Test Match: Scozia, un successo sui Wallabies per essere “davvero” grande

Dunbar non recupera, al suo posto Horne al centro. Ultimo match di Stephen Moore prima dell’addio

ph. REUTERS/David Gray

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EDIMBURGO – La Scozia si trova ad ottanta minuti dalla fine del suo autunno internazionale che, finora, è stato piuttosto positivo e ha tutte le carte in regola per poter battere i Wallabies oggi pomeriggio (BT Murrayfield, kick off 2.30pm – le 15:30 in Italia, stadio esaurito) e proiettarsi, finalmente, verso l’Olimpo del rugby internazionale.

Gregor Townsend e i suoi ragazzi, infatti, hanno – seppur a fatica – battuto Samoa e sfiorato il successo contro gli All Blacks settimana scorsa e adesso hanno la prima occasione di battere una delle (poche) squadre che occupano posizioni migliori nel ranking di World Rugby. Assieme a Galles-Nuova Zelanda e, per certi aspetti, ancora di più, quella della Highland Cathedral è IL Test Match di giornata.

 

Per cercare un risultato che, comunque, andrebbe di diritto nella storia del rugby scozzese, i ragazzi di coach Townsend dovranno dimostrare di aver appreso dagli errori commessi in difesa (contro Samoa) e in fase offensiva (contro gli All Blacks), migliorando anche la già buona disciplina e sfruttando tutte le occasioni che si creeranno.

 

L’Australia è comunque una squadra completa e che, in potenza, può battere chiunque e la gara di oggi è davvero di difficile lettura. C’è l’addio di Stephen Moore, che ha scelto la Highland Cathedral come scenario della sua ultima gara da giocatore, c’è la voglia di rivincita dopo una pesante – anche se il tabellino si è ingrossato solo nel finale – e sempre scottante sconfitta rimediata a Twickenham contro l’Inghilterra e la voglia di chiudere in crescendo un tour autunnale finora dimostratosi piuttosto agrodolce che possono fungere da stimolo ulteriore per Hooper e compagni.

 

La Scozia, invece, deve completare, adesso, il processo di trasformazione in una “grande ” del rugby mondiale  e, per fare questo, deve cominciare a mettere in campo prestazioni convincenti con continuità e, soprattutto, vincere le partite in casa. I Dark Blues non possono ancora essere considerati una delle favorite per il prossimo Sei Nazioni e nemmeno, al momento, una delle migliori squadre europee ma la strada intrapresa qualche anno fa è quello giusta.

 

Townsend cambia cinque elementi rispetto al XV che sabato ha spaventato gli All Blacks, inserendo dal primo minuto Simon Berghan in prima linea, Grant Gilchrist (preferito all’ “australiano” Ben Toolis) in seconda e Ryan Wilson che torna, dopo aver recuperato dall’infortunio alla spalla, al centro della terza. Ma sono i due volti nuovi nei trequarti ad attirare le attenzioni, perchè il rientro di un giocatore di classe come Sean Maitland – all’ala al posto di Lee Jones – e l’assenza di Dunbar – notizia di ieri, il centro dei Warriors non ha completato il percorso di rientro in campo per casi di concussion, sostituito da Peter Horne con Burleigh in panchina – potrebbero spostare gli equilibri che si sono creati nelle prime due sfide. L’approccio alla gara di tutto il gruppo deciderà se in positivo o in negativo, ma nonostante i moltissimi infortuni è confortante vedere che Toony può comunque schierare una squadra competitiva che finalmente ha anche nella profondità della rosa uno dei suoi punti di forza.

Il lavoro di programmazione della Scottish Rugby ha portato il rugby scozzese davvero ad un passo dall’Olimpo, adesso i ragazzi di coach Townsend non devono avere paura di varcare la soglia.

 

Scotland: 15 Stuart Hogg, 14 Tommy Seymour, 13 Huw Jones, 12 Peter Horne, 11 Sean Maitland; 10 Finn Russell, 9 Ali Price, 1 Darryl Marfo, 2 Stuart McInally, 3 Simon Berghan, 4 Grant Gilchrist, 5 Jonny Gray, 6 John Barclay (C), 7 Hamish Watson, 8 Ryan Wilson
A disposizione: 16 Fraser Brown, 17 Jamie Bhatti, 18 Zander Fagerson, 19 Ben Toolis, 20 Cornell du Preez, 21 Henry Pyrgos, 22 Phil Burleigh, 23 Byron McGuigan

Australia: 15 Kurtley Beale, 14 Marika Koroibete, 13 Tevita Kuridrani, 12 Samu Kerevi, 11 Reece Hodge, 10 Bernard Foley, 9 Will Genia, 1 Scott Sio, 2 Stephen Moore, 3 Sekope Kepu, 4 Rob Simmons, 5 Blake Enever, 6 Ben McCalman, 7 Michael Hooper (C), 8 Sean McMahon
A disposizione: 16 Tatafu Polota-Nau, 17 Tetera Faulkner, 18 Taniela Tupou, 19 Lukhan Tui, 20 Lopeti Timani, 21 Nick Phipps, 22 Karmichael Hunt, 23 Henry Speight

 

di Matteo Mangiarotti

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