Tra Italia e Argentina: Alejandro Canale, il coach dei due mondi ci pesa

In una intervista il tecnico fotografa il momento del rugby azzurro e il lavoro fatto dai Pumas negli ultimi anni

COMMENTI DEI LETTORI
  1. Rabbidaniel 14 Dicembre 2015, 12:25

    Popolazione Irlanda (Eire + Irlanda del Nord): 6,4 milioni
    Popolazione Scozia: 5,2 milioni
    Popolazione Galles: 3 milioni
    Insieme fanno poco più della popolazione della sola Lombardia e anche loro devono affrontare la competizione di altri sport: calcio, sport gaelici ecc.
    In Argentina sono meno di noi, hanno una concorrenza di altri sport mica male eppure non c’era un solo “oriundo” o un solo equiparato nella rosa della RWC. Sono dei maghi? Perché non vanno a pescare due manzi sudafricani da mettere in seconda?
    Questa intervista a Canale è interessante perché, in occasione delle elezioni, tutti dovrebbero fare lo sforzo di ripensare al movimento e di capire come si può fare il massimo con quello che si ha, magari evitando di buttare soldi in squadre pro non competitive.

    • davo 14 Dicembre 2015, 12:38

      certo, piu’ che buttare i soldi nelle squadre pro, direi di cercare di spenderli meglio e in maniera piu’ coordinata.
      Insomma, se guardo alla Scozia, o all’Irlanda, o anche all’Australia (realta’ che conosco molto bene) c’e’ una certa fluidita’ tra franchigie e club (Che non sono club PRO! o SEMI-PRO come sono in Italia i club di eccellenza….).
      In Italia abbiamo voluto creare un ibrido che non funziona. Vogliamo 1 o 2 club pro, benissimo, allora che Rovigo et al si mettano l’anima in pace e si pensi a come “legare” i club con la formazione dei giovani, l’alzare il livello competitivo e fare da tramite ed inbuto per i (il ) club pro.
      Riguardo ai club pro, si era partiti con Aironi e TV, perche’ fare tutto quel casino e ripartire da capo? perche’ dopo quel che di buono aveva costruito TV si e’ sfasciato tutto e ricominciato da capo?
      Perche’ ormai e’ palese che certi dirigienti federali non sono all’altezza nel gestire il passaggio amatori-professionisti?

      • Rabbidaniel 14 Dicembre 2015, 13:06

        Noi abbiamo voluto fare un sistema di franchigie senza una base, e se ne vedono i risultati.

        • davo 14 Dicembre 2015, 13:22

          esatto! questo e’ il punto. Ora secondo me la verita’ sta’ nel mezzo e le colpe vanno distribuite tra la FIR e i club (presunti pro)

        • zappinbo 14 Dicembre 2015, 18:26

          Parole sante! La solita scorciatoia italiana. Ah, com’é deprimente dover farsi vedere tutto, perfino come tirare su un movimento rugbistico, da chi fino a ieri veniva considerato una specie di colonia..

      • Hullalla 14 Dicembre 2015, 15:03

        SOLO i dirigenti federali non sono altezza della situazione? e tutti gli altri dirigenti in Italia lo sarebbero???

        • davo 14 Dicembre 2015, 16:48

          mmm Hualla, non saprei.
          Per esperienza personale ti dico che quando tornai in Italia un bel po’ di anni fa’ (dopo anni che mancavo dall’Italia) andai ad assistere ad un allenamento U16/18 nella mia citta’. Rimasi allibito perche’ si insegnava ai ragazzi le cose che venivano insegnate a me negli anni 90. Dire che rimasi allibito e dire poco. Poi non mi stupii la domenica nel vederli giocare e letteralmente buttarsi i palloni in faccia.
          Ora non credo che questo sia un problema generalizzato; ma qualcosa va fatta.

