Vigilia di Italia-All Blacks, qui Azzurri: tra prime volte e ambizione

Mancano 24 ore alla sfida dell’Olimpico. Dove verranno anche premiati quattro grandi Azzurri

italia all blacks Italia-All Blacks

ph. Max Rossi/Action Images

Ancora 24 ore, poi Italia e All Blacks scenderanno in campo all’Olimpico di Roma nel match che inaugura il novembre internazionale degli Azzurri e nella prima partita davanti al pubblico amico del nuovo staff guidato dal Commissario Tecnico Conor O’Shea. Un incontro dal sapore sempre particolare, contro una squadra reduce dalla sconfitta contro l’Irlanda a Chicago e affamata di riscatto. Il coach irlandese ha dichiarato che quella che vedremo in campo non sarà una formazione sperimentale ma la migliore possibile, con Bronzini all’esordio da titolare a numero nove, McLean a primo centro e Bisegni all’ala. Quello che è sicuro è che per molti giocatori sarà la prima volta contro i tutti neri e proprio diversi giovani hanno parlato in conferenza stampa.

 

Chiede tanta comunicazione Carlo Canna, che siederà in regia (e che ha ricevuto parole di complimenti da parte del suo omologo Cruden): “Vogliamo portare avanti la nostra filosofia di gioco. In campo sarà fondamentale la comunicazione tra di noi. I complimenti di Cruden fanno piacere, anche noi studiamo molto i nostri avversari e su di lui c’è poco da aggiungere: è uno dei migliori al mondo. Stiamo lavorando a ritmi molto elevati in allenamento e tutti non vediamo l’ora di scendere in campo. Il calore dello Stadio Olimpico ci aiuterà a dare il massimo”.

 

Tra i migliori giocatori nel tour di giugno Oltreoceano e nell’avvio di stagione delle Zebre c’è sicuramente il flanker classe 1993 Maxime Mbandà. “La convocazione in Nazionale ha sempre un sapore speciale. Da questa esperienza con l’Italia posso solo imparare e migliorare. Lavorare con O’Shea, De Carli e due campioni del mondo come Catt e Vender è un onore che non tutti hanno. Gli All Blacks? E’ la partita che ogni rugbista sogna di giocare”.

 

Un salto vertiginoso è invece quello che aspetta a Giorgio Bronzini, mediano di mischia classe 1990 che a maggio giocava in Eccellenza con Rovigo e ora, a cinque mesi di distanza, si prepara all’esordio internazionale contro i bi campioni del mondo in carica: “Non sto nella pelle. Ho voglia di scendere in campo – racconta il numero nove della Benetton – Qualche mese fa giocavo in Eccellenza, ora affronterò i campioni del mondo con la maglia dell’Italia: mi sembra di vivere un sogno. A Treviso con l’aiuto di Edoardo (Gori, ndr) ho aumentato la fiducia in me stesso, fattore che mi ha aiutato nelle mie prestazioni”.

 

Di lavoro e fiducia nel nuovo staff ha invece parlato Leonardo Ghiraldini, dall’alto dei suoi 81 caps: “E’ sempre importante confrontarsi contro le migliori squadre del mondo. Il nostro obiettivo è quello di giocare il miglior rugby possibile e O’Shea sta costruendo un gruppo molto valido composto da un mix di atleti con maggiore esperienza e atleti giovani e molto interessanti. Conor è un allenatore molto ambizioso e noi dobbiamo esserlo ancora di più. Non c’è niente di meglio che giocare contro squadre forti in casa nostra. Siamo carichi e daremo il massimo in campo”.

 

Sabato all’Olimpico saranno inoltre premiati per la loro carriera Marco Bortolami, Andrea Lo Cicero, Andrea Masi e Michela Tondinelli, 86 caps con la maglia dell’Italdonne.

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