Sei Nazioni in cinque settimane? Impossibile, parola di Hogg

L'estremo interviene sulla questione calendario globale. E quel terzo tempo in 13...

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ph. Reuters

La questione del calendario globale è sempre tra i temi più caldi di World Rugby. Accontentare tutti è difficile e in sede di trattative ognuno cerca di far valere i propri interessi. L’ultima, in ordine di tempo, è stata la Premiership che avrebbe sondato il terreno per “comprimere” il torneo del Sei Nazioni in cinque settimane di partite consecutive, a partire dal dopo Rugby World Cup 2019 quando la struttura ovale sarà rivista. Una proposta che inizia ad incassare i primi no dei giocatori.

“Considerando gli infortuni e la fisicità del rugby di oggi, è impossibile”, ha dichiarato l’estremo della Scozia Stuart Hogg parlando con BBC Radio 5 live. “Già durante il torneo abbiamo perso dei giocatori (Laidlaw e Strauss, ndr) e senza pausa saremmo stati corti tra una partita e l’altra. Non avremmo avuto sufficiente profondità”. E per capire il livello di stress fisico di una partita del Sei Nazioni, interviene il compagno di squadra Tommy Seymour che rivela: “Dopo la partita di Parigi contro la Francia, solamente tredici giocatori hanno preso parte al terzo tempo, il resto della squadra è dovuto rientrare in hotel per riposare subito oppure per esami al pronto soccorso”.

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