          • Hullalla 14 Dicembre 2015, 18:31

            La mia impressione e’ che la FIR a livelli ridicoli sia diventato un alibi per brontolare e aspettare la manna dal cielo, anziche’ tirarsi su le maniche e fare il meglio che si puo’.

          • Stefo 14 Dicembre 2015, 18:36

            Hullala ok perfetto ci si dovrebbe dar da fare ecc…ma un volontario fa quel che puo’ sia per il tempo che puo’ dedicarci sia per gli spazi che ha, non iniziamo adesso la storiella che i volontari dal absso ptorebbero ribaltare o rivoluzionare la cosa perche’ non avviene in alcuno sport ed a nessuna latitudine e longitudine!
            Per fare qualcosa di vero uno deve averne la possibilita’ sia in temrini di tempo che di spazi cioe’ cose su cui puo’ lavorare che nel rugby italiano non ci sono!
            Ti faccio un esempio mona, pensare che uno o piu’ volontari possano fare quello che un Rugby Development Officer (figura professionale e professionista nel senso di pagato per fare quel lavoro non un volontario che lo faccia nei ritagli di tempo) fa in termini di propaganda e sviluppo sul territorio a livello base e’ follia allo stato puro senza giri di parole!

  2. oliver63 14 Dicembre 2015, 12:35

    C’è un passaggio dell’intervista di Canale che andava sottolineato meglio: “Ai genitori diciamo: prima viene la scuola, poi il club, poi il Cefar (Centro Formazione Alto Rendimento di Cordoba, l’Accademia Argentina). Se non ci sono i primi due, non serve venire nel terzo”. “Perchè tra i valori di base di un giocatore (integrità, umiltà, rispetto, disciplina) c’è anche l’appartenenza”. ” Le società sono le radici della pianta, vanno continuamente nutrite”. Una “rivoluzione copernicana” rispetto all’Italia, dove vigono (testuali parole dell’autore dell’articolo, Ivan Malfatto), “la centralizzazione federale del sistema accademie-centri di formazione e il declassamento dei campionati, espressione dei club, rispetto alle due franchigie”.

  3. Da 14 Dicembre 2015, 12:38

    Un altro che sostiene quello che diciamo su On Rugby e, prima ancora, sul Grillotalpa: rifare tutto da capo perché così come siamo non va bene.

  4. cla 14 Dicembre 2015, 12:40

    Non un oriundo, non un equiparato

    • gsp 14 Dicembre 2015, 13:12

      Ma come fanno ad equiparare senza campionato pro? É come oriundi discorso simile al 50%

      • San Isidro 15 Dicembre 2015, 00:47

        diciamo che non hanno bisogno di equiparati a prescindere…

        • gsp 15 Dicembre 2015, 01:59

          Anche la Fra, ING, Aus, SAF non hanno bisogno di equiparati. In teoria…

          • San Isidro 15 Dicembre 2015, 02:15

            anche questo è vero, comunque SA non ha equiparati…diciamo che, per fortuna, l’Argentina non ne sente la necessità…

          • gsp 15 Dicembre 2015, 08:40

            The beast, no?

  5. Maxwell 14 Dicembre 2015, 12:54

    Resto in attesa di proposte su come spendere 8 milioni per avere 50 giocatori

    • frank 14 Dicembre 2015, 13:10

      pregare lo spirito santo

      • Maxwell 14 Dicembre 2015, 13:31

        Non sei affatto migliore di AdG anzi,hai l’educazione di una vaiassa ma non ne hai la classe, l’eleganza e la signorilità.

        • malpensante 14 Dicembre 2015, 16:54

          Per fortuna ci sei rimasto tu a garantire il bon ton.

