Mirco Bergamasco: distanza tra giocatori e staff, ma alla RWC tutto è possibile…

L’ex trequarti azzurro parla degli anni in Nazionale (e della delusione post 2012) e guarda ai Mondiali

ph. Sebastiano Pessina

ph. Sebastiano Pessina

Mirco Bergamasco ha concesso una lunga intervista a Midi Olympique. Molti i temi toccati, dallo stop con la Nazionale nel 2012 alle possibili difficoltà del gruppo azzurro alla prossima Coppa del Mondo. “Il mio più grande rammarico è che, dopo l’infortunio del 2012, non mi è stata data la possibilità di dimostrare ancora il mio lavoro – dice Bergamasco – Per me è stata una grande frustrazione, volevo dimostrare di essere ancora a posto fisicamente. Comunque, ricordo tutti i dieci anni in Nazionale, e le tre Coppe del Mondo […] Ricordo la partita del 2012 contro gli All Blacks, la vittoria contro la Scozia. fa tutto parte della mia vita, e sono contento di aver dato qualcosa a questo sport. Camminare per strada ed essere riconosciuto dai più giovani mi fa essere orgoglioso per quanto ho fatto per la Nazionale, ed è una sensazione incredibile”.

Per quanto riguarda la RWC, Bergamirco non nasconde le preoccupazioni: “Il problema è che non si è creato un gruppo. Un gruppo si crea in quattro anni  […] Lo staff italiano, invece, ha cambiato molto la squadra, mettendo distanza tra sé e i giocatori, e in vista della Coppa del Mondo è un errore. E’ l’anima, l’amalgama del gruppo che farà la differenza sul campo“.
Queste invece le parole di Bergamirco a proposito della Francia: “Tutte le squadre sono cresciute, e comunque la Coppa del Mondo è un contesto totalmente diverso rispetto a quanto si vede durante la stagione, e la Francia ha questa forza […] La Francia è un paese orgoglioso, e durante questo evento trova una forza incredibile”.

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