Eccellenza: i dieci allenatori analizzano il torneo al termine del Girone di andata

Abbiamo chiesto a tutti gli head coach un giudizio sulla propria squadra e sul torneo in generale. E un’idea flash per migliorarlo…

ph. Sebastiano Pessina

ph. Sebastiano Pessina

E’ andato in archivio il girone di andata del campionato di Eccellenza che si è concluso con Calvisano in testa alla classifica e Campione d’Inverno, tallonato da Rovigo e Padova a breve distanza. Dietro è sfida aperta per il quarto posto, con San Donà, Viadana, Mogliano ma anche Lazio e Fiamme Oro in corsa per quello che potrebbe essere l’ultimo ticket per i playoff. In fondo infine Lyons Piacenza e L’Aquila continuano la corsa per non retrocedere. Dopo le prime 45 partite, abbiamo fatto quattro brevi domande a ciascuno degli head coach delle dieci formazioni, sull’andamento della propria squadra ma anche in generale sul torneo e su quanto fin qui visto in campo. Ecco tutte le loro risposte (la domanda numero 4 era facoltativa, mentre la 3 non era riferibile a chi la scorsa stagione non ha allenato da head coach e/o seguito il torneo).

 

1) Come valuta fin qui la stagione della sua squadra, cosa ha visto di positivo e cosa invece deve essere migliorato?

2) Quali squadre l’hanno fin qui più impressionata e quale ritiene favorita per lo scudetto?

3) Rispetto alla scorsa stagione di Eccellenza, è cambiato qualcosa nel gioco espresso e nel game plan delle squadre?

4 – facoltativa) Se avesse una bacchetta magica, la prima cosa per migliorare il campionato di Eccellenza sarebbe…

 

 

Carlo Pratichetti – Lazio  

1) E’ stato un inizio di stagione eccezionale per noi. Sono veramente soddisfatto dei risultati raggiunti da parte della mia squadra, presentatasi ai blocchi di partenza con molti giovani e con poca esperienza. Ho visto da parte di tutti la volontà di dimostrare il proprio valore tecnico e caratteriale durante gli allenamenti in settimana e nelle partite. Dobbiamo ancora migliorare in molte cose, lavoriamo costantemente sulla tenuta mentale per tutti gli ottanta minuti e su una maggiore tranquillità vicino alla linea di meta avversaria.

2) La mia favorita per lo scudetto resta sempre Rovigo nonostante il cambio di guida tecnica; ha una rosa ampia e completa con giocatori di altissimo livello e può contare su un pubblico sempre competente ed eccezionale per presenza e passione. Vedo però molto bene il Petrarca Padova cresciuto in modo esponenziale rispetto alle passate stagioni, forte di un grande tecnico sarà certamente una sicura e valida antagonista.

3) Le squadre favorite al titolo (Rovigo, Mogliano e Calvisano) hanno cambiato molto poco del proprio piano di gioco. L’unica squadra a cambiare tattica è stata il Petrarca, che con il cambio dell’allenatore gioca un rugby molto più aperto rispetto alle passate stagioni. Le Fiamme spostano molto di più il pallone ma con pochi risultati finora. San Donà, Piacenza e Viadana hanno un buon gioco, sono squadre sicuramente interessanti in prospettiva futura.

4) Cosa farei? Farei un campionato giovanile per tutte le squadre dell’Eccellenza, che giochi lo stesso giorno (la mattina) delle prime squadre. Porterei in Eccellenza anche le seconde squadre delle franchigie celtiche (Benetton Treviso e Zebre) con le rispettive giovanili. In questo modo sicuramente si potrebbero utilizzare e valutare al meglio tutti i giocatori che escono dalle accademie.

 

Joe McDonnell – Rovigo 

1) Siamo al terzo posto in classifica, ciò significa che la nostra è una squadra competitiva; dobbiamo però essere più chirurgici e precisi nel gioco, cercando di concretizzare maggiormente quando siamo nella metà campo avversaria.

2) Piacenza mi ha impressionato molto in questa prima fase di Campionato, per la passione e la voglia di giocare che mette in campo in ogni partita. E questo è un elemento fondamentale per vincere e restare in Eccellenza, al quale segue il lavoro tecnico sulle abilità dei giocatori. Una favorita per lo scudetto, a mio avviso, è la squadra del Petrarca Padova perché dopo qualche anno difficile è riuscita a tornare competitiva e a giocare un rugby di alto livello.