          • Maxwell 14 Dicembre 2015, 17:22

            @mal
            Anzitutto è una cosa tra me e l’utente @frank e potevi benissimo restarne fuori.
            E dal Topic su Trevisan prete che non perde occasione su quasi ogni mio intervento di fare battutine religiose.
            Ora,la questione è di pura e semplice CIVILTÀ.
            Se ci fosse un utente gay e facessi quasi ogni volta battutine tipo “che culo rotto che hai ( col doppio senso sulla fortuna)” o ” chiedilo al tuo amichetto” sarei bollato come razzista,omofobo, xenofobo e sarei bannato all’istante.
            Stessa cosa se facessi battute su capre e pecore coi sardi o se dovessi dare del camorrista a un napoletano.
            Reclamo il diritto di professare liberamente la mia religione cattolica, come ad un gay di non essere vessato.
            Punto.
            Fine del discorso.

          • malpensante 14 Dicembre 2015, 17:55

            Lo strabismo può essere quello di Venere o di Marty Feldman, magari dipende dalle pagliuzze e dalle travi. Chi lo sa. Amen.

          • Maxwell 14 Dicembre 2015, 18:13

            Amen

  6. Katmandu 14 Dicembre 2015, 12:56

    Scusate ma l’accademia di Cordoba è quella che ha perso con i pari età U18? Comunque se è un progetto a lungo termine mi fa solo che piacere

    • San Isidro 15 Dicembre 2015, 00:48

      è il centro di formazione dell’Union Cordobesa de Rugby, non ricordo quali rappresentative abbiano incontrato gli azzurrini…

  7. Rossella O’Hara 14 Dicembre 2015, 13:07

    Don’t cry for me Argentina!

  8. parega 14 Dicembre 2015, 13:12

    senso di appartenenza ? si’ anche da noi c’e’ e fortissimo piu’ che da loro…senso di appartenenza al posto sicuro federale !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    da noi si stanno indebolendo anno dopo anno i club per queste ridicole accademie federali
    lo stanno dicendo tutti che e’ il sistema sbagliato
    ma da noi contano le elezioni non la crescita del movimento

  9. gsp 14 Dicembre 2015, 13:15

    “Facciamo con quello che abbiamo”. Dalla nazionale fino all’ultimo club, ma soprattutto per celtiche ed eccellenza, vorrei vederlo scolpito nelle sedi delle societá ed in tutti i campi italiani. Il resto verrá. Alla fine tra cdf e loro strutture non c’é una differenza abissale.

    • gsp 14 Dicembre 2015, 13:16

      Ovviamente come organizzazione, non come risultati.

      • malpensante 14 Dicembre 2015, 16:48

        Una differenza siderale, o hai letto da qualche parte la parola accademia, o che la settimana si allenano 40 polli per conto loro rispetto ai compagni dei club?
        “I praticanti effettivi sono circa 100mila, io coordino il Centro di Formazione e Rendimento di Cordoba lavorando sui ragazzi di 15, 16 e 17 anni che ci vengono segnalati dalle società, MA CON NOI LAVORANO SOLO DI TANTO IN TANTO E PER POCO TEMPO. IL RESTO DELLO SVILUPPO E’ TOTALMENTE AFFIDATO AI CLUB”.
        Devo tradurre o si capisce? E’ esattamente quello che facevano i CF PRIMA di questa demenziale deriva condominiale.

        • gsp 14 Dicembre 2015, 18:43

          esattamente quello che ho detto sui CdF.

          • malpensante 14 Dicembre 2015, 20:41

            Sbagli. I nostri CF non sono più la stessa cosa.

  10. 100DROP 14 Dicembre 2015, 13:18

    FACCIAMO CON QUELLO CHE ABBIAMO. C’è da aggiungere qualcosa..?

  11. yuri 14 Dicembre 2015, 14:53

    “ragazzi di 15, 16 e 17 anni che ci vengono segnalati dalle società, ma con noi lavorano solo di tanto in tanto e per poco tempo. Il resto dello sviluppo è totalmente affidato ai club”

    forse è meglio questo sistema del nostro?????

    • gsp 14 Dicembre 2015, 18:46

      i CdF sono simili. ma mancano i tecnici.

      • malpensante 14 Dicembre 2015, 20:43

        No, non sono più”simili”.

