri da allenatore degli Springboks”.

“Trovo anche profondamente riprovevole che, nonostante il fatto la mia massima buona fede nei confronti della SARU, quest’ultima non ha restituito il favore, cosa che dovrebbe essere obbligata a fare in ogni evento. La decisione di ridurmi a «ceremonial coach» […] non è solo una pratica lavorativa scorretta, ma vìola la mia dignità”.

“Non permetterò ad alcuni elementi della Federazione di distruggermi completamente e di rendermi un disoccupato, come già accaduto con Peter De Villiers. Non sono interessato ai soldi, lotterò per proteggere la mia reputazione duramente guadagnata, che all’interno della SARU si sta cercando di sporcare deliberatamente”.

La Federazione ha confermato al TimesLIVE l’autenticità della lettera, ma non ha rilasciato alcun commento in proposito. “La Federazione non commenta pubblicamente degli affari tra datore di lavoro e dipendenti, è una questione di principio” – ha dichiarato un portavoce federale alla testata.

 

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