3) Non vedo grossi cambiamenti rispetto all’anno scorso. Il rugby italiano è basico, si fonda sulla mischia e sui punti di incontro e il pallone non viene giocato molto, perciò non si costruiscono molte fasi di gioco.

4) Per far crescere il livello di gioco dell’Eccellenza gli arbitri dovrebbero far giocare per maggior tempo il vantaggio in generale, specialmente durante le rimesse laterali e le mischie. Sarebbe inoltre opportuno investire maggiormente nei settori giovanili dei singoli Club per  permettere  ai nostri giovani di crescere dal punto di vista tecnico e tattico. Impegnando le nostre forze in tutto il movimento, dalle giovanili alle prime squadre, otterremo maggiori risultati e questo influirebbe positivamente anche dal punto di vista della visibilità.

 

Achille Bertoncini – Lyons Piacenza  

1) Di positivo ho potuto osservare il buon adeguamento al ritmo del campionato che sapevamo essere superiore a quello della serie A. A inizio stagione era una priorità, ci preoccupava il salto di categoria, ma ho visto che stiamo lavorando bene. Dobbiamo invece migliorare sull’impatto fisico perché non siamo ancora del tutto all’altezza di quanto richiesto dall’Eccellenza. Dovremo fare progressi anche per quanto riguarda la qualità tattica e la disciplina in campo. Finora abbiamo concesso troppi calci di punizione e questo ci penalizza sul piano del gioco.

2) Non è facile individuare una favorita nella lotta scudetto. Sicuramente il Mogliano mi ha impressionato per la qualità del gioco e dei giocatori, ma c’è da dire che non abbiamo ancora incontrato Rovigo (la partita si è giocato lo scorso weekend, ndr) e la sfida con Calvisano risale alla prima giornata e da allora la formazione Campione d’Italia in carica è cresciuta molto e sul piano fisico è fra le più squadre solide. Anche il Petrarca Padova mi ha convinto soprattutto sul piano del ritmo partita e potrebbe essere fra le candidate allo scudetto.

4) Se avessi la bacchetta magica farei diventare veramente professionistico il campionato di Eccellenza con manager che lavorano a tempo pieno per l’immagine, allenatori a cui si offre una vera possibilità di crescita, giocatori a cui si offre la possibilità economica di fare il rugby professionale con tutte le coperture del caso; la possibilità, la volontà, l’orgoglio dei club di avere una propria Accademia dove l’appartenenza ritorni ad essere al centro del movimento ed il Club al centro della formazione del giocatore.

 

Ezio Galon – Mogliano  

1) Credo che sia stata una buona prima parte di stagione per quanto riguarda il campionato di Eccellenza, siamo arrivati dal punto di vista sportivo con una sola sconfitta a Natale. Stiamo cercando di trarre profitto da ogni partita e settimana di lavoro per crescere, giocatori e staff, ed arrivare ad un sistema di lavoro e di gioco che ci permetta di vincere ma allo stesso tempo di crescere come individui. Le vicissitudini ormai note a tutti poi non ci hanno certo facilitato il lavoro.

2) Domanda difficile, credo che Padova sia la squadra che abbia le intenzioni di gioco più interessanti, stanno lavorando sul ritmo e sulla velocità del gioco. Poi darvi una favorita per la vittoria finale non è semplice. Nel rugby, e specialmente nel campionato italiano, quando sei superiore in conquista e hai una difesa aggressiva hai grosse probabilità di arrivare lontano, spesso a discapito del gioco. E’ più semplice lavorare su questi aspetti che intraprendere un ciclo di lavoro in cui al centro ci sia la formazione del giocatore e la sua capacità a fare le scelte giuste per esempio, perché è molto più lungo e perché abbiamo un ritardo importante da questo punto di vista (giocatori per primi, ma noi tecnici soprattutto). Quindi le squadre, il cui obbiettivo primario è vincere o non retrocedere, scelgono le soluzioni più veloci o forse più semplici. A Mogliano per esempio questa situazione è tema di discussione giornaliera tra noi dello staff e i giocatori.