        • gsp 15 Dicembre 2015, 00:31

          Ma che cosa é cambiato?

          • federico66 15 Dicembre 2015, 12:11

            …mi sembra, che già fare un paio di allenamenti a settimana per gli under 16 sia togliere, o appannare, lo spirito di appartenenza alla club.
            …se invece i tecnici federali girassero per i club potrebbero alzare non solo il livello dei “bravi”…

  12. Mr Ian 14 Dicembre 2015, 14:59

    C’è chi si batte con fervore dicendo che anche in Argentina hanno le accademie…..omettendo di parlare del funzionamento.

  13. the judge 14 Dicembre 2015, 15:08

    Siamo tutti d’accordo, in particolare sulle Accademie (tra l’altro quella di Rovigo sarà chiusa… spero almeno la facciano dove serve veramente). Belle verità di Canale sul movimento argentino: loro niente equiparati, come a dire che in Italia stiamo tirando avanti con quelli. Scusate lo spunto polemico, ma fa male sentirselo dire da uno che ce ne ha portati a flotte (soprattutto di seconda fascia)…

    • malpensante 14 Dicembre 2015, 16:49

      A Padova, e pagata interamente dalla FIR.

    • boh 14 Dicembre 2015, 16:58

      Ce li ha portati a frotte, perché qualcuno, li ha richiesti.

  14. Andrea da Treviso 14 Dicembre 2015, 15:25

    Forse sarò ripetitivo e scontato ma io credo che i dirigenti federali sanno benissimo come andrebbero fatte le cose sotto ogni aspetto affrontato nell’intervista a Canale, non sono incompetenti o poco preparati ecc. come potrebbero sembrare analizzando i scarsi risultati raggiunti dal rugby italiano,penso che non ci sia proprio la volontà di fare le cose diversamente visto che è palese che le cose non stanno funzionando sotto ogni punto di vista.Penso che siano loro i primi a volere che le cose rimangano così xchè tutto ciò (non so come!) favorisce i loro interessi “extra rugbistici” anche se in qualche modo collegati!.

  15. TommyHowlett 14 Dicembre 2015, 17:36

    Ma quanto mi rode leggere ‘ste cose, quanto mi rode! L’estrema semplicità e concretezza del rugby argentino, capace di produrre la quarta forza mondiale del rugby in pochi anni senza drogare le rose della nazionale con oriundi e equiparati vari, contrapposta alle arzigogolate acrobazie del ricco rugby italiano capace di mandare la nazionale italiana al n.15 del mondo senza riuscire ad allestire una rosa di convocati che non preveda metà atleti nati e cresciuti all’estero, a creare franchigie professionistiche che non riescono a vincere una partita manco a comprarla, ad affossare il campionato locale fino a renderlo ridicolo pure di fronte a tedeschi e portoghesi e a spendere milioni per allestire “accademie” inutili e controproducenti…

  16. crosby 14 Dicembre 2015, 21:52

    Treviso vorrebbe tanto avere da 6 anni la propria squadra “accademia” che giochi in Eccellenza. Una squadra U20 fatta solo di italiani da far allenare con i professionisti della rosa Celtic. Ma ciò non gli è stato e non gli è permesso ora.
    A Parma addirittua hanno la fortuna che Zebre e Accademia U20 si allenano su 2 campi attaccati, ma sembrano distanti anni luce.
    Nell’Italia ovale servirebbe una rivoluzione ma anche un po’ di buon senso non guasterebbe.

