WRWC 2017: Italia, la grinta non basta. Gli Stati Uniti vincono 24-12 col bonus

Le Eagles fanno valere la superiorità fisica e atletica, gran cuore delle Azzurre ma troppa imprecisione

World Rugby - INPHO/Brian Keane

World Rugby – INPHO/Brian Keane

DUBLINO – Dopo il nettissimo successo raccolto dall’Inghilterra campione in carica contro la Spagna nella gara che ha aperto non solo la Pool B, ma anche la Women’s Rugby World Cup, c’è grande attesa per vedere all’opera le Azzurre che tornano a respirare l’aria della WRWC dopo quindici anni.

 

L’inizio del match, però, è da dimenticare. Gli Stati Uniti passano alla prima occasione con l’ala Kris Thomas che manda a vuoto tre Azzurre prima di andare a schiacciare l’ovale oltre la linea di meta italiana. Rozier è perfetta dalla piazzola (7-0) e la gara dell’Italia è subito in salita.

Al 7′ è provvidenziale un intercetto di Sillari che interrompe un’azione multifase potenzialmente letale e poco dopo l’ala delle Harlequins Ladies riesce ancora a creare problemi alle offensive statunitensi, sempre capaci di far male. La riscossa azzurra passa da un paio di break sull’asse Furlan-Sillari (già in corsa per il premio di migliore in campo) ma gli USA vanno ancora in meta (12-0) al 20′ con l’apertura, Rozier, che trova un altro varco nella difesa azzurra sfiancata dalla costante pressione avversaria.

Nel secondo quarto di gara, però, le Azzurre – che, va detto subito, non hanno mai mollato – riescono finalmente a risalire il campo, scrollarsi di dosso le avversarie (che finora anche in fase difensiva hanno fatto molto bene) e trovare la prima meta del match con Lucia Cammarano che chiude al meglio una maul nata da touche nei 22m statunitensi. Schiavon è perfetta dalla piazzola e l’Italia torna prepotentemente (e meritatamente) in partita (12-7).

 

La gara si ferma un minuto dopo, quando Cammarano resta a terra dopo uno scontro di gioco per un colpo alla testa. La tallonatrice lascia il campo in barella, ufficialmente per un HIA ma sembra subito piuttosto difficile che possa tornare in campo. Al suo posto entra Lucia Gai, con Bettoni che rientra in campo e si sposta al centro della prima linea.

Alla ripresa del gioco, la gara resta in equilibrio, nonostante si giochi più spesso nella metà campo azzurra; gli USA non riescono più ad imporre il loro ritmo come nel primo quarto e l’Italia, dal canto suo, riesce a gestire meglio l’ovale. Le Azzurre hanno l’ultimo possesso della prima frazione ma sprecano una buona piattaforma offensiva per un altro degli (un po’ troppi) errori di handling che hanno reso la loro vita piuttosto difficile oggi – anche le americane hanno sprecato qualche buona occasione per errori forzati dal cercare “la giocata” a tutti i costi. I primi quaranta si chiudono sul 12-7 Stati Uniti.

 

 

Nella ripresa l’Italia inserisce Arrighetti al posto di Locatelli e il pack azzurro continua a fare la voce grossa soprattutto in mischia ordinata. Il più grande problema delle Azzurre, però, sembra essere quello del territorio, perché nonostante la buona percentuale di possesso, si continua a giocare per larghi tratti a ridosso dei 22m italiani.

Al 49′ il direttore di gara, la spagnola Nievas, grazia Bridges che va a placcare in ritardo Schiavon che aveva già liberato al piede, ma tre minuti dopo le statunitensi trovano la terza meta. È ancora Thomas ad andare oltre la linea ma va sottolineato il break di Kelter che ha spezzato la difesa azzurra. Rozier manca la trasformazione ma gli USA volano ancora oltre il break.

Stefan prova a suonare la carica con una avanzata che si spegne però oltre la linea laterale poco addentro i 22m avversari. L’Italia è brava a tenere vivo il momentum e continua a spingere, ma quando la gara entra nell’ultimo quarto gli USA trovano la quarta meta, quella del bonus offensivo, che regala loro game e set. È Gustaitis ad andare oltre la linea italiana sfruttando tutte le sue doti fisiche al termine di un’azione lineare, con Rozier che trasforma chiudendo le speranze azzurre.

Le Azzurre chiudono avanti nei 22 avversari ma una maul è fermata in modo sospetto a pochi centimetri dalla meta. Una seconda cassaforte è fermata di nuovo a ridosso della linea, superata da Giordano in pick and go. Finisce 24-12.

 

 

Stati Uniti: Catherine Benson, Kathryn Augustyn, Tiffany Faaee, Stacey Bridges, Alycia Washington, Sara Parsons, Kate Zackary, Jordan Gray, Deven Owsiany, Kimber Rozier, Kris Thomas, Sylvia Braaten, Nicole Heavirland, Naya Tapper, Cheta Emba
A disposizione: Sam Pankey, Naima Reddick, Hope Rogers, Abby Gustaitis, Kristine Sommer, Kayla Canett, Alev Kelter, JJ Javelet

Marcatori Stati Uniti
Marcatori: Thomas (2), Rozier (20), Thomas (52), Gustaitis (61)
Trasformazioni: Rozier (2, 62)
Punizioni:

 

Italia: Manuela Furlan, Michela Sillari, Maria Grazia Cioffi, Sofia Stefan, Maria Magatti, Veronica Schiavon, Sara Barattin, Silvia Gaudino, Elisa Giordano, Isabella Locatelli, Alice Trevisan, Flavia Severin, Melissa Bettoni, Lucia Cammarano, Elisa Cucchiella
A disposizione: Marta Ferrari, Lucia Gai, Sara Tounes, Valeria Fedrighi, Ilaria Arrighetti, Beatrice Rigoni, Paola Zangirolami, Veronica Madia

Marcatori Italia
Mete: Cammarano (25), Giordano (79)
Trasformazioni: Schiavon (26)
Punizioni:

 

di Matteo Mangiarotti

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