3) Non molto, è sempre un gran marasma, un campionato a due, tre velocità. Quest’anno forse ci sono una o due pretendenti in più per i playoff, cosa che metterà un po’ più di incertezza, ma la differenza tra i piani alti della classifica e gli ultimi posti è troppo elevata. Ripeto Padova sta cercando di fare un volume di gioco più interessante rispetto alla media e anche a Viadana secondo me sta cercando di cambiare qualcosa nel proprio gioco.

4) Investire! Bisogna ricominciare ad investire sulla formazione, sui tecnici, sulle dirigenze prima di tutto. E’ semplice mettere sotto accusa i giocatori, quando chi è responsabile della loro crescita non è adeguato. Sento da tempo che in Italia i giocatori non sono di livello, ma credo che il ritardo che hanno è dovuto soprattutto al loro percorso educativo e formativo. Bisogna avere un progetto a lungo termine e delle linee guida per tutti i club. Credo che dobbiamo essere più “consistenti” a tutti livelli. Quando il “prodotto” (la partita) che tu vendi è di un certo livello, allora poi puoi lavorare sulla visibilità e sull’aspetto commerciale.

 

Zane Ansell – San Donà

1) Diciamo che abbiamo fatto una prima parte della stagione molto sotto le aspettative ma ultimamente sono molto soddisfatto con il gruppo. Di positivo abbiamo migliorato la nostra disciplina e l’organizzazione in difesa. Dobbiamo ancora migliorare la nostra concentrazione in campo, ancora non riusciamo a giocare al massimo per 80 minuti.

2) Lazio e Petrarca. La favorita dev’essere Calvisano ma anche Petrarca se riesce a mantenere questa forma fino alla fine dal campionato.

4) Ridurre l’Eccellenza a 8 squadre ma con ogni squadra che ha l’obbligo di avere una seconda squadra e poi un Under 19. Tutte le squadre giocano lo stesso giorno, prima l’Under poi la seconda e poi la prima così da offrire una giornata di rugby al pubblico. I giocatori delle Zebre e Benetton dovrebbe avere una seconda società concordata ad inizio stagione cosi quando non giocano in Pro 12 possono giocare in Eccellenza.

 

Ludovic Mercier – L’Aquila 

1) Abbiamo una squadra molto giovane, che ha bisogno di lavorare tanto. Dall’inizio della stagione in tanti sono cresciuti e bene, ma dobbiamo fare ancora meglio. Sono contento dell’esperienza portata, nelle ultime settimane, da Massimo Cuttitta. Dobbiamo migliorare sicuramente la mischia, che deve essere più incisiva. Stiamo iniziando a fare mete di drive, e dobbiamo continuare su questa strada, perché non si vincono partite senza mischia e conquista.

2) Quella che mi ha impressionato di più, finora, è il Calvisano: sono tecnicamente e fisicamente molto forti. Poi ci sono il Petrarca, il Rovigo e il Mogliano. Mi piace molto il gioco di questi ultimi. Vedo comunque queste quattro squadre nei play off.

4) Se dipendesse da me tornerei al campionato che conobbi sette anni fa, quando c’era anche Treviso e quando non sapevi a inizio stagione chi avrebbe vinto lo scudetto. C’erano anche Parma, Petrarca, Viadana… su dieci squadre, otto se la giocavano. Ora, purtroppo, all’interno dell’Eccellenza ci sono due campionati: quelli che lottano per lo scudetto e quelli che si giocano tutto il resto, compresa la salvezza. Migliorerei questi aspetti, cercando di livellare gli equilibri, per innalzare tutto il livello del campionato.

 

Casper Steyn – Viadana 

1) In questo momento, a metà stagione, sono felice per i progressi posti in essere dalla squadra. Lavoriamo duramente per tradurre sul campo il lavoro quotidiano, per fare sì che le strutture e l’organizzazione migliorino passo a passo. C’è ancora bisogno di tempo, è chiaro, ma lo stato d’avanzamento attuale mi soddisfa anche se è ancora molta la strada da percorrere. Ci sono stati momenti in cui abbiamo mostrato il nostro potenziale e dimostrato di potercela giocare anche con chi ci sta davanti, quindi bisognerà trovare più continuità e maggiore cinismo.