  17. Frederick 14 Dicembre 2015, 22:10

    “…franchigia, una sola perchè non abbiamo giocatori sufficienti per due” , noi invece ci perdiamo tra Aironi,Zebre e ogni tanto qualcuno senza pudore sproloquia pure su una possibile terza ( visto che le altre due sono sempre ai primi posti del pro12 )…

  18. tunga 14 Dicembre 2015, 22:30

    Crosby condivido.
    Due cose saltano all occhio.
    100.000 tesserati…..veri….capite già la differenza?
    Una categoria per anno…….almeno il doppio di…….
    E i club che hanno come senior tre quattro 5 squadre.
    Noi invece siccome vogliamo essere comandini creiamo die o tre club in un paese piccolo e ognuno ha poi difficoltà a portare i ragazzi al campo. Abbiamo categorie che si allenano in 10 sul campo.
    Non abbiamo dato un senso di appartenenza ne ai ragazzi ne ai tecnici e i club sono spesso con campi e strutture decrepite e tristi.
    Ci sono delle eccezzioni ma sono poche.
    Le strutture e le mentalita dei club argentini sono anche superiori di quelle anglosassoni.
    E la federazione centra poco o niente

  19. San Isidro 15 Dicembre 2015, 00:19

    Articolo molto interessante e bell’intervista di Malfatto…
    Tante cose su cui riflettere tra il nostro sistema formativo e il loro, ma prima mi soffermerei su un aspetto storico-culturale non di poco conto…
    La grande differenza tra il nostro rugby e quello argentino è in primis nella tradizione e nel seguito…in Argentina la prima squadra di rugby è nata negli ’70 dell’ ‘800 (il Buenos Aires FC che poi negli anni ’50 si ribattezzerà come Buenos Aires CRC vista la creazione della polisportiva con quelli del cricket) e il primo campionato ufficiale (un abbozzo di quello che poi sarà negli anni il Torneo de Buenos Aires e dal ’96 il Torneo de la URBA) è nato nel 1899 con tre club bonaerensi e uno rosarino (l’Atletico del Rosario che proprio per questo motivo storico non partcipa nè al torneo dell’URR nè a quello del Litoral, ma solo all’URBA di cui è affiliato, eh, quando si dicono le tradizioni)…da noi il primo campionato italiano di rugby è nato nella stagione ’29/’30 seppure nei 20 anni precedenti erano già nate società di palla ovale…c’è dunque un gap storico non solo con l’Argentina, ma anche con le grandi nazioni di Ovalia (alcuni club delle Home Unions sono nati negli anni ’60 dell’ ‘800) che bisogna tenere in considerazione…
    Sicuramente in Argentina il rugby non è sport nazionale, anzi il Paese sudamericano è una delle patrie del calcio mondiale, ci si stupisce a volte dell’enorme numero di squadre che ha Londra nelle serie calcistiche che contano, beh, a Buenos Aires saranno il doppio…il rugby tuttavia in Argentina fa parte di quegli sport anglosassoni che sono ampiamente praticati e diffusi dopo il calcio…è stato infatti grazie all’arrivo di numerosi britannici e irlandesi che gli argentini hanno scoperto non solo il rugby, ma anche l’hockey su prato (sport molto praticato dalle ragazze, la nazionale femminile di hockey è fortissima, Las Leonas), il cricket e il polo (disciplina che ha enorme seguito soprattutto tra le classi agiate, a BA, in quel di Palermo, c’è un intero stadio per il polo che annualmente richiama migliaia di spettatori per il prestigioso Abierto de Polo)…un chiaro esempio di impronta anglosassone si trova non solo nel comune linguaggio del rugby usato dagli argentini (“el wing”, “los forwards”, “el lineout”, “el try”, “el tackle”, “el full-back”, ecc), ma anche nel nome di diverse squadre, ci sono club a Buenos Aires che si sono originati a partire da alunni, o ex alunni, di scuole inglesi come gli Alumni (BA English High School), Old Georgian, San Andres (omonimo collegio scozzese), San Albano (Saint Alban’s College), Newman, Saint Brendan’s, ecc, ma ci sono anche squadre come l’Hurling (il team