Sei Nazioni: O’Shea, in campo una squadra più forte che ha vinto

Sergio Parisse: massima fiducia in Conor e compagni, i risultati arriveranno

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ph. Sebastiano Pessina

ROMA – Queste le dichiarazioni rilasciate dal Commissario Tecnico Conor O’Shea e da capitan Sergio Parisse ai microfoni di DMAX al termine dell’incontro perso dagli Azzurri con l’Irlanda.

 

Conor O’Shea: questo è il gap, questo è il livello del gioco. E’ stata una partita molto fisica e siamo usciti stanchi. La scorsa settimana abbiamo avuto altri problemi, oggi c’era una squadra più forte che ha vinto.

 

Sergio Parisse: devo dire che l’Irlanda ci ha dominati dal primo all’ultimo minuto. Palla in mano abbiamo fatto cose anche interessati, ma loro sono stati molto più forti e ci hanno dominato in touche e mischia. Ho visto i ragazzi correre e dare l’anima sacrificandosi, da capitano sono orgoglioso dei ragazzi che hanno dato tutto in campo. Odio perdere ma sono orgoglioso di loro.
Sconfitte così bruciano tanto, ma questo gruppo resterà unito e per noi non cambierà niente. Sappiamo che tra due settimane ci aspetta una partita durissima a Twickenham. Oggi l’Irlanda è stata molto più forte di noi.

 

Simone Favaro: Conor ci ha detto di stare uniti e che la crescita passa anche attraverso questi momenti. Dobbiamo tirare fuori gli attributi. Bisogna ripartire, nel rugby non ci si può permettere di mollare. Abbiamo deciso di fare questo lavoro e non si può mollare.

 

 

Queste le dichiarazioni in conferenza stampa.

Conor O’Shea: grande credito all’Irlanda per aver creato gioco anche dopo la settima e l’ottava fase. I calci di liberazione costruiti per essere eseguiti in campo? Erano creati per restare in campo, ma oggi non riguarda il game plan. Abbiamo semplicemente giocato contro una squadra più forte di noi. Avremo giorni migliori, ma giorni come questi sono quelli per cui bisogna continuare a lavorare. Credo che questa squadra abbia un futuro, ma dobbiamo imparare ad essere più forti mentalmente. Per farlo c’è molto da cambiare nel rugby italiano, ma potrei farvi tanti nomi irlandesi degli anni ’90 veramente forti che non hanno potuto raggiungere risultati per la mancanza di supporto. Qui abbiamo un gruppo di persone che non abbassano mai la testa, e sicuramente continuiamo a lavorare sul lungo termine. Odio giornate come oggi.

 

Sergio Parisse: ho massima fiducia in Conor e nei miei compagni. Io odio perdere, ma il mio compito come capitano è quello di farli capire e di aiutarli a crescere. Dobbiamo smetterla di piangere. Non possiamo pensare “siamo l’Italia, non possiamo fare altro”; dobbiamo alzare la testa, ma spero di poter aiutare sul campo e anche dopo a far diventare questa nazionale competitiva. E’ il mio modo di essere. Non abbasserò mai la testa. Non aspettatevi da parte mia parole come “ah che peccato, abbiamo perso” o “non siamo al livello degli altri”. Come capitano, andrò sempre a testa alta e vi assicuro che non saremo lì a piangere. E’ un viaggio lungo, ma non sono qui a lamentarmi, ma sono il primo che continuerà a lavorare. I risultati arriveranno.

 

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