2) Le prime quattro squadre occupano le posizioni di vertice con merito. Sono tutte squadre che uniscono la passione alle proprie qualità. Quella che credo mi abbia colpito di più è il Petrarca Padova, è la formazione che è migliorata maggiormente rispetto alla passata stagione, analizzano bene gli avversari e poi trovano il piano di gioco adatto per ogni situazione. Credo inoltre che abbiano carattere ed orgoglio. Sarà un campionato avvincente ed equilibrato.

4) Il lavoro del coach è di allenare i giocatori e metterli in condizione di svolgere i propri compiti al massimo delle possibilità. A Viadana siamo molto soddisfatti per ciò che le Under 16 e 18 stanno facendo ed il processo di maturazione dei ragazzi, ma anche di avere un’accademia interna che possa scoprire, valutare e crescere i talenti per il futuro del club. Quindi è ovvio che il mio pensiero, in ottica di migliorare il movimento, sia rivolto al potenziamento ed alla valorizzazione dei settori giovanili. Da tecnico, mi esprimo su ciò che è pertinente al campo, ma certamente vanno ampliate sia la visibilità che la vendibilità del prodotto Eccellenza.

 

Massimo Brunello – Calvisano 

1) Sono soddisfatto in termini di risultati, perché in questa prima metà stagione abbiamo avuto diverse difficoltà, come il cambio degli stranieri e alcuni gravi infortuni, oltre ai tanti giocatori giovani alla prima esperienza col campionato Eccellenza; non avendo una formazione stabile, siamo stati condizionati soprattutto, in fase d’attacco, dove non riusciamo spesso a concretizzare il possesso che abbiamo contro alcune squadre. È andata invece bene la fase difensiva, dalla quale acquistiamo fiducia e sicurezza.

2) Non c è una squadra in particolare che mia ha impressionato, però vedo molto equilibrio nelle prime 4 della classifica, dove negli scontri diretti sono sempre state partite molto tirate, finite punto a punto. In termini di gioco quelle che si sono espresse meglio credo siano Petrarca e Mogliano.

 

Eugenio Eugenio – Fiamme Oro

1) Non è sicuramente la stagione che mi aspettavo! In questa prima fase del campionato siamo stati molto condizionati dagli innumerevoli infortuni e anche dall’aver cambiato tipo di gioco pur avendo perso la linea mediana che, lo scorso anno, aveva realizzato gran parte dei punti. Comunque il dato assolutamente in crescita è la difesa e i tanti punti bonus conquistati lo dimostrano. Pur essendo in terzultima posizione, il nostro saldo-punti è in attivo. Di contro, la nota negativa è stata fino ad esso rappresentata dalla difficoltà ad andare in meta, nonostante in quasi tutte le partite abbiamo registrato un buon possesso di palla e un buon gioco multifase.

2) Sicuramente il Petrarca per la qualità dei drive! La favorita principale, a mio avviso, come avevo detto ad inizio stagione resta il Calvisano, anche se Rovigo, Petrarca e Mogliano daranno sicuramente del filo da torcere ai lombardi.

4) Basterebbe poco. Forse un po’ di attenzione in più, anche da parte dei media, su quello che è comunque il massimo campionato italiano di rugby. Spesso sulle testate nazionali per trovare qualche notizia bisogna andare tra le brevi senza, molte volte, trovarci nulla. Cosa che invece non accade quando gioca la Nazionale. Non dico che all’Eccellenza dovrebbe essere dedicato lo stesso spazio, ma qualcosina in più sì. Di contro c’è da dire che se ci danno così poco spazio, forse la colpa è anche un po’ nostra per quel che facciamo vedere…

 

