Firenze, Grenoble, Dublino e le altre. Le vittorie storiche del rugby italiano

C’è una nuova pagina negli annali della palla ovale azzurra. Ma anche quelle prima non sono da meno…

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ph. Action Images

La vittoria di Firenze è l’ultimo capitolo della storia del rugby italiano. Ma quali sono le vittorie storiche della palla ovale italiana? Eccole, in ordine cronologico…

 

1978 (24 ottobre): nella prima sfida di sempre tra le due squadre, l’Italia batte a Rovigo l’Argentina con il punteggio di 19-6. Per gli Azzurri vanno a referto Rino Francescato e Ghizzoni: oltre a loro due in campo ci sono Caligiuri, Anacleto Altigieri, capitan Ambrogio Bona e Massimo Mascioletti.

 

1987 (31 maggio): a Dunedin le mete di Marcello Cuttitta, Cucchiella e Mascioletti permettono di battere le Isole Fiji 18-15. E’ la prima vittoria azzurra di sempre alla Rugby World Cup.

 

1995 (6 maggio) : a Treviso l’Italia batte l’Irlanda 22-12, segnando un altro importante passo verso l’ingresso nel Sei Nazioni. L’unica meta azzurra è marcata da Paolo Vaccari, mentre gli altri 17 punti arrivarono dal piede di Dominguez. E’ il primo di tre successi consecutivi contro l’Irlanda.

 

1997 (4 gennaio): un’altra data storica del rugby italiano e la seconda vittoria consecutiva contro l’Irlanda, la prima esterna in casa di una Home Nations. A Lansdowne Road, nel giorno dell’esordio di Stoica, gli Azzurri battono 37-29 l’Irlanda, completando un’altra tappa del cammino di crescita e consolidamento ai più alti livelli di Ovalia. Le mete italiane vennero marcate da Massimo Cuttitta, Dominguez, e Vaccari (2). Eccole negli highlights (il numero 15 dell’Irlanda è un certo Conor O’Shea….)

 

1997 (22 marzo) : a Grenoble viene scritta una delle pagine più gloriose del rugby italiano, se non la più gloriosa. Nella finale di Coppa Europa, gli azzurri di Georges Coste battono 32-40 una Francia che, appena sette giorni prima, con nove quindicesimi di quella formazione aveva conquistato il Grande Slam nel Cinque Nazioni. Di Francescato (5), Gardner (34), Croci (56) e Vaccari (74) le mete, con ben venti punti di Diego Dominguez. Una vittoria dal peso sportivo ma soprattutto “politico” determinante per il successivo ingresso nel Sei Nazioni. Di seguito il racconto del match.

 

 

1997 (20 dicembre): passano alcuni mesi e la sfida si ripropone. Questa volta si gioca a Bologna, dove le mete di Dominguez, Pilat e Stoica permettono di imporsi 37-22.

 

1998 (24 gennaio): dopo Francia e Irlanda, anche la Scozia cade contro gli Azzurri. A Treviso la meta di Vaccari e il piede di Dominguez permette di battere 25-21 gli Highlanders.

 

1998 (7 novembre): altro successo contro l’Argentina. Al Garilli di Piacenza arrivano i Pumas di Manuel Contepomi, Diego Albanese, Santiago Phelan e con la mediana Pichot-Quesada. Ma le marcature di Checchinato e Moscardi, unite al piede di Dominguez, danno agli Azzurri la vittoria per 23-19.

 

2000 (5 febbraio): l’era del Sei Nazioni inizia con il trionfo del Flaminio. Gli Azzurri battono 34-20 la Scozia campionessa in carica del precedente e ultimo Cinque Nazioni. 29 i punti al piede di Dominguez più la meta di De Carli, in una delle giornate che hanno segnate la storia del rugby mondiale. Ben quattro quel giorno i debutti italiani (Mazzantini, Paoletti, Persico e Rivaro).

 

2003 (15 febbraio): questa volta a cadere al Flaminio è il Galles. Finisce 30-22 per effetto delle mete di De Carli, Festuccia (all’esordio) e Phillips. Gli altri 15 punti arrivano dal piede di Dominguez.

 

2005 (17 giugno): a Cordoba le mete di Pez, Canale e Parisse e i 15 punti al piede di Peens permettono all’Italia di battere i Pumas 30-29.

 

2007 (24 febbraio): la prima vittoria esterna al Sei Nazioni è il 37-17 rifilato alla Scozia. A Murrayfield avvio bomba degli Azzurri che marcano tre volte nei primi 7 minuti.

 

2011 (12 marzo): 14 anni dopo Grenoble torniamo a battere la Francia. Al Flaminio decidono la meta di Masi e i 17 punti al piede di un decisivo Mirco Bergamasco.

 

2013 (16 marzo): altra vittoria contro l’Irlanda, la prima nel Sei Nazioni. All’Olimpico l’unica meta italiana porta la firma di Venditti, a cui si aggiunse il piede di Orquera e Garcia per il 22-15 finale.

 

2016 (19 novembre): storia recente, ma non ci stuferemo mai di queste immagini…

https://www.youtube.com/watch?v=dUY80PnGMfk

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