Champions Cup e spettatori: una competizione sempre più per pochi?

Mai dal 2000 le fasi finali avevano richiamato così pochi fan. E i numeri degli anni scorsi sono davvero lontani…

ph.  Henry Browne/Action Images

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Il successo che la Heineken Cup ha riscontrato dall’edizione lancio del 1995 è testimoniato anche dal numero di spettatori che ne hanno da subito affollato le fasi finali e in particolare l’ultimo decisivo match. Dai 21.000 spettatori dell’Arms Park per Tolosa-Cardiff che ha assegnato per la prima volta il trofeo, si è presto passati ai 41.000 dell’anno successo sempre nello stesso impianto gallese, per sfondare nel 2000 quota 68.000 a Twickenham. Da quel momento i numeri si sono confermati ritoccando il dato sempre verso l’alto: 74.000 all’allora Millennium Stadium per la finale 2001/02, 81.000 a Twickenham per la finale tutta inglese tra Wasps e Leicetser fino al record assoluto per la massima competizione per club, gli 81.774 che il 19 maggio 2012 hanno assistito al successo di Leinster contro Ulster. Nelle dieci finali dal 2003/04 al 2012/13 la media spettatori è stata di 70.440, ma soprattutto in quasi tutte le occasioni si è andati vicini al tutto esaurito (ad “abbassare” la media le due finali di Murrayfield e quella dell’Aviva, che hanno capienza inferiore rispetto ai vari Twickenham e Principality).

 

La tendenza si è in parte invertita negli ultimi anni. La finale 2013/14 tra Tolone e Saracens è stata giocata al Millennium Stadium davanti a “soli” 67.586 spettatori, mentre lo scorso anno l’ultimo atto made in France tra Tolone e Clermont di Twickenham si è fermato a quota 56.622. Un dato certamente in controtendenza e in parte da contestualizzare: la finale era originalmente in programma a San Siro, per poi essere spostata nel tempio inglese dopo il cambio di nome e format che ha definitivamente chiuso l’era Heineken Cup e inaugurato quella della Champions. Quest’anno la scelta del Board è stata differente: per la prima volta da moltissimi anni non si è optato per una cattedrale (dal 1998 in poi le finali si sono giocate a Twickenham (5 volte), Principality/Millennium Stadium (5), Lansdowne Road (2), Murrayfield (2), Aviva Stadium (1), Stade de France (1) e Parc des Princes (1) ) ma per il Grand Stade de Lyon, di dimensioni più raccolte ma che ha offerto un bel colpo d’occhio.

 

Ciò nonostante, quella conclusasi nello scorso weekend è stata la fase finale (quarti, semifinali e finale) che complessivamente ha fatto registrare in assoluto meno spettatori dall’edizione 2000/2001. Le sette partite sono state viste allo stadio da 165.000 spettatori, meno dei 222.267 della scorsa edizione, dei 206.730 della penultima, dei 192.720 della terzultima e molto meno dei 285.096 dell’edizione 2011/12. Vero che dipende dalle squadre che si qualificano e dal loro impianto, ma spesso le società con stadi più piccoli hanno scelto di prendere a prestito impianti vicini ma più capienti consapevoli del richiamo dell’evento (la semifinale Clermont-Leinster del 2012 davanti ai 33.000 di Bordeaux, la semifinale del 2013 Clermont-Munster che richiamò 31.000 persone a Montpellier, ma anche i 31.000 di Saint-Étienne lo scorso anno per la semifinale Clermont-Saracens).

 

Numeri questi che non raccontano un automatico calo di interesse nei confronti della competizione regina, ma che in ogni caso fotografano un paio di edizioni che dal punto di vista qui considerato non entreranno di certo nella storia. Tutto questo mentre le sfide di campionato continuano a correre di record in record: il Top14 si prepara ad accogliere i 98.000 che affolleranno il Camp Nou per la finale, la quarta edizione del Judgment Day tutto gallese ha polverizzato le precedenti edizioni, mentre non più tardi del 27 dicembre 2014 in 82.000 hanno assistito a Twickenham al match Halrequins-Northampton.

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