Andrea Cavinato – Petrarca Padova

1) Più che sufficiente tenendo conto che siamo in finale della coppa d’Eccellenza, in corsa per i play off e che abbiamo segnato in 9 partite una meta in meno rispetto a tutta la stagione precedente mantenendo la stessa efficacia difensiva, poi si sa, i conti si fanno sempre alla fine. Siamo molto orgogliosi di avere una squadra che è per i suoi due terzi proveniente dal proprio vivaio  e inoltre  molto giovane di base ed avendo ulteriormente inserito nel corso della stagione nuovi giovanissimi atleti come Coppo (17 anni), Sattin (19), Pavan (17), Zago (18), Fiorita (18) senza contare Rossetto del Rugby Piave Under 20. Abbiamo uno staff tecnico molto giovane “tranne me” molto preparato e competente che inoltre per gran parte è anche esso Petrarchino doc. Nel gioco non abbiamo ancora la confidenza per osare come vorremmo e non è solo un problema tecnico tattico ma soprattutto, sono convinto, mentale, in questo punto dobbiamo migliorare molto. La capacità d’essere performanti sotto pressione è importantissima, fare le partite della vita quando non hai nulla da perdere è il grande problema del nostro rugby, bisogna risolvere questo nei club per poi essere vincenti in Nazionale. Vogliamo poi migliorare nel rispetto del regolamento e nel ritmo del gioco, ancora troppo altalenante e basso, ma per questo bisogna essere in tre a volerlo: le due squadre che giocano e l’arbitro.

2) Le squadre che mi hanno impressionato di più sono sicuramente Viadana, squadra completa, fisica, veloce e tecnicamente valida oltre che giovane, poi la Lazio che ha ritrovato quel senso di appartenenza e il gran carattere che è alla base per risollevare il rugby italiano. Anche loro come Viadana, L’Aquila e noi sono molto giovani. Mi aspettavo di più dalle Fiamme Oro, unici veri professionisti del rugby insieme a Calvisano e Rovigo ma la stagione storta capita a tutti. Di Rovigo e Calvisano è inutile parlare, con i budget che hanno corrono da sole. Spero per il rugby italiano che i segni confortanti dati dai ragazzi  de L’Aquila in questo ultimo periodo siano reali, senza che nessuno si offenda, ma L’Aquila è L’Aquila, e il Fattori quando ci entri ti fa sentire come solo ti succede al Battaglini. Io però sono di parte, ho un particolare affetto e legame con gli aquilani e la loro terra.

3) Pensavo all’inizio che ci fosse da parte di tutti più voglia di giocare di dare ritmo di fare spettacolo, ma come molte volte accade “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare” ora invece vedo un rallentamento del gioco, mi spiace continuare a vedere ogni mischia un pilone a terra, cosa che va contro il gioco stesso, senza parlare dei drive a 13-14 giocatori, mi preoccupa l’assenza di fantasia e di voler “osare”. Mi piacerebbe molto avere un confronto con la parte tecnica federale, ma siamo Eccellenza solo per nome, poi siamo abbandonati a noi stessi. Mi piacerebbe attraverso un laboratorio di statistiche e analisi avere un confronto settimanale  con gli arbitri e i tecnici di alto livello federali, per noi sarebbe importantissimo.

4) Come sopra detto garantirei un supporto tecnico operativo per tutto ciò che riguarda riprese video, analisi video, statistiche di tutte le partite, come c’è ormai ovunque, per poi avere un rapporto più stretto con  le strutture tecniche federali, che si basi su dati reali e non chiacchiere da bar, inoltre un occhio esterno vede le cose da diversa prospettiva. Fare regole nostre, cercare soluzioni insieme attraverso una commissione tecnica mista, club e FIR. Solo se cresce il gioco, il suo ritmo e la sua spettacolarità si può crescere. Ripeto facciamo regole solo per noi per risolvere i nostri problemi e per aumentare il ritmo, e qui di idee ne ho molte, ma mi viene detto che non si può fare…Più sinergia anche con le Accademie e dove si può inserire queste nei club. Un allenatore di club che volesse far giocare un ragazzo che è in Accademia Under 18 nella propria Prima Squadra ora come ora può averlo a disposizione solo un allenamento prima del mach. Perciò un ragazzo di 17 anni arriva, prova e gioca in prima squadra facendo un allenamento e tutto ciò è difficile per lui e per l’allenatore anche se volesse proprio utilizzarlo. Questo è strano per me, come è strano che il responsabile dell’alto livello non sia un tecnico, come se alla Ferrari l’ingegnere capo non fosse ingegnere. Per quanto riguarda comunicazione e marketing eventi idem…Ci serve una task force di professionisti che abbiano potere decisionale e tempo ben definito e che siano giudicati poi sul risultato e sul loro lavoro, basta con tutto il rispetto con gli ex che senza nessuna formazione né scolastica né lavorativa vanno a ricoprire ruoli strategici dirigenziali senza nessuna formazione.

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