di rugby dalla polisportiva irlandese che si occupava della pratica dell’hurling) o quelle che hanno nel nome il termine inglese “Athletic” (Belgrano Athletic, Lomas Athletic, a Cordoba c’è il Cordoba Athletic)…un’altra particolarità legata alle squadre di rugby argentine è che la maggior parte non sono società ovali a sè, ma fanno parte di polisportive, di circoli ricreativi, di un CLUB, da qui il nome curioso di alcune, pensiamo ad es. al glorioso Banco Nacion, il team del circolo dipendendente dal Banco de la Nacion Argentina (idem il Banco Hipotecario), ma ci sono pure squadre di rugby con nomi che di ovale ci azzeccano poco, solo nell’URBA per es. ci sono tre squadre legate a società di tiro a segno (SITAS – Sociedad Italiana de Tiro A Segno – Tiro Federal de San Pedro e Tiro Federal de Baradero), naturalmente queste sono polisportive che hanno mantenuto il nome originario del primo sport fondato, a San Miguel de Tucuman per es. c’è il blasonato club del Natacion y Gymnasia che ha tirato su diversi Pumas (fa un po’ stano dire “domani giocheremo contro quelli del “Nuoto e Ginnastica”)…sempre per rimanere in ambito di nomi particolari, la squadra che due stagioni fa ha dominato il Torneo de la Reubicacion 1 de la URBA, el Mariano Moreno, nasce da un circolo ricreativo e culturale agli inizi del ‘900, la denominazione completa del club è infatti “Club y Biblioteca MM”…
    Ecco, prima di parlare di formazione, credo che queste info siano da tenere in considerazione per inquadrare le profonde differenze storiche e strutturali tra il rugby italiano e quello argentino…
    Laddove poi uno sport è maggiormente radicato è normale che il numero delle squadre e dei praticanti sia alto e il numero degli abitanti è relativo, la NZ ha gli stessi abitanti della provincia di Roma eppure esistono centinaia di club, anche squadre scolastiche, quando Tebaldi era a Swansea parlava del legame tra la franchigia degli Ospreys e tutti i club delle tre contee dipendenti che, se non erro, erano una settantina…in Italia il rugby non è così radicato per fare questi numeri, seppure il potenziale è enorme visto che siamo un paese di 60 milioni di persone…
    In Argentina soltanto il Torneo de la URBA, che il campionato che riguarda l’area metropolitana di Buenos Aires e La Plata, ha un numero di squadre che ogni anno oscilla tra le 85 e le 100 squadre raggruppate in 4 divisioni (ricordo che nelle ultime edizioni ci sono state 89 squadre, poi 96, poi sempre 80 e qualcosa)…parliamo di un’area vastissima dove abita oltre un quarto della popolazione del Paese, ma sono numeri significativi…e non è finita, si, perchè per affiliarsi ad una union in Argentina ci vogliono determinate condizioni (per questo il numero delle squadre varia di anno in anno), le squadre che non partecipano all’URBA continuano la loro attività di rugby amatoriale, il San Lorenzo de Almagro per es., la società di Papa Francesco, ha la sua squadra di rugby, ma ancora non è iscrita all’URBA…altro dato è che il solo Torneo de la URBA è riservato alle prime squadre, cioè la categoria “primera”, in Italia magari la seconda squadra del Rovigo per es. viene iscritta in Serie C2, in Argentina una cosa del genere non esiste, la seconda squadra del CASI (intermedia) farà un torneo parallelo soltanto con per le seconde squadre, la stessa cosa vale per le terze squadre (pre-intermedia A) e per le quarte squadre (pre-intermedia B)…ovviamente non tutti i club arrivano ad avere la quarta squadra, molti hanno solo la categoria “primera”, ma quelli più attrezzati hanno più squadre e suppongo (anzi credo proprio di esserne certo) che le rose siano aperte, quindi se un giocatore della primera del SIC torna da un infortunio magari si farà qualche partita in intermedia prima di riprendere a livelli più alti…

