Sei Nazioni 2017: per l’Inghilterra vittoria e torneo. Scozia spazzata via 61-21

La squadra di Eddie Jones si prende tutto. E sabato prossimo si giocherà anche il Grande Slam

Ph. Reuters/Stefan-Wermuth

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La partita inizia subito con un colpo di scena: Fraser Brown viene ammonito per un placcaggio violentissimo e in ritardo sul malcapitato Elliot Daly, che poteva essere valutato anche come un cartellino rosso. L’Inghilterra non si fa pregare e decide subito di premere sull’acceleratore. Farrell riceve l’ovale e imbecca Joseph (poi eletto Man of the Match) al largo che batte il suo marcatore diretto involandosi verso la linea di meta marcando subito pesantemente. La conversione non manca, si va subito sul 7-0. Per la squadra di Cotter non c’è respiro, la marea inglese è superiore e Farrell mette a referto altri tre punti. Superato lo shock iniziale però, la Scozia prova a reagire ma senza costrutto. I padroni di casa arginano i rivali e ripartendo trovano occasione per guadagnare un’altra punizione vincente portandosi, in concomitanza del quarto d’ora di gioco, sul 13-0. Gli ospiti sono in difficoltà chiara e inoltre devono fronteggiare anche la sfortuna con l’infortunio che al ventesimo occorre a Bennett. Il trequarti infatti – già entrato per Hogg – è costretto a lasciare il campo, con Pyrgos nei panni del subentrante. Lo scacchiere scozzese si ridisegna quindi, ma i problemi abbondano. I campioni in carica si dimostrano rapaci: qualche giro di orologio dopo infatti è nuovamente Jonathan Joseph a far esplodere la sua corsa andando a firmare la seconda meta personale e dell’incontro in mezzo ai pali. Farrell non sbaglia i due punti addizionali per il 20-0. Sembra già essere finita, ma non è così. Dal restart ne scaturisce una punizione a favore della Scozia. John Barclay e compagni vanno in touche e sulla conseguente rimessa, pur sfilacciandosi, mantengono l’ovale. Reid riceve e riesce a sfondare andando oltre in prossimità dei pali. Gli Highlanders si sbloccano. E’ però solo un fuoco di paglia: la compagine di Eddie Jones non si lascia impressionare e torna a macinare gioco, come se nulla fosse. Farrell accende la luce due volte. Prima trasforma l’ennesima punizione, poi da il “La” all’azione della terza meta inglese imbeccando uno scatenato Joseph che a sua volta cede il pallone ad Anthony Watson. Il primo tempo si chiude sul 30-7, con il primo centro inglese che nel finale sbaglia l’ultimo tentativo dalla piazzola.

 

Il secondo tempo ricomincia sulla falsa riga della prima frazione di gara. Questa volta è Youngs a pescare la corsa di taglio di Joseph. Il secondo centro realizza la terza meta personale, che diventa la quarta degli inglesi i quali conquistano anche il punto di bonus. Farrell intanto continua intanto ad aggiornare punteggio e statistiche trovando nuovamente la realizzazione verso i pali per il 40-7.  La Scozia però è orgogliosa e al cinquantesimo, dopo diversi pick & go, trova la sua seconda realizzazione pesante grazie a Huw Jones. Russell non sbaglia la conversione.
Come nel primo tempo quindi l’Inghilterra subisce una meta, ma in maniera veloce risponde ai rivali andando ancora oltre con una maul che trova in Billy Vunipola il suo finisher ideale, coadiuvato da un monumentale Launchbury. Allo scoccare dell’ora di gioco quindi lo score si sistema sul 47-14.


Per dieci minuti non succede praticamente nulla. Al settantesimo, poi, entrambe le compagini hanno un sussulto: lunga azione alla mano scozzese e meta ancora firmata ancora da Huw Jones; sul capovolgimento di fronte, susseguente al restart, realizzazione di Danny Care che si dimostra abile a sfruttare il lavoro dei compagni in maul rifinendo l’azione con una brillante corsa. Il gap rimane immutato, ma lo score si sposta sul 54-21. Il punteggio conclusivo però è addirittura di 61-21, poichè Danny Care trova a tempo scaduto la chance di mettere a segno un’altra meta, la seconda personale.

 

L’Inghilterra quindi vince il torneo con un turno d’anticipo, si conferma detentrice della Calcutta Cup e soprattutto eguaglia il record di 18 vittorie consecutive stabilito soltanto pochi mesi fa dagli All Blacks.

 

 

Inghilterra: 15 Mike Brown, 14 Jack Nowell, 13 Jonathan Joseph, 12 Owen Farrell, 11 Elliot Daly, 10 George Ford, 9 Ben Youngs, 8 Nathan Hughes, 7 James Haskell, 6 Maro Itoje, 5 Courtney Lawes, 4 Joe Launchbury, 3 Dan Cole, 2 Dylan Hartley (c), 1 Joe Marler
A disposizione: 16 Jamie George, 17 Mako Vunipola, 18 Kyle Sinckler, 19 Tom Wood, 20 Billy Vunipola, 21 Danny Care, 22 Ben Te’o, 23 Anthony Watson

Marcatori Inghilterra
Mete: Jonathan Joseph (4, 25, 42), Anthony Watson (35), Billy Vunipola (56), Danny Care (72, 80)
Conversioni: Owen Farrell (5, 26, 36, 43, 57, 73, 80)
Punizioni: Owen Farrell (7, 14, 32, 46)

 

Scozia: 15 Stuart Hogg, 14 Tommy Seymour, 13 Huw Jones, 12 Alex Dunbar, 11 Tim Visser, 10 Finn Russell, 9 Ali Price, 8 Ryan Wilson, 7 Hamish Watson, 6 John Barclay (c), 5 Jonny Gray, 4 Richie Gray, 3 Zander Fagerson, 2 Fraser Brown, 1 Gordon Reid
A disposizione: 16 Ross Ford, 17 Allan Dell, 18 Simon Berghan, 19 Tim Swinson, 20 Cornell Du Preez, 21 Henry Pyrgos, 22 Duncan Weir, 23 Mark Bennett

Marcatori Scozia
Mete: Gordon Reid (29), Huw Jones (50, 70)
Conversioni: Finn Russell (30, 51, 71)
Punizioni:

 

Di Michele Cassano

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