Rugby World Cup 2023: a Londra rush finale delle candidature

L’Irlanda è data per favorita, il Sudafrica rappresenta l’Emisfero Sud, la Francia punta su budget e alleanza italiana

Rugby World Cup 2023

ph. Reuters

DUBLINO  – La corsa per ottenere l’organizzazione della Rugby World Cup 2023 è entrata in dirittura d’arrivo, e i tre contendenti rimasti in gara sembrano pronti a tutto pur di aggiudicarsi l’organizzazione del torneo.
Lunedì a Londra, durante l’ultima e probabilmente decisiva presentazione da parte delle tre nazioni rimaste in lizza, la Francia ha messo a segno quello che Irlanda e Sud Africa non hanno esitato a definire un colpo basso. Durante la presentazione a un certo punto c’è stato un messaggio dei figli di Jonah Lomu, Brayley e Dhyreille. Il motivo ufficiale della loro presenza a Londra era che il padre ha giocato alcune partite nel sud della Francia a fine carriera. Ovviamente gli altri candidati hanno letto la cosa in modo diverso: in Irlanda, ad esempio, si è insinuato senza mezzi termini che il comitato francese abbia approfittato del fatto che le costose cure a cui è stato sottoposta l’ala neozelandese nell’ultima parte della sua vita abbiano lasciato la famiglia in una situazione economica non tranquillissima.
In ogni caso, l’importanza che il torneo ha ormai raggiunto a livello mondiale è dimostrata dal vigore con il quale i tre comitati stanno cercando di conquistare il voto dei giurati.

 

 

Francia: tra alleanze italiane e nodo Olimpiadi

Tutte le candidature hanno punti deboli e altri forti, emersi a Londra ed evidenziati dalle domande. La candidatura della Francia è finanziariamente molto robusta, come hanno sottolineato i presenti, a cominciare dall’uomo immagine Sébastien Chabal. Il punto debole dei transalpini è invece la vicinanza con le Olimpiadi del 2024. A Tokyo si svolgeranno i Mondiali di rugby 2019 e le Olimpiadi del 2020, e c’è già la netta sensazione che la vicinanza dei due eventi diminuisca la vendita dei biglietti del rugby a favore degli eventi olimpici. Il ministro francese dello Sport Laura Flessel ha cercato di trasformare questo vincolo in un’opportunità: “Avere due eventi tanto importanti vicini permetterebbe alle due organizzazioni di lavorare in sinergia”.

Nei giorni scorsi la Federazione francese ha incontrato i vertici di quella italiana e il presidente della candidatura transalpina Claude Atcher ha detto che “in caso di Mondiale francese, l’Italia potrebbe trovare nuovi sponsor importanti, come era accaduto nell’edizione transalpina del 2007: allora arrivarono Cariparma, Renault, Edison”. Inoltre gli azzurri giocherebbero la prima parte della manifestazione a Nizza o Marsiglia, cioè vicino al confine (virgolettato e informazioni da Repubblica.it, che parla di un nuovo possibile asse ovale italo-francese che prevederebbe anche collaborazioni tecniche a livello giovanile e un Test Match da giocare ogni anno a fine agosto ).

 

 

Sudafrica: candidatura con incognite

La candidatura del Sudafrica potrebbe essere a rischio per la delicata situazione economica generale del Paese, ma anche per la sua stabilità politica. In questo caso sono stati il vicepresidente del comitato organizzatore Cyril Ramaphosa e il capitano della vittoria del 1995 Francois Pienaar, a rassicurare gli organizzatori ricordando che, dopo aver scelto l’Emisfero Nord nel 2015 e una “Nuova Nazione” come il Giappone per il 2019, sarebbe ora di riportare i Mondiali nell’Emisfero Sud.

 

 

Irlanda: con un alleato e il dubbio Brexit

L’Irlanda (al momento la favorita dei bookmakers e l’unica ad aver portato alla presentazione il proprio Presidente del Consiglio Leo Varadkar) può suscitare qualche dubbio sia per l’incertezza sul come si concluderà la trattativa sulla Brexit (tornerà il confine?) che per alcune infrastrutture. Come i francesi sono venuti in Italia, l’ambasciatore Brian O’Driscoll e gli altri del comitato hanno incassato il sostegno ufficiale del primo ministro britannico Theresa May. Londra sarebbe oltretutto chiamata a far parte dell’organizzazione per le partite in Irlanda del Nord.

 
Le presentazioni adesso sono finite, i comitati sono tornati nei rispettivi paesi e ci si prepara alle ultimissime tappe: il 31 ottobre un comitato indipendente presenterà le proprie considerazioni ai giurati. Infine il 15 novembre la votazione finale.

 

di Damiano Vezzosi

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