Test Match: in Germania è sciopero della nazionale

Tecnico e giocatori titolari hanno scelto di non prendere parte alla partita con il Cile, che si è comunque disputata

germania rugby

ph. World Rugby

Un risultato inaspettato: il Cile, la ventottesima forza nel ranking mondiale, ha battuto con un sonoro 32 a 10 la Germania a Offenbach. La Germania si presentava però con una squadra particolare, formata da giocatori di rugby a sette e giovani di belle speranze. Questo per la decisione dei giocatori della nazionale maggiore di entrare in sciopero, in accordo con il proprio head coach, durante la settimana.

“Siamo tutti fieri di rappresentare la Germania, ma sotto le attuali condizioni sentiamo il bisogno di far sentire la nostra voce” ha dichiarato martedì in un comunicato Sean Armstrong, capitano della nazionale tedesca “Come gruppo, abbiamo deciso di renderci indisponibili per la partita di Sabato. Chiediamo che la federazione inizi a prendere sul serio la nostra situazione e si assicuri che il rugby a XV abbiau n futuro in questo paese. Per raggiungere questo obiettivo, sono necessari cambiamenti fondamentali all’interno della federazione.

Le forti parole di Armstrong si inseriscono nel complesso rapporto fra la federazione nazionale tedesca (DRV, Deutscher Rugby-Verband) e Hans-Peter Wild, miliardario proprietario, a livello sportivo, dell’Heidelberger RK che gioca il Continental Shield contro le nostre squadre di Eccellenza e dello Stade Français di Sergio Parisse. Wild è una figura cruciale per il rugby in Germania, fondamentalmente un mecenate ovale che con il proprio contributo economico risulta decisivo nella rampante ascesa del paese nell’universo rugbystico.

 

Recentemente, la DRV e Wild sono entrati in conflitto e quest’ultimo ha deciso di sospendere i finanziamenti alla federazione, mettendo a rischio il programma semestrale precedentemente concordato dai due attori. I giocatori, evidentemente, hanno scelto di schierarsi dalla parte di Hans-Peter Wild.

Secondo quanto riportato dal Telegraph, Wild avrebbe finanziato la federazione tedesca per più di 30 milioni di euro nel corso degli ultimi dieci anni. Fra le altre cose, il magnate ha investito in un programma professionistico per il rugby tedesco, con la creazione della Wild Rugby Academy e la possibilità per i giocatori della nazionale di dedicarsi alla palla ovale.

Il quotidiano inglese ha raccolto anche l’opinione dell’head coach della nazionale tedesca Kobus Potgieter: “[l’intervento di Wild] ha completamente cambiato il panorama. Ci ha portato miglia più avanti di quanto fossimo in precedenza. Quando abbiamo incominciato con il programma, ottenevamo i nostri giocatori il giovedì, provavamo a metterli insieme in una sessione di allenamento e il sabato giocavamo. Se smettiamo di allenarci a tempo pieno, andremo sicuramente indietro e ci andremo velocemente.”

 

A quanto pare, la situazione potrebbe essere risolta se Wild venisse nuovamente coinvolto negli affari federali, ma per il momento la DRV non mostra segni di cedimento. La federazione ha criticato duramente la decisione dei propri internazionali, la maggioranza dei quali milita nell’Heidelberger di proprietà di Hans-Peter Wild. La Germania è un potenziale colosso ovale: si è parlato dell’ingresso di una squadra tedesca nel Pro14 e di un futuro maggiore coinvolgimento nei tornei europei. La strada è lunga, ma il mondo del rugby è ovviamente attratto da un mercato potenzialmente enorme come quello rappresentato dal pubblico tedesco. 

Intanto, dopo un novembre internazionale che ha visto la squadra nazionale battere il Brasile e arrendersi agli Stati Uniti, nella partita persa con il Cile la squadra è stata affidata di fretta e furia a Vuyo Zangqa, il coach sudafricano della nazionale Sevens. Il tallonatore Marcel Becker era l’unico giocatore rimasto in squadra rispetto alla convocazione per affrontare i test di novembre, e solo otto giocatori a disposizione di Zangqa avevano esperienza internazionale.

Con pochi giorni a disposizione e senza l’élite ovale del paese a disposizione, la Germania ha dovuto cedere quindi per quattro mete a una alla nazionale cilena, che ha festeggiato così la seconda vittoria di un ambizioso tour autunnale che li ha visti visitare il Kenya, dove hanno strappato una preziosa vittoria, Hong Kong e la Russia, uscendone invece sconfitti.

 

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