Rugby 7s Femminile: la Scozia ha un nuovo coach e fa sul serio

È Scott Wight, co-capitano della maschile. Primo obiettivo: tornare nel Rugby Europe Grand Prix

rugby seven

Credit: Scottish Rugby

EDIMBURGO – La Scozia è il Paese di origine del rugby Sevens ma, almeno a livello nazionale, vive con l’abbreviated game un rapporto un po’ conflittuale.

La perdita della tappa della HSBC World Rugby Sevens World Series, infatti, è stato un colpo molto duro e nel 2015 si è arrivati vicinissimi alla cancellazione del progetto-Sevens. Fortunatamente, la Scottish Rugby ha poi fatto marcia indietro e, un anno dopo, ha potuto festeggiare il primo trionfo in una tappa della World Series, a Londra.

La Scozia Femminile Sevens, invece, è un progetto che finora non è mai decollato, perché l’intero movimento femminile scozzese andava fatto crescere nel suo complesso e aveva bisogno di togliersi la soddisfazione di vincere qualcosa di ‘importante’ per potersi esprimere – il successo olimpico dell’Australia femminile ha fatto crescere del 33% il numero di praticanti femminili, giusto per dare un dato. Abbiamo già raccontato di come la SRU abbia, passo dopo passo, gettato le fondamenta per i successi della nazionale di XV, con l’arrivo di Sheila Begbie come Head of Women’s Rugby prima, la firma del primo head coach ‘a tempo pieno’, Shade Munro e della prima giocatrice ‘pr0’, Jade Konkel. E lo scorso anno, il focus di tutti era sullo spareggio contro la Spagna, per cercare di qualificarsi per la WRWC2017 in programma ad agosto in Irlanda.

Il rugby femminile scozzese continua a crescere rapidamente, anche e soprattutto grazie agli investimenti della Scottish Rugby che hanno portato alle due vittorie nel Sei Nazioni raccolte quest’anno e al lancio della campagna #BeTheBestYou che vuole spingere ancora più ragazze e donne ad avvicinarsi al mondo ovale.

 

 

È un passaggio quasi naturale, quindi, nel continuo sviluppo del rugby femminile quello di annunciare il nuovo head coach della rappresentativa dell’abbreviated game. Si tratta di Scott Wight, co-capitano della Scozia Sevens che non ha però “nessuna intenzione di ritirarsi dall’attività, non mi sono mai sentito meglio in campo! Ho accettato la proposta della Scottish Rugby di poter partecipare al programma di sviluppo del rugby femminile e parlando con Sheila (Begbie) e le altre persone coinvolte mi è stato subito chiaro che ci sono idee precise e voglia di mettere le cose a posto.”

“Per me è una grande opportunità di potermi impegnare durante la sosta dalla World Series (che dura da ottobre a maggio, ndr). Ho pensato che fosse il miglior modo possibile per cominciare la mia carriera da allenatore, in modo da potermi dedicare a questo a tempo pieno quando deciderò di ritirarmi.”

 

Wight, 31 anni, è originario di Melrose, la “home of rugby sevens” e gioca da sei stagioni con la nazionale dell’abbreviated game dopo aver conquistato il suo primo cap nel 2014; prima, Wight ha giocato coi Glasgow Warriors, arrivando da Melrose nel 2011.

 

Wight ha scelto i nomi delle atlete che prenderanno parte al primo raduno della Scotland Women’s 7s nel prossimo weekend (29-30 aprile) ad Oriam, lo “Scotland’s sports performance centre” – elenco più sotto – e ha ben chiari quali sono gli obiettivi a breve e lungo termine: ” Ci sono due tappe del Rugby Europe Women’s Sevens Trophy in programma in Repubblica Ceca e Ungheria a giugno e luglio e se riusciremo a vincere quel torneo, avremo la possibilità di qualificarci per il Rugby Europe Grand Prix, primo passo verso la qualificazione per la World Rugby Sevens World Series. Prima di quelle due tappe avremo sfide con Inghilterra e Galles a Bisham Abbey il 6 e 7 maggio e saremo ospiti del London Rocks all’inizio di giugno.”

 

“La priorità è il breve periodo al momento, ma abbiamo chiari quali sono i nostri obiettivi a lungo termine: la qualificazione alla HSBC World Rugby Sevens World Series entro il 2021, partecipare ai Commonwealth Games del 2022 (la Scozia non si è qualificata per quelli del 2018 in programma in Gold Coast, Australia) e riuscire a mandare almeno una ragazza alle Olimpiadi 2020 (come Team GB)”.

 

Come spiega Sheila Begbie, presente alla conferenza stampa tenutasi al BT Murrayfield, “il 2021 è una data-target, non ci sono particolari motivi per scegliere quella data ma abbiamo deciso di focalizzarci su quell’anno per dare a Scott e alle ragazze possibilità di lavorare per raggiungere gli obiettivi.”

 

 

Ecco l’elenco delle convocate al camp. Sono 20 ragazze, la grande maggioranza di loro ha giocato con la Scozia durante il Sei Nazioni – e tra queste figura Deb McCormack, compagna di squadra di Michela Sillari e Manuela Furlan alle Aylesford Bulls Ladies fresche campionesse d’Inghilterra. C’è anche Hannah Smith, Player of the Match nella finale di Sarah Beaney Cup vinta dalle sue Hillhead/Jordanhill sabato scorso.

Sarah Bonar (Lichfield), Abi Evans (Hillhead/Jordanhill), Megan Gaffney (Edinburgh University), Lauren Harris (Melrose), Caitlin Harvey (Caithness / Royal High Cougars), Jade Konkel (Hillhead/Jordanhill), Rhona Lloyd (Edinburgh University), Lisa Martin (Murrayfield Wanderers), Jenny Maxwell (Lichfield), Kirsty McConnell (Hillhead/Jordanhill), Deborah McCormack (Aylesford Bulls), Mairi McDonald (Hillhead/Jordanhill), Louise McMillan (Hillhead/Jordanhill), Liz Musgrove (Edinburgh University), Helen Nelson (Murrayfield Wanderers), Lyndsay O’Donnell (Worcester), Chloe Rollie (Murrayfield Wanderers), Eilidh Sinclair (Murrayfield Wanderers), Hannah Smith (Hillhead/Jordanhill), Lisa Thomson (Edinburgh University)

 

di Matteo Mangiarotti

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