L’Italia s’è desta: a Cardiff il bicchiere azzurro è mezzo pieno

Il carattere, la conquista, Parisse e due “cagnacci” in seconda linea. Ecco come abbiamo rialzato la testa dopo Edimburgo

ph. Rebecca Naden/Action Images

ph. Rebecca Naden/Action Images

Andare più in basso di Edimburgo sarebbe stato difficile, ma francamente la reazione degli Azzurri arrivata da Cardiff è andata oltre le migliori attese. Vero che non si è vinto, vero che si tornerà a parlare di “sconfitta onorevole” e altro ancora, ma quanto visto in campo al Millennium Stadium speriamo metta una pietra sulle ultime uscite della Banda Brunel (finale di Sei Nazioni compreso) e lasci messaggi positivi nella testa dei giocatori in vista dell’esordio iridato contro la Francia.
Lo ha detto in conferenza stampa nel dopo gara coach Brunel: “Andare in Inghilterra dopo una sconfitta come quella di Edimburgo sarebbe stato preoccupante ma oggi (ieri, ndr) contro il Galles abbiamo mostrato il giusto spirito, non abbiamo mai mollato nei momenti di difficoltà e questo è l’aspetto più importante della gara”. Rispetto alla partita di Torino e alla replica della scorsa settimana in Scozia, si può tranquillamente parlare di un’altra Italia. Nell’approccio, nella vis pugnandi, nella voglia di sporcare il breakdown e le mani, in mischia ordinata e nella fisicità in giro per il campo.
Eravamo i più scarsi del mondo prima? No. Siamo i più forti adesso? Nemmeno. Di errori ce ne sono stati, dal buco di Williams su un Garcia peraltro sempre consistente in difesa e come primo carrier nei minuti giocati, ai calci di punizione non necessari concessi in pieni nostri 22 e che ci sono di fatto costati la partita (sostegno per le terre nel primo tempo e tagliafuori di Gori nel secondo, cose che al Mondiale non possiamo permetterci). Ma vedere sempre il bicchiere mezzo vuoto è sintomo di mala fede e in questo caso non renderebbe giustizia dell’enorme sforzo messo in campo dagli Azzurri, per di più dopo una settimana in cui le critiche non sono state, giustamente, risparmiate.

 

Alcune brevi statistiche non possono che confermare le sensazioni provate a caldo. Rispetto a Murrayfield abbiamo placcato meglio (90% contro l’ 86% di tackle vittoriosi), vinto più mischie su nostro ingaggio (5 su 9 una settimana fa, 8 su 10 al Millennium), e agito meglio palla in mano (buchi profondi 4-2, difensori battuti 15-6, metri corsi 301-174). Su tutti questi dati è bene fare la tara col fatto che in Scozia abbiamo avuto molti meno possessi, soprattutto se pensiamo che a gioco fermo abbiamo calciato il doppio. Resta il fatto che anche al piede Gori, Allan e Canna hanno fatto bene: il primo portando kick dalla base sempre contestabili e contestati, il secondo cercando e trovando in più occasioni il guadagno territoriale e la touche sotto enorme pressione, il terzo mettendo un drop al Millennium (venendo da una stagione di Eccellenza) e dimostrando buone mani nella distribuzione. Ma cosa è cambiato nella testa dei giocatori?

 

Il primo nome da fare è quello di Sergio Parisse. Con il nostro capitano in campo siamo stati (e spesso siamo) un’altra squadra, e c’è poco da discutere. La leadership nel rugby la si vede dall’esempio e dai piccoli gesti. L’esempio è stato dato in 65 minuti di profonda maestria, con tante cose eseguite sempre in modo impeccabile, dal gioco aereo all’uscita da fermo dal frontale; i gesti, una pacca sulla spalla e una parola sussurrata, piccole cose che fatte da un giocatore come lui fanno un’enorme differenza.
E non siamo certo noi l’anomalia: grandi squadre chiedono grandi leader. Chiedere, per conoscenza, al pack sudafricano di Durban senza Matfield contro l’Argentina. Parisse ha poi l’effetto di “trascinare” gli altri portandoli a performare al meglio. Il problema è il dopo, intanto valga quanto detto da Brunel in conferenza: “E’ importante per noi avere i nostri leader sul campo […] “.

 

I secondi nomi da fare sono quelli di Geldenhuys e Furno, che hanno sporcato e pulito qualunque punto d’incontro e maul. In questa Italia, due “cagnacci” imprescindibili soprattutto se schierati in coppia assieme (e che si fanno sentire anche in mischia ordinata). Menzione d’onore poi per i 13 placcaggi di Minto, la consistenza di Sarto in entrambe le fasi e la prova in mischia ordinata dopo le difficoltà di Edimburgo.
Dalla panchina, poi, è arrivata benzina ma soprattutto la conferma che un giocatore come Palazzani serve più come impact player nel gioco rotto palla in mano che da mediano di mischia (come peraltro più volte dimostrato alle Zebre), così come Vunisa nell’ultimo quarto per caricare difese più stanche che ad inizio partita.
La via, comunque, è tracciata. C’è chi gioca al 10% e vince, e chi gioca al 100% e perde. Questo non deve essere un limite ma il punto di partenza mentale per costruire ogni futuro successo contro le nazioni del Tier One.

Di Roberto Avesani

onrugby.it © riproduzione riservata

Cari Lettori,

OnRugby, da oltre 10 anni, Vi offre gratuitamente un’informazione puntuale e quotidiana sul mondo della palla ovale. Il nostro lavoro ha un costo che viene ripagato dalla pubblicità, in particolare quella personalizzata.

Quando Vi viene proposta l’informativa sul rilascio di cookie o tecnologie simili, Vi chiediamo di sostenerci dando il Vostro consenso.

item-thumbnail

Sei Nazioni 2023: gli Azzurri convocati per Italia-Francia e Inghilterra-Italia

Crowley conferma il gruppo che ha lavorato in raduno ad eccezione di 3 avanti e chiama Garbisi in vista di Twickenham

28 Gennaio 2023 Rugby Azzurro / La Nazionale
item-thumbnail

Gli Azzurri in campo nel week end

Gli impegni dei giocatori della Nazionale in Premiership e Top 14 nel fine settimana che anticipa l'inizio del Sei Nazioni

28 Gennaio 2023 Rugby Azzurro / La Nazionale
item-thumbnail

Italia, Crowley: “Come numero 10 dietro Allan c’è Da Re”

Il CT e il capitano Michele Lamaro sono intervenuti nella conferenza di presentazione del Sei Nazioni

27 Gennaio 2023 Rugby Azzurro / La Nazionale
item-thumbnail

Italia, Innocenti delinea gli obiettivi per il Sei Nazioni: “Mi aspetto almeno due vittorie”

Il presidente federale ha parlato alla presentazione italiana del Torneo

26 Gennaio 2023 Rugby Azzurro / La Nazionale
item-thumbnail

Dove vedere la conferenza stampa di lancio del Sei Nazioni 2023

Come collegarsi alla diretta streaming del Media Day che presenta il Torneo 2023

26 Gennaio 2023 Rugby Azzurro / La Nazionale
item-thumbnail

Italia, Crowley: “abbiamo il compito di rendere il rugby divertente per gli spettatori”

Per l'imminente Sei Nazioni il coach degli Azzurri auspica un'Italia che sappia divertirsi e divertire

26 Gennaio 2023 Rugby Azzurro / La Nazionale