    • San Isidro 15 Dicembre 2015, 00:19

      Sul piano specifico della formazione credo che le parole di Canale sul valore che viene dato ai singoli club per lo sviluppo siano significative…
      Riguardo i centri di formazione va detto che dipendono dalle singole unions, Canale parla del “Centro di Formazione e Rendimento di Cordoba” che riguarda la sola Union Cordobesa de Rugby…ricordo che nell’URBA i centri di formazione erano 5 allocati presso diversi club (nell’area platense era stato scelto il club dei Los Tilos, non ricordo gli altri)…ad ogni modo tutti questi centri fanno parte del programma del cosiddetto PlaDAR (Plan De Alto Rendimiento) dell’UAR…
      C’è inoltre da sottolineare quanto sia stata importante per la formazione degli atleti domestici la selezione del Pampas XV, il team composto dai migliori giocatori che militano in patria (con qualche eccezione, ad es. Facundo Isa quando era a Toulon e Pablo Matera che era a Leicester hanno rescisso i contratti con il loro club per partecipare all’avventura del Pampas)…la Vodacom Cup prima (anche se nella primissima edizione l’Argentina vi parteciparono i Jaguard) e la Pacific Rugby Cup in questi ultimi due anni (Australia 2014 e Fiji 2015) hanno rappresentato una vera e propria palestra per tanti atleti che in questo modo hanno potuto misurarsi ad un livello superiore a quello in cui giocano abitualmente nel club d’appartenenza, sottolineo tra l’altro che i ragazzi di Gaitan hanno vinto le due edizioni della PRC (l’ultima in realtà era stata ribattezzata come Pacific Rugby Challenge)…atleti come Petti e Montoya sono stati presi nel Pampas ancor prima di esordire nella primera del loro club (SIC e Newman rispettivamente), avevano già fatto l’esperienza nei Pumitas e giocavano per la M-20 della loro squadra, addirittura proprio il tallonatore dei Los Cardenales è stato chiamato da Hourcade nella rosa dei TM di Giugno 2014 prima di esordire con la primera dell’equipo de Benavidez…
      Riguardo gli atleti domestici che entrano nel giro delle varie rappresentative nazionali (Pampas XV, Argentina Jaguars e Pumas) c’è da dire che seguono un percorso specifico con la federazione, hanno un contratto pro con l’UAR…i giocatori delle unions dell’Interior poi possono tornare al proprio club fuori dalle finestre internazionali, discorso diverso per quelli dell’URBA che hanno maggiori vincoli dal momento che l’union di BA non accetta atleti professionisti nel proprio campionato, ricordo che per tornare a giocare con il club d’appartenenza Cubelli (Belgrano Athletic), Landajo (CASI), Montero (Pucarà) e altri interruppero momentaneamente il contratto con l’UAR, anche se successivamente altri giocatori come Moroni (CUBA), gli stessi Petti e Montoya sono poi tornati al club dopo la chiamata nei Pumas…
      Sempre in tema di sviluppo non dimetichiamoci che l’UAR si è avvalsa nel tempo di numerose collaborazioni tecniche sia a livello nazionale, come Graham Henry che ha fatto il consulente per la panchina dei Pumas e Greg Peters, l’ex CEO del SANZAR, che ora General Manager presso la federazione, ma anche a livello locale, ricordo in questo senso gli stage di Fabien Galthiè in terra tucumana, ma anche i seminari tecnici dello staff dei Chiefs di Super Rugby presso i vari club dell’URBA un paio di anni fa…
      Probabilmente non riuscieremo ad uguagliare il movimento argentino, ma sicuramente si può tentare di imitare quello che stanno facendo laggiù, sia seguendo il loro modello di formazione che nella ricerca di consulenze tecniche estere che possano aiutare a migliorarci…la FIR ha centralizzato la formazione a discapito dei club, guardare come lavora l’UAR non farebbe male ai nostri dirigenti, anche se basterebbe osservare anche come funzionano le accademy dei nostri concorrenti del Pro 12, ma Gavazzi su questo punto è stato chiaro: no accademie legate a Zebre e Treviso, avrà le sue motivazioni e amen…

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